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Lo Slow Food trentino si trasforma: accorpati i territori e nominato il nuovo direttivo. "Educazione, advocacy e biodiversità i nostri pilastri"

Il mondo della Slow Food trentino vive un periodo di grandi novità con la nascita della Condotta Valle dell'Adige Alto Garda che riunirà diversi territori, dalla Val di Cembra alla Valle dei Laghi, dagli Altipiani Cimbri alle Valli del Leno. Nominato il nuovo direttivo, affinché tutte le zone vengano rappresentate al meglio

Pubblicato il - 21 luglio 2020 - 16:47

TRENTO. Si cambia nel mondo dello Slow Food trentino. Con una grande novità riguardante l'organizzazione territoriali, infatti, la Condotta Slow Food Valle dell'Adige Alto Garda ha nominato il nuovo direttivo, accogliendo al proprio interno una serie di territori che vanno dai principali centri, Trento e Rovereto, all'Alto Garda e alla Valle dei Laghi, dalle Valli del Leno agli Altipiani Cimbri e alla Val di Cembra.

 

Martedì 14 luglio, nella Locanda Tre Chiavi di Isera, l'assemblea dei soci ha pertanto nominato un gruppo di persone capaci di rappresentare al meglio la varietà dei contesti e i singoli territori: confermati il fiduciario Tommaso Martini, del negozio Buonissimo di Rovereto, la segretaria Milena Battisti di Besenello e Sandro Barbieri di Rovereto. Giungono al secondo mandato, invece, Luca Rigatti, produttore del broccolo di Torbole presidio slow food, mentre il direttivo dà il benvenuto a Giulia Pedrini dell'azienda agricola Pravis in Valle dei Laghi, a Gerri Stefani, insegnante di Arco e a Vera Rossi della Val di Cembra.

 

Il nuovo direttivo, oltre ad avere il compito come detto di gestire un territorio ben più esteso, cercherà di mantenere saldi i pilastri su cui si fonda l'azione di Slow Food: biodiversità, educazione ed advocacy saranno le stelle polari in eventi, corsi, manifestazioni ed iniziative di tutela e diffusione della biodiversità. “Biodiversità – si legge nel comunicato della Condotta – significa anche agire in modo attivo sulla crisi climatica, tutelare il paesaggio e le filiere eque. L'educazione alimentare, invece, deve diventare strumento di conoscenza e di sensibilizzazione, per promuovere stili di vita equilibrati e responsabili”.

 

Sul tema dell'advocacy – proseguono – la Condotta Slow Food dovrà essere in grado di fare politica attiva, influenzare l'opinione pubblica, mobilitare i propri soci e le comunità. Il compito più complesso che richiede solide alleanze e competenze e per il quale il direttivo sarà di supporto all'associazione regionale”.

 

Gli obiettivi progettuali del nuovo direttivo riguarderanno dunque il costruire e tessere reti e relazioni, “moltiplicando i nodi della rete Slow Food”. Al centro dell'attenzione vi saranno le terre alte, la montagna, vero e proprio punto di partenza per riflettere sul suo rapporto con la città, sul paesaggio, sull'agricoltura e e l'allevamento in condizioni estreme, sull'abbandono e l'urbanizzazione e sul rimboschimento.

 

A breve, garantisce la Condotta Slow Food Valle dell'Adige Alto Garda, prenderanno avvio le visite di campi e aziende agricole, pensate per piccoli gruppi anche in relazione alle misure anti-Covid, e pubblicate in un calendario disponibile a settimane. I cambiamenti climatici, connessi particolarmente ad agricoltura e industria alimentare, faranno da sfondo a molti degli incontri proposti.

 

Nel corso dell'assemblea, infine, ha preso la parola anche Emanuele Benvenuti, che ha raccontato l'iniziativa del Referendum propositivo per il Biodistretto Trentino.

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