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Presidente, la doppia preferenza di genere era nel suo programma

Lettera a Rossi: il popolo trentino, premiato con l'Aquila di San Venceslao, merita una legge che faccia fare il salto culturale che donne e uomini aspettano da anni
Rossi mentre consegna l'Aquila di San Venceslao a dei rappresentanti del popolo trentino (tra cui una bambina)
DAL BLOG
Di Claudia Merighi - 12 settembre 2016
In passato è stata segretaria provinciale della Sinistra giovanile del Trentino. Da sempre appassionata di politica oggi è alla guida dei Laici trentini

Cari lettori, oggi non me la sento di essere ironica, anzi, sarò molto diretta. Oggi non dialogherò con voi. Mi rivolgerò direttamente al Presidente della Provincia. Lo faccio da cittadina ed elettrice. Lo voglio fare pubblicamente perché le parole sono importanti, soprattutto se vengono scritte e, come le promesse, vanno mantenute.

 

Alcuni giorni fa il Presidente Ugo Rossi ha voluto premiare tutti noi, il popolo trentino, con una cerimonia solenne, istituzionale e importante donandoci l'onoreficenza dell'Aquila di San Venceslao. Ho sentito tutta la responsabilità che quel premio stava a significare. Un riconoscimento, ma anche la ricerca di un nuovo patto tra il popolo e chi, in questo momento, si è messo “alla guida” di quel popolo. Un patto si basa su promesse e fiducia e tutti noi sappiamo come il popolo trentino è fatto di persone all’inizio guardinghe ma, una volta convinte della bontà delle parole, pronte a una fiducia profonda e sincera.

 

Lo sanno tutti che siamo così, soprattutto quella bambina che qualche giorno fa ha premiato, se la ricorda quella bambina Presidente? Sono sicura che l’ha guardata negli occhi e l’ha ascoltata bene, come solo i bambini sanno fare. Per quella giovane donna le Sue parole e le Sue scelte significheranno un futuro di parità e opportunità che potrà trovare nel suo territorio o che dovrà cercare da qualche altra parte. È una promessa che Lei ha fatto a quella bambina e a tutti noi e andrà mantenuta perché rappresenterà una pietra su cui costruire le fondamenta di un futuro solido e prospero per le nuove generazioni. Mi riferisco al disegno di legge sulla doppia preferenza di genere. Una legge che, se approvata, garantirebbe quel salto culturale che le donne e gli uomini trentini aspettano da anni e che Lei ha inserito nel programma di legislatura, condiviso con le forze politiche che l’hanno sostenuta.

 

L’appuntamento è dunque per la settimana prossima quando in Consiglio provinciale si discuterà dell’argomento. Io insieme ad altre e ad altri cittadini non mancheremo di vigilare affinché questo patto non venga “annacquato” (e noi Presidente ci siamo capiti) per nessun motivo. Perché siamo un popolo esigente e attento e lo vorrei ricordare proprio a Lei che quella fiducia l’ha chiesta per ben due volte e l’ha avuta dalla maggioranza dei suoi cittadini. Lei, caro Presidente, prima del “suo popolo” è stato premiato con un dono importante e pieno di responsabilità: il dono della fiducia. Noi abbiamo creduto in Lei e in chi con Lei ha deciso di costruire e gestire il futuro di questo piccolo territorio che, molto spesso, è riuscito a esprimere la buona politica e il buon governo avendo una visione, con innovazione e serietà.

 

Lei si è presentato con un programma chiaro e condiviso, scrivendo nero su bianco cose importanti. Ha ottenuto per questo una maggioranza solida e con numeri che Le consentono di governare “tranquillamente”. Quel programma ricco di principi e valori importanti è stato sottoscritto da tutti quelli che hanno scelto liberamente di aiutarla in questo lavoro impegnativo e in questi tempi difficili. Le dico tutto questo per ricordarle, caro Presidente, che quel programma io l’ho letto e per quel programma e quella promessa io l’ho votata e, insieme a Lei, anche alcuni rappresentanti che siedono nelle fila della sua maggioranza politica. In fondo la politica, che per molti è di difficile comprensione, non è poi così complicata, la coerenza forse un po’ di più.

 

L’arte del compromesso è cosa ben diversa dal non adempiere a quanto si è promesso di fare, se poi il compromesso nasce dalla necessità di poter decidere in tempi certi a prescindere dal risultato della scelta, è un’altra cosa ancora. Non crede?

La difesa e lo sviluppo della nostra Autonomia passa da un assunto chiaro: mai ultimi, sempre primi.

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