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Itaca per sempre ma a quale prezzo? E alla fine Ulisse si farà poeta per cantare Penelope

Breviario di politica mite. Ulisse approda sulla sua petrosa isola sotto i panni di un mendicante, si rivela al figlio Telemaco e alla vecchia nutrice Euriclea, ma non a Penelope. Itaca per sempre (edito Mondadori) di Luigi Malerba
DAL BLOG
Di Nicola Zoller - 17 maggio 2022

Socialista dal 17° anno d'età, continua a dedicarsi allo studio del pensiero progressista e democratico

Itaca per sempre. Ma a quale prezzo? Ulisse approda sulla sua petrosa isola sotto i panni di un mendicante, si rivela al figlio Telemaco e alla vecchia nutrice Euriclea, ma non a Penelope.

 

Costei - suggerisce Luigi Malerba nella sua rivisitazione dell’Odissea - l’aveva subito riconosciuto, ma Ulisse ostinatamente si nega alla moglie. Vorrebbe così indagare disinvoltamente sulla vita della consorte dopo vent’anni di assenza, capire se l’ha tradito o dimenticato. Ah, povero Ulisse, che meschina la tua indagine. E Penelope, che alta figura di donna. E’ lei l’eroina, la nobile e nuova protagonista degli eventi.

 

Così la penna di Malerba riscatta la Penelope omerica dalla marginalità succube in cui sono relegate solitamente le donne nei poemi epici. Lei frena i sentimenti che la spingerebbero subito tra le braccia dell’avventuroso congiunto: resiste, vuole “vedere” il suo gioco, fargli scontare la mancanza di fiducia verso di lei. “Tutti sappiamo fingere e spesso la menzogna è conveniente e onesta, ma io mentisco solo per necessità e non per il piacere di mentire come Ulisse” rivela Penelope.

 

Non c’è iattanza in lei, la sua è una dolorosa prova d’orgoglio e di riscatto: l’astuto Ulisse, l’eroe di Troia che - dopo aver lasciato le mura fumiganti d’Ilio - ha scorrazzato dieci anni per mari, terre e amori lontani, pretenderebbe di verificare la fedeltà muliebre. Ah, che impudenza. E’ questa la sua furbizia?

Penelope lo perdonerà, aggiungendo: “Ma il mio perdono non pagherà le mie sofferenze ormai alte come la più alta montagna d’Itaca”. E Ulisse riporrà la sua baldanza. Sì, rimarrà ad Itaca per sempre, ad inebriarsi di calore sotto le coltri coniugali. E contro le tentazioni vagabonde, sarà un “re scalzo”. Sì, privo di calzari, ripeterà solennemente: “Resterò ad Itaca per sempre, gli dei mi sono testimoni”.

 

E si farà poeta: per cantare Penelope. Nel nuovo poema del suo ritorno ad Itaca, la risolleverà dalla inferiorità in cui l’aveva ridotta Omero. Sì, questa volta la poesia parlerà della verità. La verità dell’altra metà del cielo

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