Dove i ghiacciai hanno lasciato in eredità numerosi specchi d'acqua: non rappresentano solo una meta paesaggistica, ma sono parte di un sistema favorevole agli alpeggi e a molte specie alpine

Alla Bocchetta Fioria per i Laghetti Bellagarda, affacciandosi sulle Levanne sopra Ceresole Reale: tra laghetti alpini, antiche vie pastorali e grandi panorami sul versante piemontese del Gran Paradiso, un itinerario ad anello che sale alla Bocchetta Fioria, straordinario punto d'osservazione sulle montagne della Valle Orco e sui severi profili delle Levanne

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
si deve prima raggiungere Courgné, a nord di Torino, dove si sale tutta la Valle Orco fino a Ceresole Reale; la borgata Lilla si trova poco prima della diga di Ceresole, parcheggiando presso il grande campo sportivo
La Valle Orco è l’accesso piemontese al Parco nazionale del Gran Paradiso, un territorio che conserva una delle espressioni più autentiche dell'ambiente alpino. Risalendo la valle da Cuorgnè verso Ceresole Reale, si entra progressivamente in un paesaggio che racconta secoli di adattamento umano alla montagna: villaggi in pietra, antichi alpeggi, pascoli in quota e una rete di sentieri che per lungo tempo hanno rappresentato vere e proprie infrastrutture di sopravvivenza. In questo contesto si sviluppa l'escursione alla Bocchetta Fioria, con partenza da Ceresole Reale e passando dai pittoreschi Laghetti Bellagarda. È un itinerario che non raggiunge quote estreme, ma che riesce a sintetizzare molti degli elementi che rendono speciale questa parte delle Alpi Graie: la presenza del vicino Gran Paradiso, la vastità dei panorami, l'eredità culturale delle comunità alpine e la spettacolare visione del Gruppo delle Levanne, una delle più imponenti catene montuose del settore. Le montagne che circondano la conca di Bellagarda sono modellate prevalentemente da rocce metamorfiche appartenenti al complesso geologico delle Alpi Occidentali, testimonianza di antichissimi processi di collisione continentale. L'azione dei ghiacciai quaternari ha poi scavato conche e modellato versanti, lasciando in eredità numerosi specchi d'acqua alpini, tra cui i laghetti che costituiscono la meta intermedia di questa escursione (ma nulla vieta di terminarla qui).

Verso i laghi
Dalla borgata Lilla, poco prima della diga di Ceresole, si imbocca il sentiero n° 17, che prende rapidamente quota sopra il fondovalle. Fin dai primi passi emerge il carattere storico del territorio attraversato. Le borgate che punteggiano i versanti della Valle Orco non sono semplici nuclei abitati, ma testimonianze di una civiltà alpina che per secoli ha vissuto di allevamento, agricoltura di sussistenza e sfruttamento razionale delle risorse montane. I muri a secco, i terrazzamenti e le costruzioni in pietra raccontano un rapporto con l'ambiente costruito lentamente, generazione dopo generazione. Anche gli alpeggi incontrati lungo la salita ricordano l'importanza della monticazione stagionale, pratica che ha modellato il paesaggio e contribuito alla formazione di quell'identità culturale che ancora oggi caratterizza la valle. Il sentiero sale con andamento regolare tra radure e lariceti, offrendo scorci sempre più ampi sul bacino di Ceresole Reale e sulle montagne che delimitano il versante piemontese del Gran Paradiso. L'ambiente cambia gradualmente, il bosco si dirada, gli spazi si ampliano e l'orizzonte si apre verso le quote superiori. I Laghetti Bellagarda compaiono quasi all'improvviso, incastonati uno sopra l'altro in una conca modellata dai ghiacciai. Le loro acque tranquille, a una quota compresa tra 2150 e 2250 metri, riflettono le cime circostanti e introducono alla parte più suggestiva dell'escursione. Qui la sensazione è quella di trovarsi in una montagna antica e discreta, lontana dagli itinerari più frequentati. I laghi non rappresentano soltanto una meta paesaggistica, ma sono parte di un sistema ambientale che per secoli ha fornito acqua agli alpeggi e che ancora oggi costituisce un prezioso habitat per numerose specie alpine. Sostare sulle loro rive permette di cogliere il carattere profondo della Valle Orco, una valle che conserva ancora ampi spazi di quiete. Non è difficile immaginare i pastori che percorrevano questi pendii o i viandanti che utilizzavano i valichi secondari per gli spostamenti tra vallate vicine. La stessa toponomastica locale conserva tracce di questa lunga storia, intrecciando influenze linguistiche piemontesi e franco-provenzali, a testimonianza di antichi rapporti culturali oltre i confini amministrativi attuali.

Un balcone sulle Levanne
Superati i laghi, il sentiero continua a salire tra pascoli e pietraie con pendenze mai eccessive, ma serve comunque allenamento e passo sicuro, soprattutto nei tratti più ripidi che precedono il valico. È una salita che invita a rallentare, più per osservare che per conquistare una quota. L'ultimo tratto conduce alla Bocchetta Fioria (2395 m), ampia sella rocciosa che costituisce il punto culminante dell'itinerario. È qui che il percorso rivela pienamente la propria ragion d'essere: davanti agli occhi si apre infatti uno dei panorami più completi e armoniosi dell'intera area di Ceresole Reale. Protagonista assoluto è il Gruppo delle Levanne, poderoso massiccio che segna il confine tra Piemonte e Francia, e che comprende la Levanna Orientale, la Levanna Centrale e la Levanna Occidentale, con le sommità che si stagliano intorno ai 3600 metri di altezza. Le forme severe delle cime, i residui glaciali e le grandi pareti conferiscono alla catena un aspetto autenticamente alpino, severo, che contrasta con la dolcezza dei pascoli attraversati poco prima. Nelle giornate limpide lo sguardo può spaziare ben oltre, seguendo l'andamento delle creste che delimitano il bacino del Gran Paradiso e cogliendo la complessa articolazione di valloni, dorsali e conche modellate dai ghiacciai. La Bocchetta Fioria, però, non è soltanto un punto panoramico, ma rappresenta anche una soglia simbolica tra ambienti differenti, un luogo di passaggio che richiama l'antica funzione dei valichi alpini minori. Pur non essendo stata una via commerciale di primaria importanza, la zona è stata per lungo tempo frequentata da allevatori, cacciatori e abitanti delle borgate circostanti, contribuendo a costruire quel fitto reticolo di relazioni che caratterizzava la montagna prima dell'avvento delle moderne infrastrutture. Per il ritorno è consigliabile completare l'anello seguendo il sentiero n° 17B, che si stacca dalla traccia di salita subito a valle dei laghi. Si attraversano così pendii aperti e aree di pascolo, offrendo nuove prospettive sul vallone e sui rilievi circostanti, prima di rientrare verso la borgata Lilla.
IL PERCORSO
Regione: Piemonte
Partenza: Ceresole Reale, Borgata Lilla (1480 m)
Arrivo: Bocchetta Fioria (2395 m)
Accesso: si deve prima raggiungere Courgné, a nord di Torino, dove si sale tutta la Valle Orco fino a Ceresole Reale; la borgata Lilla si trova poco prima della diga di Ceresole, parcheggiando presso il grande campo sportivo
Dislivello: 900 m
Durata: 3 h
Difficoltà: E (escursionistico)
Immagine di apertura: le Levanne e il Lago di Ceresole dalla Bocchetta Fioria. © Giulia Marangoni











