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VIDEO. Tre caprioli predati in Marzola, potrebbe trattarsi di lupi ma è un comportamento del tutto normale

Le predazioni sono avvenute vicino la frazione di Susà di Pergine ai piedi della Marzola. Lo scorso dicembre, nelle stesse zone, i forestali avevano segnalato la presenza di almeno due esemplari e un branco era stato avvistato sull’Altopiano della Vigolana

Di Tiziano Grottolo - 12 dicembre 2020 - 15:52

PERGINE VALSUGANA. Le predazioni in questione sono avvenute nella zona della Marzola, più precisamente nella frazione di Susà di Pergine verso le campagne dove si trova anche il campo sportivo. Le carcasse di tre caprioli sono state rinvenute, a pochi giorni di distanza, alle pendici della Marzola al limitare del bosco e con ogni probabilità sono state consumate da uno o più lupi.

 

Almeno le impronte fotografate sul posto sembrerebbero confermare la presenza dei predatori. Già nel novembre del 2019 i forestali avevano segnalato la presenza di almeno due esemplari nella stessa zona, dopodiché un intero branco (probabilmente gli stessi lupi) composto da 6 esemplari era stato ripreso nella zona dell’Altopiano della Vigolana. Una distanza che non deve stupire visto che questi animali riescono a percorrere anche grandi distanze in poco tempo.

 

 

 

 

Un altra cosa che non deve stupire sono le predazioni, i caprioli infatti costituiscono uno delle prede preferite dai lupi che anzi contribuiscono a mantenere un naturale equilibrio, spesso prendendo di mira gli esemplari feriti o anziani. È comprensibile che alcune persone possano rimanere sorprese ma ormai la presenza di questi grandi carnivori è diventata una costante sul territorio trentino.

 

Inoltre, complici le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, le persone passano più tempo in casa e per questo i selvatici si “riappropriano” di alcuni spazi. Non va dimenticato come i lupi rimangano animali schivi e molto diffidenti che, eccetto casi eccezionali (spesso legati a comportamenti sbagliati), evitano gli esseri umani. Per questo le predazioni, anche se avvenute nei pressi di alcune abitazioni, non devono generare inutili allarmismi. In questi casi è importante segnalare alla forestale i ritrovamenti, contribuendo così a raccogliere nuove informazioni su questa specie. 

 

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