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Storia | 22 ottobre 2025 | 18:00

La prima gara in notturna in Italia, i salti degli atleti olimpici e l'abbandono (FOTO), viaggio ai trampolini del Pakstall: simbolo di un passato che oggi non c'è più

L'Altopiano dei Sette Comuni ha sempre avuto un rapporto strettissimo con le discipline invernali e con il salto con gli sci, una passione che affiora anche ne "Le stagioni di Giacomo" di Mario Rigoni Stern

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Le vestigia di un passato che difficilmente potrà tornare ma che per il momento è parte integrate del paesaggio dell'Altipiano dei Sette Comuni. Il trampolino domina la valle e cattura l'occhio, oggi sede di una webcam panoramica. Si vede (quasi) ovunque con il suo scheletro in cemento ormai abbandonato. Si parla della località Pakstall. Un'area olimpica in quanto ha formato i saltatori Virginio Lunardi (Calgary 1988), Ivan Lunardi (Albertville 1992 e Lillehammer 1994) e Daniele Munari (Torino 2006).

Oggi se si dice salto con gli sci e trampolini si pensa alla provincia di Trento, più precisamente alla valle di Fiemme. Non a caso venue che ospita la disciplina alle ormai imminenti Olimpiadi Milano-Cortina (con Trentino e Alto Adige) del prossimo febbraio (Qui articolo). I più appassionati possono ricordare anche le strutture in valle di Sole. Eppure in passato tra i punti di riferimento per queste discipline c'è stato l'Altopiano dei Sette Comuni.

Ormai decadente e in abbandono una zona d'elezione è stata per decenni la località Pakstall (torrente in cimbro) a Gallio. Le strutture, da oltre vent'anni, non sono utilizzate. La manutenzione si è via via azzerata e attualmente versano in uno stato di degrado.

Il trampolino più importante sembra resistere nel caratterizzare il paesaggio circostante, mentre i salti minori, HS21 e HS33, sono stati quasi assorbiti dalla vegetazione, sfondo ormai degradato del panorama e delle partite del circolo tennis che nel frattempo è sorto a pochi passi da lì.

La tempesta Vaia del 2018 ha rappresentato il colpo di grazia in termini di deterioramento. Non più funzionali e considerati pericolosi, il Comune di Gallio l'estate scorsa ha affidato i lavori di demolizione (rimozione dei trampolini e di un magazzino) - avviati negli scorsi giorni -, di bonifica e di ripristino del verde dei trampolini più piccoli. Da simbolo di una tradizione e un punto di riferimento per le attività sportive invernali a simbolo di abbandono.

Ma il salto con gli sci è stata una disciplina che ha caratterizzato l'Altopiano. Prima si sfruttava la sola neve, poi sono arrivate le strutture in legno, pronte a trasformarsi con le prime nevicate in rampe di lancio. Molti le ricordano. Da Asiago a Gallio.

"[...] D'inverno su quella collina dove tutti avevano imparato a sciare si costruivano i trampolini di neve. , saltando, un pomeriggio di febbraio Mario si ruppe il braccio. Un giorno d'estate arrivarono lassù ingegneri e geometri accompagnati dal podestà e dal segretario del fascio. I tecnici con paline, corde metriche e teodoliti si misero a traguardare, misurare, scrivere. Era stato proprio lì, sulla collina dei giochi, che le autorità di Roma dopo proposte, discussioni, esami, sopralluoghi avevano deciso di costruire il grande monumento che doveva accogliere le spoglie dei tanti eroi caduti sull'Altipiano per la salvezza della Patria [...]".

Un passato che affiora anche tra le pagine di Mario Rigoni Stern, in particolare le Stagioni di Giacomo testimoniano il legame tra gli asiaghesi e gli sport invernali. "[...] Moro Soll invece, anche perché era iscritto al fascio, potè avere la gestione del posto di ristoro in Valmaddarello, dove c'era il trampolino per le gare di salto e una pista per quelle di velocità, nelle quali Leo Gasperl superò i cento chilometri all'ora con gli sci appesantiti da placche di piombo e un mantello con ali alla pipistrello da aprire come freno quando arrivava in fondo [...]".

Già nel 1921 sulla collinetta di Bellocchio si organizzano le gare di salto con il solo apporto di neve pressata mentre Gallio è una storia che inizia nel secondo dopo guerra. Nel 1946 inizia la costruzione di un trampolino in legno di 60 metri, progettato dall'architetto bolzanino Guglielmo Olzner. L'impianto viene inaugurato nel 1947 e l'anno successivo c'è perfino la prima gara in notturna di salto con gli sci in Italia. Sono anni positivi e vengono predisposte nel giro di un biennio anche due colline per salti minori con gli sci junior. 

Nel 1950 la struttura in legno crollò per l'usura ma venne ricostruita. Non mancano gare e manifestazione nei decenni successivi fino agli '90 con tappe e competizioni internazionali, in particolare rivolte ai giovani. Sono gli anni 2000 a segnare il lento declino con il tentativo di recupero dei salti minori, ormai pronti per essere rimossi e uscire definitivamente di scena.

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