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Compaiono orme di orso nella neve e allora per una notte sta in auto a difendere le vacche. ''Ma non avevo considerato la volpe e il tacchino''

Elena Guella e il compagno possiedono per passione degli animali in una fattoria di Flavon. Con la vacca e il vitello ancora fuori dalla stalla, alla vista delle orme dell'orso che da giorni studiava la zona, hanno deciso di passare una notte in auto per dissuaderlo nel caso in cui si fosse palesato. "Possediamo solo ciò che siamo in grado di difendere. E' stata un'esperienza emozionante e arcaica, ma non avevo considerato la volpe e il tacchino"

Di Davide Leveghi - 15 dicembre 2020 - 16:56

FLAVON. Il rapporto tra grandi carnivori e uomo vive in Trentino di tensioni più o meno latenti, oggetto di aspri dibattiti che coinvolgono cittadini, amministratori ed associazioni che vivono e promuovono il territorio. In un anno caratterizzato da vicende al limite del tragicomico, che hanno visto coinvolti la Provincia e diversi esemplari di plantigrado, decisamente vivaci, è di qualche giorno fa la notizia che un orso è stato scacciato con dei pallettoni di gomma e i cani da Flavon. Tornato sul luogo di una predazione di un vitello, infatti, per questo esemplare si è resa necessaria la dissuasione.

 

Non è cosa insolita, d'altronde, che in questo periodo ci sia ancora qualche orso in circolazione. Il novembre particolarmente caldo ha infatti procrastinato la letargia, così come l'abbondanza di faggiola, di cui questi grandi carnivori vanno ghiotti. I segni della loro presenza, quindi, si fanno sentire.

 

Così è avvenuto in una fattoria poco fuori dalla stessa località nonesa, a ridosso del Parco Adamello-Brenta. Qui, una coppia con degli animali domestici ha visto comparire negli ultimi giorni i chiari segni di una “ingombrante” ma schiva presenza. Le orme attorno al recinto delle vacche, in cui per qualche notte sono rimaste madre e vitello, erano quelle inconfondibili del grande plantigrado.

 

 

Armata di pazienza, di una torcia e di un sacco a pelo, Elena Guella, questo il nome di una dei protagonisti di questa storia, ha deciso di passare la notte in auto per proteggere i suoi animali dal predatore in agguato. “E' stata una cosa buffa e estemporanea – spiega al nostro giornale – e il mio compagno, frutticoltore, abbiamo per passione cavalli e altro bestiame, tra cui una vacca con un vitello. Per alcune vicissitudini, non li abbiamo messi fino a oggi in stalla e nei giorni scorsi, attorno al recinto, avevamo trovato delle orme dell'orso”.

 

Era chiaro che stesse studiando la situazione – continua – e così ci hanno confermato anche dalla squadra emergenza della Provincia. Dovendo organizzarci con le stalle, ho deciso pertanto di fare io la dissuasione, senza scomodare per una notte intera gli uomini della Forestale. Mi sembrava giusto, perché in fondo, come ho letto in un libro che mi è piaciuto molto, noi possediamo solo ciò che siamo in grado di difendere”.

 

Buttato il sacco a pelo in auto e sintonizzata la sveglia ogni due ore, Guella ha così atteso l'arrivo del grande carnivoro. Le ore passavano lente, con l'immaginazione che rincorreva ogni rumore o movimento, fra suggestioni e realtà. “Se fosse comparso avrei chiamato la squadra d'emergenza, suonato il clacson ed acceso i fari per dissuaderlo – racconta ancora Guella, impegnata da volontaria nell'attività di sensibilizzazione fatta dalla Sat sulla convivenza coi grandi carnivori – ma la notte è stata alla fine solo un'avventura e una risposta, se vogliamo, a tutti i detrattori della possibile convivenza fra l'uomo e i grandi carnivori, che ripetono spesso che chi vuole gli orsi vive in città e non c'ha nulla a che fare”.

 

Spinti dalla contingenza abbiamo fatto l'unica cosa che potevamo fare, preso atto che i nostri animali rischiavano. Avere a che fare con i grandi carnivori implica più impegno e difendere le cose a cui tengo dipendeva solo da noi. Bisogna capire che esiste una via di mezzo in un dibattito che troppe volte si polarizza nelle opposte posizioni favorevoli o sfavorevoli ai grandi carnivori. Ci sono le sfumature e le Alpi sono un territorio di sfumature, in cui la ruralità e l'urbanità convivono, si mescolano. Il Trentino è emblema di queste sfumature e tutti noi ne facciamo parte”.

 

L'attesa, durata una notte, si è conclusa nel nulla. Ma l'esperienza è stata comunque molto forte. “E' stato divertente – racconta Guella – nel cuore della notte mi svegliavo, accendevo la torcia e giravo per capire se stesse succedendo qualcosa. Attorno alle 2 sento che qualcosa si muove. 'L'è lù', ho pensato. Accendo la torcia ma erano solo la mia vacca Petra e il vitello Norman, incuriositi. È stato bello pensare che l'orso comunque ci fosse, che fosse lì a macchinare. Un'esperienza emozionante e arcaica”.

 

L'uomo, i suoi animali e il carnivoro. Un triangolo in cui, però, non si era considerato il “quarto in comodo”. “Ironia della sorte vuole che la mattina troviamo il tacchino morto. La volpe lo aveva attaccato. Quel legame a tre che si era creato durante la notte, tra noi le vacche e l'orso, era in realtà un quadrilatero”.

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