Il piano degli Usa messo nero su bianco: smantellare l'UE e incoraggiare il patriottismo dei singoli Stati europei e la loro autostima di civiltà

Docenti di studi internazionali dell'Università di Trento
di Luisa Antoniolli – Scuola di Studi Internazionali – Università di Trento
Ne ‘I promessi sposi’, Alessandro Manzoni ci regala una indimenticabile descrizione di Don Abbondio, personaggio chiave di una delle storie più famose della letteratura italiana: Don Abbondio è ‘non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno’, tuttavia è sufficientemente scaltro da accorgersi, ‘prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società, come un vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro’. Preso atto di questa situazione, ‘Aveva quindi, assai di buon grado, ubbidito ai parenti, che lo vollero prete.’ Ogni studente delle superiori italiane sa come andò a finire…
La metafora del vaso di terracotta torna alla mente leggendo la nuova Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America, pubblicata il 5 dicembre 2025. Si tratta di un documento ufficiale del governo nordamericano, che con cadenza periodica definisce le priorità e le azioni in tema di sicurezza. Il documento, lungo circa una trentina di pagine, si caratterizza per un tono estremamente ideologico, e in molte parti risulta scarsamente chiaro riguardo alle azioni da intraprendere. Se da un lato il testo ribadisce priorità e concetti su cui il Presidente Trump e il suo governo si sono già ampiamente espressi, nelle parole e nei fatti, va sottolineato che il loro inserimento in un documento ufficiale di tale portata costituisce un passaggio cruciale. Per quanto ci si sia abituati a giravolte verbali e logiche, il documento mette formalmente nero su bianco la posizione del Governo USA e indica la direzione futura delle sue azioni sul piano internazionale. E sono affermazioni che fanno tremare il mondo.
In estrema sintesi, la Strategia declina in vari scenari il motto ‘America first’, la cui sicurezza deve imporsi al mondo attraverso strumenti economici e commerciali, tecnologici, militari e culturali. La visione su cui essa si fonda è quella di un mondo multipolare, spartito in zone di influenza fra le grandi superpotenze, ovvero gli Stati Uniti, la Cina e la Russia. La pace è il risultato dell’equilibrio fra queste superpotenze, e si basa sulla forza.
Nonostante si proclami che ‘gli affari di altri paesi ci riguardano solo se le loro attività minacciano direttamente i nostri interessi’, la definizione di interesse nazionale è talmente ampia e vaga da rendere il principio di non interferenza sostanzialmente una scatola vuota: non si interferisce fino a quando non si decide di interferire. Ad esempio, nel documento si afferma che l’emisfero occidentale (ovvero l’intera America) deve essere sotto il controllo degli Stati Uniti, una posizione che viene descritta come ‘il corollario Trump alla dottrina Monroe’. Inoltre, il documento esprime una posizione totalmente negativa verso le organizzazioni internazionali, ‘alcune delle quali sono motivate da un esplicito anti-americanismo, e molte da un transnazionalismo che cerca di dissolvere la sovranità nazionale’.
Tutto questo ha conseguenze per l’Europa, soprattutto per l’Unione europea, e sono conseguenze funeste. Il documento esordisce nelle prime pagine affermando che gli Stati Uniti vogliono ‘preservare la libertà e la sicurezza dell’Europa, restaurando l’auto-stima civilizzatrice dell’Europa e l’identità europea’. Ma è in uno dei paragrafi conclusivi del documento, intitolato ‘Promuovere la grandezza europea’, che si coglie appieno la portata del tornado che sta investendo i rapporti fra gli Stati Uniti e il Vecchio Continente. Dopo aver sottolineato il progressivo declino militare ed economico, si afferma perentoriamente che tutto questo è ben poca cosa rispetto alla ‘prospettiva reale e più estrema di annichilimento della civiltà [civilizational erasure]’. E l’Unione europea è la principale colpevole di questa discesa agli inferi, dato che insieme ad altre entità transnazionali ‘minano la libertà politica e la sovranità’, attraverso ‘politiche migratorie che stanno trasformando il continente, creando conflittualità, censura della libertà di espressione e soppressione dell’opposizione politica, affossando i tassi di natalità, e determinando la perdita di identità e auto-stima’.
Secondo la Strategia, se questa tendenza continua, in vent’anni l’Europa sarà irriconoscibile. Ma, e qui viene il dunque, ‘l’Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti; ‘Noi vogliamo che l’Europa resti europea, per riconquistare la sua auto-stima di civiltà, abbandonando il suo approccio fallimentare di regolazione soffocante’. Chi ha orecchi per intendere, intenda: l’Unione europea non è solo un partner poco efficace ed affidabile, è un male che va estirpato alla radice, la causa del declino, e potenzialmente della scomparsa, della civiltà europea.
Perciò, l’unica strategia è quella di smantellare l’Unione europea, fonte di tutti i mali che affliggono l’Europa, e per fare questo ci si appella agli Stati europei che sono considerati allineati con la visione e le priorità del Governo Trump: ‘L’America incoraggia i propri alleati politici in Europa a promuovere la rinascita dello spirito, e la crescente influenza dei partiti patriottici europei è fonte di grande ottimismo. Il nostro obiettivo deve essere di aiutare l’Europa a correggere l’attuale traiettoria’. Questo obiettivo viene poi declinato in una serie di azioni specifiche: stabilizzare le relazioni con la Russia; fondare l’Europa su un gruppo di Stati sovrani allineati; sostenere la resistenza all’attuale traiettoria in Europa; aprire i mercati europei ai beni e ai servizi americani; rinforzare le cooperazioni con gli Stati europei ‘sani’ (healthy); fermare l’allargamento della Nato; spingere l’Europa a eliminare le regole tecnologiche ed economiche ostili all’America.
Se l’Unione europea ha potuto tentare fino a qualche tempo fa di arrampicarsi sugli specchi sostenendo che il Governo degli Stati Uniti è un partner che condivide i suoi valori e obiettivi, pare proprio che la Strategia sulla sicurezza nazionale proclami a lettere cubitali che le cose non stanno così. Gli Stati Uniti rimangono un partner cruciale e ineludibile per molti aspetti vitali, in primis la difesa, ma anche la tecnologia e il commercio. Questo non significa però che le interazioni avverranno in modo collaborativo e costruttivo. Se lo scenario è quello di un rapporto di conflitto e destabilizzazione, non è semplicemente possibile andare avanti come prima. Sebbene sia impossibile prevedere quali saranno gli sviluppi futuri e gli esiti della nuova strategia americana, è certo che l’Unione europea non può stare semplicemente alla finestra e attendere. Rimanere un vaso di terracotta in mezzo ai vasi di ferro è una non-strategia che non può che generare disastri, e che l’Unione europea, con i suoi Stati membri, non può permettersi. Don Abbondio docet…












