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| 25 apr 2024 | 17:01

"Alcune linci sono 'scomparse' e altre hanno stabilito il loro territorio", gli esperti: "I 14 cuccioli nati dal 2021 evidenziano la vitalità del nuovo nucleo alpino"

Il bilancio del Progetto lince Italia: "Al di là delle vicende dei singoli individui rilasciati, il risultato eccezionale di questo "stepping stone" (popolazione passerella ndr) è che dal 2021 hanno dato alla luce ben 14 cuccioli, evidenziando la vitalità del nuovo nucleo alpino e il trend positivo"

In foto la lince Karlo in un fotogramma del video di Karol Tabarelli de Fatis/Wwf Trentino Odv

TRENTO. Alcuni radiocollari hanno cessato di funzionare ma grazie ad analisi su campioni ed alle fototrappole si è riusciti a risalire al percorso fatto ad oggi da tutte le 11 linci "traslocate nelle Alpi sudorientali", rilasciate nelle Alpi Giulie slovene e italiane tra il 2021 e il 2023. 

 

"Alla fine della stagione invernale 2023-2024 - riferiscono dal Progetto lince Italia - grazie al monitoraggio effettuato con radiocollari sappiamo che 4 delle 6 femmine rilasciate (Julija, Lenka, Aida e Talìa) hanno avuto almeno un rendez-vous con un maschio. Due femmine si sono allontanate dall'area centrale della popolazione: Sofia ha stabilito un territorio in Carinzia, ma è stata uccisa illegalmente nell'agosto 2023 (QUI ARTICOLO). Margy invece si è spostata 100 chilometri a nord, dove tuttavia presumibilmente non è presente alcun maschio di lince. Il suo collare ha smesso di funzionare nell'ottobre 2023".

 

Per quanto riguarda invece gli esemplari maschi 'traslocati', "i loro radiocollari hanno cessato di funzionare. Tuttavia, l'analisi genetica effettuata su campioni prelevati dai giovani ha dimostrato che sia Tris che Zois sono i padri di diverse cucciolate. Il collare di Zois ha smesso di funzionare dopo un anno. Successivamente non è stato mai più rilevato, ma è stato sostituito da Lukaš, che però subito dopo il rilascio ha lasciato l'area della popolazione e ha stabilito un territorio nelle Caravanche, al confine tra Slovenia e Austria. È scomparso 3 mesi dopo il rilascio".

 

E proseguono: "Jago, il maschio di lince rilasciato in Italia nel giugno 2023, non ha ancora stabilito un territorio (QUI I DETTAGLI). Il suo collare ha smesso di funzionare nel marzo 2024. L'ultima volta è stato ripreso da una fototrappola a Tarvisio, in Italia".

 

La lince Karlo, invece, "l'ultimo maschio rilasciato sulle Alpi italiane, merita un'attenzione particolare (AVEVAMO RACCONTATO LA SUA STORIA QUI): è stato catturato come lince orfana nell'ottobre 2022 in Croazia e riabilitato nello zoo di Bojnice, un centro specializzato nella riabilitazione delle linci. Rilasciato nel giugno 2023 in Italia, è stato ricatturato a luglio in condizioni di forte debilitazione, con un peso di soli 9 chili, evidentemente non in grado di cacciare".

 

Dopo una seconda riabilitazione, è stato liberato a novembre con un peso di 19 chili: "Purtroppo ha perso il collare dopo un mese, ma è stato riavvistato a gennaio in un piccolo villaggio delle Alpi slovene, a soli 2 chilometri dal confine italiano. Da allora si sono perse (nuovamente) le sue tracce".

 

"Al di là delle vicende alterne dei singoli individui rilasciati - concludono dal "Progetto lince Italia" - il risultato eccezionale di questo "stepping stone" (popolazione passerella ndr) è che dal 2021 hanno dato alla luce ben 14 cuccioli, di cui almeno sei sono ancora monitorati e presenti in zona, evidenziando la vitalità del nuovo nucleo alpino e il trend positivo".

 

A riassumere il bilancio stilato, un'immagine (DI SEGUITO), che mostra lo stato delle linci traslocate nelle Alpi sudorientali nell'aprile 2024: "I poligoni pieni indicano le linci ancora monitorate, quelli vuoti le linci morte o non monitorate da almeno un anno. Le linci che non hanno ancora stabilito un territorio sono rappresentate con linee".

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