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Aquile rese zoppe per l’avvelenamento da saturnismo, quasi 20mila firme per dire basta alle munizioni al piombo nella caccia: “Intossicano e uccidono i rapaci”

Il saturnismo sta facendo strage di rapaci sulle Alpi, la petizione per mettere al bando le munizioni di piombo dei cacciatori, tra le principali cause della malattia mortale, ha raggiunto quasi 20mila sottoscrizioni

Di Tiziano Grottolo - 26 aprile 2022 - 11:00

TRENTO. Ogni anno i volontari della Lipu salvano centinaia di rapaci in difficoltà, feriti o avvelenati. In quest’ultimo caso però le probabilità di recuperare gli esemplari affetti da saturnismo sono poche. A marzo per esempio la Lipu del Trentino aveva tratto in salvo un’aquila che non era più in grado di volare, da allora le sue condizioni sono migliorate ma l’esemplare non riesce a muovere le zampe, per questo non si può ancora sapere se sarà possibile salvarlo.

 

Ma cosa è il saturnismo? La malattia che sta facendo strage di rapaci sulle Alpi. Questa malattia è legata alle munizioni di piombo disperse negli ambienti naturali, presenti nel corpo degli animali uccisi e nelle viscere degli ungulati lasciati sul terreno dai cacciatori dopo l’abbattimento. Questo tipo di munizioni rappresenta un grave rischio per la salute degli uccelli selvatici che, se le ingeriscono, possono intossicarsi fino alla morte per saturnismo acuto e cronico.

 

Anche per questo varie associazioni ambientaliste hanno lanciato una petizione che a oggi è arrivata a raccogliere quasi 20mila sottoscrizioni. “Il piombo – metallo tossico per inalazione, contatto e ingestione, spiegano i promotori della raccolta firme – è altamente pericoloso per la salute umana e per questo è stato rimosso da una ampia gamma di settori produttivi come benzine, vernici, giochi per l’infanzia, ma è ancora ampiamente utilizzato nelle munizioni per la caccia agli animali selvatici”.

 

Secondo le associazioni ambientaliste infatti, la caccia potrebbe essere praticata senza le munizioni di piombo perché i proiettili costituiti da materiali atossici alternativi (come il rame per la caccia agli ungulati e l’acciaio per le munizioni spezzate) sono fabbricati da tutte le principali aziende produttrici a livello mondiale.

 

“Sulle Alpi e in Europa centro meridionale la problematica è particolarmente grave – proseguono gli ambientalisti – come ha dimostrato lo studio della direzione del Parco nazionale dello Stelvio, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico e l’Ispra. Il 44% delle 252 carcasse di aquila reale e avvoltoio analizzate ha evidenziato valori cronici di piombo superiori al normale e livelli da avvelenamento clinico nel 26% dei casi”.

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