"Le campane mi rilassano". Storia di Matteo, ragazzo autistico con un amore infinito per le vacche, e della sua educatrice

Da scuola alla Desarpa, la discesa delle vacche dall'alpeggio estivo, per trovare sicurezza, ampliare le competenze e il bagaglio delle esperienze. Il percorso di Matteo, un ragazzino autistico, e della sua educatrice, Jennifer (che oltre a essere un'insegnante di sostegno fa anche la casara e aiuta il suo compagno a gestire un'azienda dedicata all'allevamento di bovine da latte)

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Jennifer Merante è un'educatrice di sostegno dell'istituzione scolastica Valdigne Mont Blanc, in val di Rhêmes (Valle d'Aosta), che fa anche la casara e aiuta il suo compagno a gestire un'azienda dedicata all'allevamento di bovine da latte. Matteo è uno suo allievo, un ragazzino di 11 anni, autistico, con un amore infinito per le vacche. Entrambi vivono con una passione intensa, quasi contagiosa. "Matteo ha una passione così grande da diventare molto più di un semplice amore per gli animali: è il suo mondo, il suo equilibrio, la sua forza. Sono diventata la sua educatrice quando frequentava la terza elementare. Me lo ricordo ancora: biondissimo, abbronzatissimo e bellissimo. Da quel momento sono passati quattro anni, durante i quali abbiamo imparato a conoscerci, a fidarci l'uno dell'altra e, soprattutto, a non arrenderci mai. Insieme abbiamo affrontato tante sfide. Situazioni che per molti possono sembrare semplici, ma che per Matteo rappresentavano ostacoli enormi, spesso accompagnati dalla paura di sbagliare, di non farcela e di perdere il controllo. Ogni conquista ha richiesto tempo, pazienza, tenacia e tanta fiducia nelle sue possibilità", spiega, con tanto entusiasmo, Jennifer. "Matteo sa che lavoro con Didier, il mio compagno, che ha una sessantina di bovini, e l'anno scorso ha voluto partecipare per la prima volta alla Desarpa, il rientro dall'alpeggio, ad ottobre, con tutti gli animali", aggiunge.
Cinque anni fa Matteo aveva ricevuto in regalo l'adozione di Sambayon, una mucca nera che viveva in un'azienda agricola di Morgex, Chabod e Bizel. Con la mamma, Selina, andava a trovarla regolarmente per accarezzarla, spazzolarla, controllare che stesse bene.
La Desarpa, però, non significa solo stare con le vacche: è una giornata intensa, caotica. "Non sapevamo davvero come potesse andare, ma io ero fiduciosa e la sua mamma è stata come sempre disponibile e super positiva. Così abbiamo provato", spiega Jennifer. Andò benissimo, per Matteo fu l'occasione di assistere alla lunga passeggiata delle vacche dall'alpeggio a valle, tra muggiti e campane.
"Quest'anno ha voluto riprovarci e me l'ha chiesto con un buon anticipo", racconta con un sorriso Jennifer. "Noi eravamo d'accordo, la famiglia anche, e così Matteo, il 10 ottobre, è venuto con noi, a darci concretamente una mano. Non è stato lì a guardare, ma ha gestito la discesa delle vacche dall'alpeggio ad Introd, in paese, insieme a noi. La cosa incredibile è che riusciva ad anticipare i movimenti degli animali, a capire dove volevano andare e a sistemarsi lì dove poteva crearsi un problema. Come se avesse un reale talento per capire le vacche. Abbiamo fatto un percorso di 10 chilometri e lui è stato sempre attento e attivo, non ha sofferto il caos, anzi mi ha detto che le campane lo rilassano. L'unica difficoltà è stato passare nei tunnel perché lì i suoni si amplificano e possono essere abbastanza fastidiosi", spiega l'educatrice. "Siamo stati strafelici, sia noi, che abbiamo potuto aiutarlo a realizzare il suo desiderio, che Matteo con la mamma", aggiunge Jennifer. "Matteo ha parlato della Desarpa con tutti, raccontava l'esperienza con un entusiasmo contagioso, mostrando video e foto. Ed è stato così bello vederlo tanto coinvolto, capace di esprimere le sue emozioni", aggiunge Jennifer.
"Un'attività del genere è quello che davvero manca ai ragazzini a scuola", aggiunge l'educatrice, con un sorriso amaro. "E non parlo di un percorso su misura per i neurodivergenti, ma di didattica per tutti i ragazzi costretti a sei ore sul banco. Hanno bisogno di stare insieme, in natura, sconnessi dalla tecnologia. Di vivere senza dover dimostrare qualcosa di specifico. Le attività all'aria aperta, a contatto con la natura, servono tantissimo a tutti. I nostri ragazzi passano 30 ore a settimana in classe per la didattica. L'unica occasione di movimento sono le ore di educazione fisica, 2 a settimana, che dobbiamo praticare in palestra, anche perché per gran parte dell'inverno abbiamo freddo o neve. Sarebbe un sogno avere un programma di attività educative all'aperto", chiosa Jennifer.
Matteo ha saputo aggirare gli ostacoli e la burocrazia, "garantendosi" un'attività outdoor, formativa, con la sua educatrice. Anche se fuori dall'orario scolastico. "Per me e per il mio compagno, titolare dell'azienda agricola Didier Pariset, è stato un enorme piacere e privilegio avere con noi Matteo: è un ragazzino che ha dimostrato di avere delle competenze più alte di quanto potessimo mai aspettarci", spiega. E poi aggiunge. "È stata una gioia anche perché il voler essere lì con noi, alla Desarpa, dà valore al nostro lavoro di allevatori che salgono in montagna, in estate. È un lavoro duro, ci occupiamo del benessere degli animali, ma anche di mantenere pascoli e sentieri, di fare un formaggio che ha caratteristiche organolettiche preziose, di far fieno a valle, per prepararci all'inverno. Sapere che c'è chi comprende il valore del nostro impegno ci conforta e ci supporta moltissimo", conclude Jennifer Merante.












