Vietato l'uso di scioline fluorurate su sci e snowboard: come cambiano le performance degli atleti? Ne parliamo con l'azienda Maplus, leader nel settore

Tre squalifiche alle Olimpiadi per "doping tecnico" dovute alla presenza di sostanze nocive e inquinanti nei prodotti con cui trattare gli sci prima della gara. Queste sostanze sono infatti proibite dalla Fis e dall’Ibu da circa tre anni, e ora per la prima volta alle Olimpiadi. Ma di che materiali si tratta? Quali vantaggi offrivano? Come funzionerà d'ora in poi?

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Al termine della stagione 2022/23, negli sport invernali ha avuto luogo una vera e propria rivoluzione. La Fis e l’Ibu - rispettivamente al comando di Sci, Snowboard e Biathlon - hanno vietato l’utilizzo di scioline e cere fluorurate, ovvero i prodotti cardine nel trattamento dei materiali pre-gara.
Durante le appena trascorse Olimpiadi invernali Milano-Cortina, ben tre atleti asiatici sono stati squalificati proprio per la presenza di sostanze chimiche nella sciolina applicata su sci e tavole da snowboard. Come se si trattasse di doping, infatti, queste sostanze possono dare all’atleta un vantaggio in gara, in questo caso non fisico ma tecnico.
In base al peso dell'atleta, alla velocità e quindi all’attrito, la neve a contatto con lo sci va a fondersi creando un microfilm - impercettibile ma influente - di acqua, che può essere più o meno consistente a seconda dell’umidità relativa della neve e rallenta l’atleta. Dovendo correre sopra questo film di acqua, lo sci viene trattato in maniera da essere il più idrorepellente possibile.
La sciolina funziona proprio penetrando nei microfori della soletta dello sci e, grazie all'attrito generato dallo scivolamento sulla neve, si fonde rilasciando sostanze idrocarburiche che creano una micro-pellicola oleosa. Questa agisce come lubrificante, creando uno strato di protezione che riduce l'attrito tra la soletta e la neve, aumentando la velocità e proteggendo la struttura dello sci.
Il vantaggio del fluoro, dunque, sta proprio nella sua idrorepellenza, che diminuisce l’attrito tra lo sci e lo stratto di neve fusa. Ecco perché, fino a tre anni fa, le scioline abitualmente utilizzate contenevano normalmente composti poli-fluoro-alchilici, i cosiddetti Pfas.
Il problema? È che queste sostanze hanno conseguenze altamente nocive sia per la salute che per l’ambiente. Anzitutto si tratta di composti estremamente persistenti: non si degradano facilmente, si accumulano nel suolo e nelle acque, e possono entrare nella catena alimentare. Allo stesso tempo, l’esposizione prolungata ad essi è stata associata a tumori, indebolimento del sistema immunitario, riduzione della fertilità e disturbi comportamentali.
Ecco perché - sebbene l’impatto del loro utilizzo sportivo sia minimo rispetto a quello industriale - le federazioni di sport invernali ne hanno vietato l’utilizzo. Oggi ne parliamo con Matteo Malusà, da oltre vent’anni Racing Coordinator per l’azienda Maplus, una delle leader nel settore delle scioline.
Il lavoro di Malusà è quello di responsabile-supervisore del lavoro degli ski-men, e lavora nella progettazione e sviluppo di questi materiali a diretto contatto con gli atleti azzurri: Federica Brignone, Sofia Goggia, Dominik Paris, giusto per dirne alcuni.
In realtà - ci spiega - la questione dell’impatto ambientale di certe sostanze è piuttosto complessa. "Il fluoro è un elemento inerte che non è biodegradabile. Ma non è il fluoro in sé che inquina, ma alcune catene in produzione di fluoro. C’è questa guerra al fluoro perché non lo puoi mettere in un termovalorizzatore: dovresti avere dei filtri enormi perché bruciando può diventare acido fluoridrico, che è estremamente inquinante".
Le federazioni hanno scelto dunque di andare in quella direzione: "L’impatto delle scioline sul mondo è ridicolo - commenta Malusà - però diciamo che l'idea nasce per sensibilizzare lo sport sul tema dell'inquinamento". Circa tre anni fa, allora, la produzione dell’azienda Maplus si è reindirizzata verso le scioline fluor-free.
Ad essere vietato l'utilizzo - precisa l’ex-skiman - è l’utilizzo, non la vendita. "È molto diversa come cosa: non è illegale produrre la sciolina fluorurata, se un amatore vuole usarla può farlo. Ad essere vietato è l'utilizzo in competizioni ufficiali". Nonostante la produzione non sia vietata, però, i prodotti di questo tipo sono stati tolti dal catalogo dell’azienda: "Il mondo non va in quella direzione e per noi non ha senso mantenere quella linea".
Come dicevamo, il fluoro offre un vantaggio in termini idrofobici. Tuttavia, stando a Malusà, dopo tre anni di ricerca, il divario tra scioline fluorurate e non, si è ridotto notevolmente. "Adesso in quanto a prestazioni ci sono altri prodotti che fanno la stessa cosa. Diciamo che il fluoro era un po' più universale come prodotto, andava sempre bene, mentre adesso ci sono modelli di scioline diverse a seconda delle condizioni della neve".
La gamma Maplus infatti propone prodotti per ogni esigenza: dal professionista che prepara materiali da Coppa del Mondo all’appassionato che vuole semplicemente godersi la neve con sci sempre performanti.
"Se pensi a una Dorothea Wierer che avrà un peso di 50 chili più o meno, che fa una velocità massima di 50 chilometri all'ora, rispetto a un Dominic Paris che ha un peso forma di 100 chili e fa una curva ai 150 all’ora: capisci che le forze in campo sono completamente differenti. E quindi ci sono applicazioni e metodi differenti".
Insomma, gli ingredienti sono gli stessi ma le percentuali variano a seconda dell’utilizzo, dell’atleta e delle condizioni della neve. "Nello sci di fondo tendenzialmente abbiamo neve trasformata, più calda, molto più umida e sporca. In discesa invece sei a quote più alte, l'umidità è molto bassa e quindi hai altre necessità".
"Quando si parla di scioline, oggi, si tratta dunque sempre di sintetizzazioni chimiche", precisa Malusà. Non parliamo di cera d’api, insomma: si tratta comunque di sostanze sintetiche. Però ormai sono del tutto prive di fluoro. "È un insieme di molecole molto simili a quelle presenti nelle cere: una base di idrocarburi (composti chimici contenenti solo atomi di carbonio e idrogeno) a cui vengono aggiunti degli additivi impermeabilizzanti, per migliorare la performatività finale".
Attualmente Maplus è leader nello sci alpino e anche nel fondo si sta consolidando notevolmente. L’azienda sta lavorando in direzione completamente fluor-free in vari ambiti, non solo nello sci alpino. "Noi siamo il reparto sportivo di un’azienda che opera nell’industria, dall’impermeabilizzazione di tessuti di qualsiasi tipo, ai materiali come il gres porcellanato che si trova in ogni piastrella delle nostre case".
Foto in apertura: Maplus












