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Con il turismo aumentano anche i rifiuti, l’Ispat: “Le concentrazioni salgono in alta stagione e nelle principali località turistiche”

La produzione totale di rifiuti urbani in Provincia ha raggiunto le 280mila tonnellate, in aumento rispetto all'anno precedente del 2,5%. Inoltre, secondo l’Ispat, ogni trentino genera in media 448 chilogrammi di spazzatura all’anno

Foto d'archivio
Di Tiziano Grottolo - 16 gennaio 2020 - 19:24

TRENTO. Nel 2018 la produzione totale di rifiuti urbani risulta in Trentino pari a 280mila tonnellate, in aumento rispetto al 2017 del 2,5%. Buone notizie per quanto riguarda la raccolta differenziata che si conferma su valori elevati raggiungendo i tre quarti della produzione totale di rifiuti urbani (era il 36% nel 2004 ed il 63% nel 2010).

 

Un dato quest’ultimo che proietta il Trentino in cima alla classifica delle regioni italiane “riciclone”, dove la media della raccolta differenziata nazionale si ferma di poco sopra al 58%. La produzione dei rifiuti però risulta legata anche all’andamento dell’attività economica e alla dinamica delle presenze turistiche sul territorio. Questo aspetto è molto evidente considerando i dati in serie storica che mostrano cali significativi in corrispondenza degli anni in cui la crisi economica si è fatta sentire in maniera più pesante.

 

 

Allo stesso modo, l’Ispat ha rilevato come il legame fra produzione di rifiuti e presenze turistiche risulti particolarmente evidente. Considerando rifiuti prodotti per mese infatti, la quantità cresce significativamente proprio nei mesi centrali delle stagioni estiva e invernale, così come nelle principali località turistiche.

 

 

Mentre la raccolta differenziata rimane sostanzialmente stabile rispetto al 2017 (+0,3%), i rifiuti indifferenziati sono in crescita (+9,4%) per effetto di un consistente aumento dei rifiuti derivanti dallo spazzamento (+28,9%). Nell’ambito della raccolta differenziata, cali consistenti si registrano per i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (R.A.E.E.), diminuiti del 45,6%, per i rifiuti urbani pericolosi, composti fra l’altro da solventi, vernici e medicinali scaduti, (-29,2%) e per il Annuario Statistico anno 2018 Edizione 2019 32 multimateriale (-13,5%); in crescita le altre frazioni merceologiche, con aumenti significativi per il vetro (+23,3%) e i materiali tessili (+14,9%).

 

La produzione totale di rifiuti equivale nel 2018 a circa 448 chilogrammi per abitante, 10 chilogrammi in più rispetto all’anno precedente. A livello nazionale la produzione di rifiuti pro-capite nel 2017 ammonta a 489 chilogrammi per abitante.

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