Montagne meno celebri, ma ancora caratterizzate una certa dimensione di isolamento: con sci e pelli sulla Cima di Lago Spalmo, tra i giganti della Val Viola

Nei grandi spazi dell'Alta Valtellina, una salita lunga, varia e completa che da Arnoga sale a uno dei tremila più eleganti delle Alpi di Livigno. Un itinerario impegnativo, panoramico e mai banale, che alterna dolci pianori, ampie vedrette e tratti molto ripidi. Per una discesa da ricordare

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
risalita tutta la Valtellina fino a Tirano, si raggiunge e supera Bormio, seguendo la strada verso Livigno fino ad Arnoga, in corrispondenza dell’evidente tornante dove si stacca la strada per la Val Viola; in stagione avanzata la rotabile è percorribile in auto (a pagamento, ticket ad Arnoga) fino al parcheggio P4 in località Altumeira
Percorrendo la statale del Foscagno, salendo da Bormio verso Livigno, non è scontato percepire quanto vasto sia il mondo di montagne che si apre sopra Arnoga. È proprio da qui, da un tornante della strada che sale alla conca livignasca, che si entra nella Val Viola, ampia e luminosa, sicuramente tra gli ambienti più suggestivi di questa porzione di Alpi a cavallo tra Italia e Svizzera, tra Alta Valtellina, Valposchiavo ed Engadina.
La Val Viola – più precisamente Val Viola Bormina – si insinua tra montagne severe ma armoniose, modellate da antichi ghiacciai e caratterizzate da grandi pianori e valloni laterali. È una valle di passaggio, storicamente utilizzata per i collegamenti con la Svizzera, ma allo stesso tempo una valle appartata, dove la presenza umana è discreta e legata soprattutto alla pastorizia estiva e all’escursionismo. Oggi la attraversa una lunga strada, percorribile in auto solo per un tratto, che consente di raggiungere, in estate, il rifugio Viola e l’omonimo passo sul confine elvetico, attraversando un paesaggio dominato da grandi cime di oltre tremila metri, come la Cima Piazzi, il Corno di Dosdè e la Cima di Lago Spalmo. Siamo nelle Alpi di Livigno, una vera miniera di salite alpinistiche e scialpinistiche su montagne meno celebri rispetto ad altri settori delle Alpi Centrali, ma non meno gratificanti, tra dorsali glaciali e grandi valloni, e un ambiente che conserva ancora una certa dimensione di isolamento.

Nei silenzi della valle
In inverno e in primavera, in particolare, la Val Viola diventa un piccolo paradiso per lo scialpinismo. I lunghi pianori e i versanti aperti permettono itinerari di grande respiro, con salite di ogni difficoltà. Tra queste, la Cima di Lago Spalmo Orientale (3291 m) è una delle più complete e remunerative: lunga e varia, adatta a scialpinisti con una certa esperienza, sale a una cima molto panoramica in ambiente glaciale e su terreno a tratti ripidissimo, e sa regalare spesso una discesa memorabile. Certo, le condizioni del manto nevoso devono essere più che sicure, e quasi sempre si aspetta infatti la primavera, anche per avere la strada della Val Viola sgombra e percorribile in auto e ridurre lo sviluppo. È infatti lungo questa stradina che si sviluppa inizialmente l’itinerario, appena lasciato il tornante di Arnoga. In inverno è normalmente battuta, insieme ad altri percorsi per gli escursionisti e le ciaspole, e sale con pendenza moderata attraverso il bosco di abeti e larici. Prima di raggiungere l’ultimo parcheggio (P4, in località Altumeira), dove in primavera, pagando un ticket, si può arrivare in auto (in genere non prima di aprile), si scende a sinistra alle baite di Caricc. Seguendo grossomodo il tracciato estivo, e su traccia spesso battuta, al cospetto del Corno di Dosdè, si sale al grande pianoro dove si trova il rifugio Federico in Dosdè (2133 m), punto di riferimento e di sosta durante la salita. Superata la piana, si riprende a salire lungo la Val Cantone di Dosdè, puntando verso l’ampia conca glaciale che si apre ai piedi della Cima di Lago Spalmo. Si entra nel dominio delle vedrette, piccoli ghiacciai ormai molto ridotti rispetto al passato, ma ancora capaci di conferire al paesaggio un carattere decisamente alpino.

Ambienti glaciali
La Vedretta di Dosdè Centrale si raggiunge superando balze e pendii progressivamente più sostenuti, piegando verso sinistra per portarsi fin sotto il ghiacciaio. Non resta che risalire la vedretta, portandosi sul suo lato sinistro, con un percorso tanto logico quanto via via più verticale, elegante e panoramico, con gli spazi della Val Viola che si aprono alle spalle. In alcuni tratti la pendenza supera i 40°, ma la fatica e le continue svolte su terreno così ripido, saranno ripagate da una discesa molto spesso in ottime condizioni, su pendii divertenti ideali per lo sci. Più in alto il ghiacciaio spiana leggermente, e con un traverso verso destra si raggiunge la base della cresta. Poco sopra si devono lasciare gli sci, e indossati i ramponi si sale il breve e facile tratto di cresta che conduce sull’Anticima della Cima di Lago Spalmo Orientale (3262 m). In molti si fermano qui, e a ragion veduta, visto che il panorama è già notevole, ma volendo essere pignoli ci sarebbe da scendere la facile cresta verso sud, con alcuni passaggi esposti, superare un’evidente sella e salire ancora lungo il facile crestone, prestando attenzione alle cornici. Ed ecco la vetta della Cima di Lago Spalmo Orientale (3291 m), con una vista incredibilmente ampia e articolata. È la giusta ricompensa dopo una salita lunga e faticosa, dove non ci si annoia mai. E solo un assaggio di quello che, con le giuste condizioni, può regalare la discesa, spesso il momento più memorabile di tutta l’escursione. Grazie all’esposizione a nord e alle condizioni primaverili, il manto è di frequente in ottime condizioni, magari con uno strato di fresca su fondo stabile in alto, sui tratti più ripidi, che diventa una trasformata da pennellare con ampie curve nella parte inferiore, mentre si scende di quota. Ci sarà un po’ da racchettare una volta tornati sulla piana del rifugio Federico, ma dopo una sciata così passa completamente in secondo piano. Come anche la fatica che si fa sentire nelle ultime curve prima di tornare sulla strada della Val Viola e verso Arnoga. Sorvegliati dal severo Corno di Dosdè.
IL PERCORSO
Regione: Lombardia
Partenza: Arnoga (1874 m)
Arrivo: Cima di Lago Spalmo Orientale (3291 m)
Accesso: risalita tutta la Valtellina fino a Tirano, si raggiunge e supera Bormio, seguendo la strada verso Livigno fino ad Arnoga, in corrispondenza dell’evidente tornante dove si stacca la strada per la Val Viola; in stagione avanzata la rotabile è percorribile in auto (a pagamento, ticket ad Arnoga) fino al parcheggio P4 in località Altumeira
Dislivello: 1450 m (1250 dal parcheggio P4 in Val Viola)
Durata: 5/6 h (4/5 h dal parcheggio P4 in Val Viola)
Difficoltà: BSA (buon sciatore alpinista); corda, piccozza e ramponi; utili i rampanti
Immagine di apertura: il Corno di Dosdè (3232 m) dalla Val Viola. © Dispe











