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Cosa accade quando si instaura un interregno? Prende vita uno stato approssimativo e imbarazzante

Cosa accade quando una cultura alternativa, emergente o magari una sub-cultura vuole diventare seriamente un’alternativa alla cultura dominante? Nella peggiore delle ipotesi instaura un interregno. Ecco di cosa si tratta
Dal blog di Tiberio Chiari - 28 giugno 2019 - 16:11

Punto primo: cosa si intende per cultura alternativa e per cultura dominante?

 

Nulla di troppo complicato, semplicemente il fatto che con il termine cultura dominante, o cultura mainstream, viene indicato quel complesso di idee che conclude come orizzonte ideale la visione del mondo, le credenze, le speranze e le certezze della maggioranza delle persone presenti in un determinato luogo in un determinato periodo storico.

 

Questo orizzonte funge quotidianamente da fondamento al quale la maggioranza si appella per prendere decisioni più o meno importanti e guidare le proprie azioni. All’interno dell’orizzonte culturale così come descritto si

integrano religione, arte, politica, scienza, economia e tutte quelle idee date come indissolubili per la loro condivisa consistenza e durata storica.

 

La religione cattolica per esempio ha rappresentato una componente importante della cultura dominante Europea per diversi secoli, la cultura scientifica e quella capitalista ne hanno preso il posto negli ultimi secoli e hanno determinato l’affermarsi della cultura occidentale come fenomeno globale, dispiegando grazie alla loro unione una potenza quasi incontrollabile anche se incompleta perché la religione ha dovuto essere estromessa da questo processo di espansione per renderlo più rapido.

 

Dall’altro lato nascono continuamente movimenti alternativi alla cultura dominante, sempre dipinti come rivoluzionari, ma che raramente hanno la profondità e l’ampiezza per rimpiazzare totalmente le culture più consistenti, dominanti e secolari.

 

Spesso o sempre poi nel lungo termine i vari movimenti di cultura alternativa, controculture o culture underground, una volta giunte a maturità tendono ad integrarsi con il mainstream spostando al massimo qualche costellazione di idee tra quelle che segnano lo zenit nell’orizzonte della cultura dominante.

 

Più una cultura è profonda e spiritualmente matura più riesce a inglobare in sé senza capitolare tutte le variazioni che la storia di volta in volta propone.

 

Ma cosa accade quando una cultura underground (come lo era il cristianesimo agli esordi, underground a tutti gli effetti difatti le catacombe erano il luogo dei cristiani) mira direttamente per popolarità a soppiantare la cultura dominante, senza curarsi delle implicazioni che un a tale posizione comporta?

 

Una situazione del genere si è palesata diverse volte nella storia, recente o passata, e i risultati sono stati sempre abbastanza catastrofici, questo perché una cultura alternativa senza solide fondamenta e ampiezza ideale tale da poter supportare lo sviluppo armonioso di un popolo intero o addirittura di un impero rischia di portare al tracollo le istituzioni, ma prima di loro mina l’equilibrio precario grazie al quale ognuno di noi cerca di gestire nel quotidiano le proprie insicurezze per non farsi travolgere dall’ansia e dall’horror vacui. Quando queste vengono a mancare tutto diventa opinabile e il mondo già instabile si sgretola.

 

La regolarità e solidità dell’orizzonte ideale che una cultura dominante riesce a fornire e mantenere costante nei secoli è frutto del lavoro di moltissimi ingegni e della riflessione e dell’impegno di molte generazioni: è incontestabilmente parte del nostro capitale umano.

 

Dunque in quei casi in cui la cultura dominate viene momentaneamente e bruscamente spodestata da una controcultura senza rispettare tempi storici di transizione e assorbimento cosa accade?

 

La risposta è: si instaura un interregno.

Cosa si intende per interregno? La definizione che dà il dizionario di Google è più che soddisfacente, per interregno si intende un “Periodo di transizione o di supplenza fra alte cariche, che spesso implica inefficienza oltre che provvisorietà.”

 

Lo spodestamento dell’ordine consueto durante l’interregno porta quindi a un’inefficienza e provvisorietà nello svolgimento delle attività quotidiane, ad ogni livello.

Per avere un esempio di quanto poco consistente e quasi imbarazzante può essere un periodo di interregno culturale, basta prendere come esempio alcuni particolari delle esperienze passate come il periodo del nobile decennio della Rivoluzione Francese o quello più abbietto del Nazismo. In ambedue i casi si ha la costruzione di un effimero quanto poco credibile orizzonte culturale totale che si pretendeva, con velleità, potesse sostituire quello secolare e dominante.

 

Per esempio una delle nuove feste nate con l’avvento della Rivoluzione Francese fu quella dedicata all’essere supremo. Così viene descritta molto bene  sul portale Wikipedia:

“Robespierre precedeva i deputati della Convenzione di cui era presidente. Avanzava solo, e per la circostanza vestiva un abito celeste cinto da una fascia tricolore. Teneva in mano un bouquet di fiori e di spezie. La folla immensa, venuta per il grande spettacolo, era incitata da Jacques-Louis David. Davanti alla statua della Saggezza, Robespierre diede fuoco a manichini che simboleggiavano l'ateismo, l'ambizione, l'egoismo e la falsa semplicità.”

 

La cosa nella sua infondata naturalezza aveva sicuramente già un accento posticcio mentre si realizzava e questa caratteristica è uno dei tratti fondamentali dell’interregno e delle sue creazioni: l’interregno è caratterizzato da un’infondatezza che genera imbarazzo. Molti dei partecipanti alla festa per l’essere supremo si sentirono sicuramente imbarazzati ed estraniati quando si ritrovarono in una situazione così poco fondata.

 

Anche leggendo la Bibbia si possono trovare afasie culturali che prendono il loro posto nella storia durante periodi di interregno come ad esempio quello seguito alla morte di Sansone. Una di queste afasie è rappresentata da Mica, personaggio che aveva un sacerdote personale in casa sua e pretendeva di regnare sul popolo eletto. Mica aveva infatti trasformato in tempio la sua abitazione ponendo in una stanza una sua statua in argento costruita con i soldi rubati alla madre. Questo è sicuramente un altro esempio di situazione imbarazzante che caratterizza il dispiegarsi di un periodo di interregno.

 

Per aprire poi uno squarcio ulteriore nel tetro interregno che il Nazismo ha realizzato e ritrovare la stessa imbarazzante infondatezza che caratterizza questi momenti storici di perdita di consistenza basta prendere un qualunque esempio dalla grande accozzaglia mitologica e esoterica che è stata messa insieme dai nazisti per produrre le basi ideologiche e scricchiolanti del nuovo Reich. Questo esempio, sempre ripreso da Wikipedia, può far capire quanta approssimazione è insita nell’assiologia che ogni interregno vorrebbe rendere effettiva:

“L’archeologo Otto Rhan e, dopo di lui, il filosofo Alfred Rosenberg, cercarono a Montségur, vicino ai Pirenei, il Santo Graal. Si credeva forse che il sacro calice, che aveva custodito il sangue di Cristo, potesse rendere onnipotente e immortale il Terzo Reich. La morte dell'archeologo Otto Rahn non è stata del tutto chiarita. Ad ogni modo, l'organizzazione Ahnenerbe non fu coinvolta nel trasferimento della lancia da Vienna a Norimberga dopo l'Anschluss. Per quanto concerne il Sacro Graal, nel giugno del 1944 la II divisione delle SS "Das Reich" mise a ferro e fuoco il paese di Oradour-sur-Glane, massacrandone gran parte della popolazione, rea di aver occultato, a loro dire, la reliquia che Hitler cercava disperatamente per mezza Europa”

 

Ogni interregno, inteso quindi come un potere pieno ma momentaneo raggiunto da una controcultura senza le basi storiche e culturali per mantenersi autonomamente stabile, quando vuole forzare la propria impossibile stabilità e cancellare le tracce del tempo passato cerca di invadere l’orizzonte secolare della cultura dominante inserendo, sempre attraverso un’infondatezza che genera imbarazzo, un insieme posticcio di azioni caricaturali le quali risultano immediatamente artificiali, incredibili e ovviamente destabilizzanti.

 

Il fatto che i rituali costruiti e inscenati dalle culture alternative, emergenti, o dalle subculture per sorreggere il proprio interregno risultino destabilizzanti deriva dalla loro infondatezza che è un tratto spesso della loro acerbità storica. Questa infondatezza determina anche la fisiologica breve durata di questo strumento di potere proto-rivoluzionario.

 

Per esempio oggi in Italia accade che un esponente del Governo in carica affidi al buon cuore di Maria il proprio risultato elettorale baciando un rosario pubblicamente e in maniera abbastanza grezza, ma il gesto in questione non ha nulla a che fare con il Cattolicesimo, o con la democrazia liberale, è un gesto che appare caricaturale quanto posticcio già nel momento in cui viene realizzato. Un gesto questo tanto inutile apparentemente quanto simbolico che fa trasparire la volontà, seppure precoce, di voler porre le basi architettoniche per fondare un interregno e queste basi come sempre sono: l’ instabilità, la presenza massiccia di accozzaglia mitologica, la messinscena del posticcio, il pressapochismo e infine come base d’appoggio irrinunciabile un accumulo di macerie sulle quali frana poi infine per la loro instabilità l’inconsistenza di questi progetti. Ineluttabilmente le basi, formate da accumuli di macerie, portano al tracollo rapido dell’interregno stesso, fisiologicamente.

 

In Italia questa tendenza verso l’interregno, per quanto pericolosa, sussiste nei fatti ormai da più di un ventennio e ora si sta irrobustendo, ciò è riscontrabile nell’iperbolica paradossalità delle azioni portate avanti da una certa categoria di politici. Per spossatezza un interregno forse non giungerà a compimento, ma sicuramente ci ha già mostrato parecchie sue sfaccettature senza sfortunatamente scuoterci più di tanto.

«La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.» Così scriveva Antonio Gramsci ma se ciò che appare come nuovo è in realtà reazionario allora diventa fenomeno morboso e cancrena, non liberazione.

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