L’albero autoctono più alto d’Italia (FOTO e VIDEO) è in Friuli o in Toscana? La risposta dei ricercatori attraverso le più moderne tecnologie di monitoraggio forestale

Lo scorso 3 aprile abbiamo annunciato la scoperta, in Friuli Venezia Giulia, dell’albero autoctono più alto d’Italia: un abete bianco ubicato in Carnia. Dalla Toscana è nata però una segnalazione: la misura dell’abete fino a quel momento considerato più alto, situato nell’Appennino toscano, risultava ormai datata. Così un team di ricercatori del Crea Foreste e Legno, avvalendosi delle più moderne tecnologie digitali, è partito per stabilirne l’altezza effettiva

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
I record, si sa, fanno notizia, generano entusiasmi ed invidie, creano rivalità, ma possono anche cementare il senso di appartenenza ad un luogo.
Per questo, quando a inizio aprile è stato annunciato dalla Regione Friuli Venezia Giulia il ritrovamento di un abete bianco di oltre 53 metri, dichiarato l’albero autoctono più alto d’Italia, la reazione è stata duplice. Se nel territorio della Carnia, dove l’abete è ubicato, è esploso un grande entusiasmo, in Toscana, regione che deteneva il record fino a questa scoperta, è scesa un bel po’ di amarezza.
Qualcuno si è opposto alla dichiarazione unilaterale dei forestali friulani ponendo un tema oggettivo: l’abete carnico è stato misurato a primavera 2025, mentre quello toscano - ubicato nella meravigliosa foresta del monastero francescano de La Verna - era stato censito alcuni anni prima. Di conseguenza la scoperta non poteva dirsi affatto certa: l’abete appenninico, grazie alla crescita degli ultimi anni, avrebbe potuto benissimo superare il “cugino” alpino. In effetti si trattava di poco più di un metro di differenza: 53,34 metri la misurazione friulana, 52,15 metri quella, un po’ più datata, toscana.
La soluzione a questa contesa non poteva che arrivare dalla scienza. Così un team del Laboratorio di Geomatica Forestale del CREA Foreste e Legno di Arezzo è partito verso La Verna per misurare nuovamente il grande abete della foresta francescana. La cosa interessante è che lo hanno fatto senza arrampicarsi sull’albero per poi far calare un filo a piombo (come avvenuto in Friuli), ma utilizzando alcune tra le più moderne tecnologie digitali per il monitoraggio forestale.

Si tratta di strumenti e metodologie di analisi basate sul LiDAR (Light Detection and Ranging), una tecnologia laser che genera mappe tridimensionali di ambienti e oggetti. Per misurare l’abete bianco è stato utilizzato il laser scanner terrestre (o Terrestrial Laser Scanner - TLS), che consente di “fotografare tridimensionalmente” il bosco, restituendo modelli 3D accurati di ogni singolo albero. Questo sensore è stato utilizzato sia a terra sia montato su un drone, per modellizzare l’albero al meglio nella parte superiore come in quella inferiore.

“Queste tecnologie si stanno rivelando estremamente efficaci e utili per molti aspetti, specialmente relativi alla misurazione di tutti i parametri degli alberi come altezza, volume, copertura delle chiome e non solo”, spiegano Matteo Guasti e Simone Innocenti, i tecnici di ricerca che hanno misurato l’abete. “Nel settore forestale queste tecnologie sono ancora poco conosciute e utilizzate, ma il loro potenziale nello studio e nella misurazione delle foreste è enorme, con ricadute significative sul monitoraggio e sulla gestione”.
Nicola Puletti, ricercatore che coordina il gruppo di ricerca del Laboratorio, sottolinea: “Per noi ricercatori, l’interesse a misurare l’abete non nasce da una competizione tra Regioni. È piuttosto frutto della curiosità scientifica e del desiderio di testare un nuovo strumento ad alta precisione, da poco arrivato al nostro Centro di ricerca. Quando, grazie a L’AltraMontagna, abbiamo appreso del nuovo record friulano e della sua vicinanza al primato toscano, ci è parso naturale cogliere l’occasione per una misurazione accurata: un’opportunità utile per mettere alla prova lo strumento, che useremo d’ora in avanti per scopi scientifici”.

Il risultato? 52,62 metri: l’abete toscano è cresciuto di circa mezzo metro dalla scorsa misurazione, ma misura 72 centimetri in meno del cugino carnico.
Il record dell’albero autoctono più alto d’Italia rimane quindi saldamente in mano al Friuli Venezia Giulia, ma la Toscana può consolarsi. L’albero non autoctono più alto d’Italia si trova nella foresta di Vallombrosa, in provincia di Firenze: una douglasia (abete americano) che, con la stessa tecnologia, il gruppo di ricerca ha recentemente misurato in 65,33 metri.
“Il prossimo passo”, aggiunge Puletti, “sarà quello di misurare, con le stesse tecnologie, anche l'abete friulano, così da avere un confronto basato su dati omogenei e aggiornati”.
Questa piccola grande avventura, sospesa tra ricerca, tecnologia e record, ha qualcosa di importante da insegnarci: oggi disponiamo di strumenti straordinari, per precisione e qualità di misura, che possono rivelarsi alleati potenti e strategici della gestione forestale sostenibile. Disporre di dati in tempo reale con questo livello di accuratezza ci può aiutare a monitorare lo stato dei boschi, a prevenire i rischi e a ridurre l’impatto delle attività umane: sono questi i veri record a cui ambire.
Un video realizzato dal team di ricerca a La Verna:













