Tre nuovi sentieri per riscoprire la memoria della Resistenza in una delle zone forse meno note dell'Altopiano dei Sette Comuni

L’iniziativa, partita da Romeo Covolo, ha visto la collaborazione di AVL e ANPI, con il patrocinio del comune di Asiago. Sarà ampliato il tracciato del "Sentiero dei Partigiani" comprendendo, oltre al monte Raitertal, i monti Sprunch, Törle e Haco, sede di altrettanti accampamenti partigiani

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Un percorso di memoria viva della Resistenza sull’Altopiano dei Sette Comuni. Questo, in sintesi, lo scopo del progetto che ha visto negli ultimi mesi collaborare l’AVL e l’ANPI altopianesi per realizzare tre nuovi tronconi del sentiero CAI 888, noto come "Sentiero dei Partigiani". L’iniziativa, patrocinata dal comune di Asiago, è in fase di realizzazione e mira a offrire tre nuovi itinerari in una zona forse meno nota dell’Altopiano, ma che fu di fondamentale importanza durante il periodo della Resistenza al nazifascismo.
L’Altopiano fu un territorio in cui la lotta partigiana fu particolarmente presente. Cinque le brigate partigiane operanti fra il 1944 e la fine della Seconda guerra mondiale. Raggruppate, a partire dal 22 febbraio 1945, nella "Divisione Alpina Monte Ortigara", erano per lo più di ispirazione cattolica, ma raggruppavano anche reparti di diverso orientamento politico. Poste sotto un comando unificato, ebbero importanti basi nella zona meridionale dell’Altopiano, il cosiddetto "Bosco nero".
L’attuale sentiero, dalla località Rogabisa al sacello di Granezza, copriva soltanto una parte del territorio controllato dai partigiani, in particolare le zone dove si trovavano gli accampamenti della brigata "Mazzini". L’idea è stata quindi quella di collegare anche gli accampamenti della "Sette Comuni", creando un percorso più completo e fedele alla storia della presenza partigiana sull’Altopiano.
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L’iniziativa, partita da Romeo Covolo, figlio di partigiano e presidente del mandamento altopianese dell’AVL, ha avuto un primo importante risultato lo scorso 6 settembre, con l’inaugurazione del primo dei tre nuovi tratti di sentiero. La data non è stata scelta a caso: il 6 settembre 1944 infatti un imponente rastrellamento nazifascista batteva tutta l’area intorno a Granezza. Dopo ore di combattimenti le forze partigiane, accerchiate, riuscirono tuttavia a sganciarsi e, divise in piccoli gruppi, a sfuggire in gran parte alla morsa. Sul campo, tra il 6 e l’8 settembre, rimasero sette partigiani della "Sette Comuni" e otto della "Mazzini", tra cui il suo comandante, Rinaldo Arnaldi "Loris", decorato di medaglia d’oro al valor militare e in seguito riconosciuto "Giusto fra le Nazioni" per la sua opera di salvataggio di ebrei.
Altri due nomi importanti, legati alla "Monte Ortigara" sono quelli dell’asiaghese Giovanni Carli "Ottaviano", commissario politico della formazione, e di Giacomo Chilesotti "Nettuno-Loris", nativo di Thiene e comandante della formazione. Il 27 aprile 1945 entrambi furono uccisi dai tedeschi in ritirata a Longa di Sandrigo assieme ad Attilio Andreetto "Sergio".
Frutto di lunghe e accurate ricerche, il tratto inaugurato lo scorso settembre si snoda dalla località Rogabisa fino al Monte Haco, per unirsi successivamente al sentiero 888. Il percorso aggiuntivo è di circa 5 chilometri, con un dislivello di 200 metri; l’intero circuito raggiunge invece i 9 chilometri, con 430 metri di dislivello complessivo.
Sul monte Haco l’escursionista potrà osservare la sede di uno degli accampamenti della "Sette Comuni". Grazie alle tabelle esplicative potrà rendersi conto del luogo in cui erano poste le cucine mentre una croce in legno segnala il sito in cui sorgeva una chiesetta in tronchi realizzata dai partigiani e oggi scomparsa. In quella cappellina don Angelo Dal Zotto, originario di Caltrano, nascosto coi partigiani in quanto ricercato dai fascisti, celebrava la Messa nei difficili mesi della Resistenza.
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Oltre al tratto già inaugurato, nelle ultime settimane sono stati tabellati anche i sentieri che portano al monte Sprunch e al monte Törle. Entrambi sono raggiungibili lasciando l’auto al cimitero inglese del Barental. Il percorso dello Sprunch forma un piccolo circuito che si snoda alle spalle del cimitero, seguendo una mulattiera che risale nel bosco e ritorna verso il punto di partenza. Il sentiero del Törle parte invece dal lato opposto della strada e attraversa il bosco fino al rifugio Törle, offrendo un percorso semplice e molto suggestivo.
Il completamento del percorso, previsto per la primavera, punta a creare un circuito in cui le tabelle accompagnino chi già conosce la storia e, allo stesso tempo, la presentino a chi vi si avvicina per la prima volta. "Rispetto al 'Sentiero del Partigiano' originario – spiega Alberto Pellizzari, presidente dell’ANPI di Asiago – i nuovi tratti risultano più facilmente percorribili e toccano zone particolarmente suggestive, permettendo a chi li percorrerà di immergersi non soltanto fra i boschi ma anche nella storia, sulle tracce di coloro che ottant’anni fa percorsero quegli stessi luoghi da partigiani, combattendo per la libertà".
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Il progetto è stato portato avanti in modo unitario da AVL e ANPI, che hanno condiviso anche le spese per tabellazione e bacheche. L’auspicio è che il percorso possa far riflettere un numero sempre crescente di persone che amano camminare nei boschi e che possa diventare una meta per scolaresche e gruppi organizzati, interessati a conoscere da vicino un importante capitolo della storia altopianese.













