"Guardo i giovani che protestano e quelli che stanno seduti, quelli che si fanno trascinare e quelli consapevoli. Quelli che trattengono e quelli che scoppiano. E così mi viene in mente Dedalo"

Amo raccontare frammenti di vita e tutto ciò che lascia un segno
Guardo i nostri ragazzi. Guardo gli occhi sorridenti e quelli spenti, il passo sicuro e quello tremante, la voce tonante e quella invisibile. Guardo i giovani che protestano e quelli che stanno seduti, quelli che si fanno trascinare e quelli consapevoli. Quelli che trattengono e quelli che scoppiano. Le schegge impazzite e le conchiglie sulla sabbia. Quelli soli, quelli fragili, quelli insicuri. A tutti loro va il mio pensiero.
Ripercorro i volti dei miei ragazzi uno ad uno. Tanti sono ormai adulti, tanti altri hanno l'età di quei giovani che da sempre e sempre cercano di fare sentire la loro voce. Cercano di portare alla luce dei problemi. Cercano di cambiare le cose. Anche con modalità discutibili. Lo vedo, ad ogni modo, il bisogno di essere visti. E vedo il bisogno stringente di determinarsi, di prendere la propria strada. Ed è a questo punto che mi viene in mente Dedalo, considerato da molti simbolo dell'adolescente. Quest'estate ho avuto la fortuna di partecipare all'inaugurazione del "Muro inclusivo. Dedalo ed Icaro" ad Oliveri (ME): 40 metri di opera, nata dall'incontro tra la scuola ed la cooperativa per l'autismo "Progetto Dopo di noi", che hanno saputo abbattere le distanze e le barriere. Che parlano di speranza, diagnosi, felicità, comprensione, libertà, futuro. Questa riscrittura non si conclude con una caduta, ma con un Icaro dalle ali spiegate, pronto a spiccare il volo, abbracciato da chi gli sta attorno.
Una storia che parla anche a tutti noi e che potremmo provare a visualizzare su un muro immaginario che ha come sfondo, invece dell'azzurro del mare, i colori delle nostre montagne. Un muro che non divide, come invece fanno molti muri nel mondo, ma include, che racconta una comunità in movimento. Non solo un'opera artistica ma un percorso che fa delle diversità una risorsa, che mostra un mondo di emozioni da scoprire. Il mondo dei ragazzi. Capaci di vivere la fatica insieme. Capaci di sorprenderci con la bellezza e con l'empatia. Quel mondo che ha bisogno di essere ascoltato. Che ha bisogno di adulti capaci di andare oltre l'apparenza. Capaci di guardare i tanti Dedalo attorno a noi. Non per chiudersi, ma per costruire. Non muri, ma ponti. Insieme.


















