Accoglienza, Kaswalder ''Gli operatori siano volontari", Ianeselli: ''Anche lui rinunci alla sua indennità''
Il presidente del Consiglio provinciale in una intervista aveva parlato di accoglienza come “forma di business non da poco” e di come ad occuparsene “debbano essere i volontari”. Parole che non sono andate giù al leader della Cgil del Trentino

TRENTO. “Visto che secondo il presidente Kaswalder i lavoratori dell'accoglienza, in quanto dediti al sociale, farebbero meglio a prestare il loro lavoro come volontari, allora lo è a maggior ragione anche la sua attività di presidente del Consiglio provinciale al servizio della comunità. Allora rinunci immediatamente alla sua indennità”.
Il segretario della Cgil Franco Ianeselli ha deciso di utilizzare la propria pagina Facebook per rispondere al presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder. Nei giorni scorsi, quest'ultimo, in un'intervista pubblicata da un quotidiano locale, aveva parlato di accoglienza come “forma di business non da poco” e di come ad occuparsene “debbano essere i volontari”.
Un tema, questo, al momento ancora molto caldo visto le ultime decisioni prese dalla Provincia che punta a tagliare i servizi di Cinformi e il centinaio di posti di lavoro messi a rischio. Giovedì scorso gli stessi operatori che lavorano nell'ambito dell'accoglienza hanno deciso di scendere in piazza per protestare e per fra conoscere soprattutto il valore del proprio lavoro che sembra non essere a tutti chiaro.
Le parole di Kaswalder non sono andate giù al leader della Cgil trentina che ora ha chiesto al presidente del Consiglio provinciale, essendo anche il suo un ruolo al servizio della comunità, di rinunciare all'indennità. Ma non solo perchè Ianeselli si è rivolto anche alla Cooperazione Trentina visto che i tanti lavoratori che perderanno il posto di lavoro arrivano proprio da cooperative impegnate nel prestare servizi. “Alla potente Federazione della Cooperazione – si chiede Ianeselli - piace così tanto essere umiliata e offesa? Non sente il bisogno, come sta facendo il sindacato, di difendere i suoi stessi lavoratori?”














