La pista da bob di Cortina "è un simbolo di eccellenza". Le dichiarazioni di Luca Zaia sono troppo ridondanti per rassicurare

Mancano esattamente 100 giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali e, con l’approssimarsi del grande evento, i dubbi già presenti vanno consolidandosi. Ma non tanto per l’evento sportivo in sé, che di sicuro regalerà settimane ricche di momenti entusiasmanti; bensì per quanto avverrà in seguito

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Mancano esattamente 100 giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali e, con l’approssimarsi del grande evento, i dubbi già presenti vanno consolidandosi. Ma non tanto per l’evento sportivo in sé, che di sicuro regalerà settimane ricche di momenti entusiasmanti; bensì per quanto avverrà in seguito.
Ad aumentare l’incertezza si susseguono dichiarazioni troppo ridondanti per rassicurare, quasi a voler riempire con le parole le falle aperte da alcune iniziative.
Un esempio recente viene offerto dal Presidente della regione Veneto Luca Zaia che, parlando della nuova pista da bob di Cortina, ha scritto sui social network:
“Lo Sliding Centre è un simbolo di eccellenza e un’eredità che resterà al servizio dello sport, del territorio e delle nuove generazioni. Il Veneto si conferma casa dei grandi eventi e laboratorio di futuro”.
Stranamente non viene utilizzata la parola sostenibilità (intercalare che ha accompagnato in modo martellante ogni operazione olimpica), ma in ogni caso si inserisce il progetto in una prospettiva comunitaria d’eccellenza e, quindi, proiettata in avanti: “Un laboratorio per il futuro”.

È proprio l’eccesso ad alimentare la confusione: sorge infatti il dubbio che dietro a una retorica roboante – come scriveva Marco Albino Ferrari – “si nasconda la consapevolezza di essere in difetto”.
Non pochi fanno notare al presidente Zaia che le esigenze del territorio sono di natura diversa, caratterizzata soprattutto da una progressiva diminuzione dei servizi essenziali per un vivere dignitoso.
Al di là dell’aspetto paesaggistico-ambientale, non sono passati inosservati i costi dell’impianto (ben oltre 100 milioni di euro), così come non passeranno sottotraccia le spese di gestione annua. Un investimento mastodontico che ora chiede di essere giustificato, proprio come desiderano gli abitanti della zona: ecco allora le dichiarazioni roboanti, ecco allora gli eccessi.
Limitarsi a dichiarare che la pista da bob era necessaria per controbilanciare il numero di gare assegnate a Lombardia e Trentino avrebbe favorito una lettura dei fatti più sincera, ma di certo insufficiente per “cementare” politicamente la bontà della scelta.
Fotografie dalla pagina Facebook di Luca Zaia











