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Attentato Strasburgo, Antonio è molto grave ed è in rianimazione. A Trento la parrocchia in preghiera. Don Mauro: ''Non ti abbandoniamo''

Dalla Francia la conferma dell'aggravarsi della salute del reporter. L'intervento per estrarre il proiettile risulterebbe non eseguibile. Il prete: ''Siamo vicini ai suoi cari. Quest'odio deve finire"

Pubblicato il - 12 dicembre 2018 - 19:09

TRENTO. Antonio è in rianimazione e la situazione con il passare delle ore si è andata via via aggravando. La conferma arriva direttamente dai familiari, informalmente, tramite persone a loro vicine. Intorno alle 17, infatti, amici, conoscenti, semplici cittadini si sono riuniti nella parrocchia di Cristo Re, dove la mamma di Antonio, Annamaria, fa la catechista, per pregare. È stato don Mauro Leonardelli a chiamare a raccolta la comunità per Antonio e tutte le vittime e i feriti dell'attentato di ieri sera.

 

E dunque mentre le notizie continuano a rimbalzare da un sito all'altro, da un giornale all'altro, intanto il Trentino si stringe attorno a questo ragazzo di 28 anni, giovane giornalista della radio Europhonica che si trovava a Strasburgo proprio per lavoro. Pochi momenti prima del tragico attentato ai Mercatini di Natale, costato la vita a tre persone e che ha ne ha viste ferite un'altra dozzina, era proprio all'interno del Parlamento europeo assieme ad altre due amiche e colleghe Caterina Moser e Clara Rita Stevanato.

 

Una volta all'esterno si sono sentiti gli spari, la gente ha cominciato a correre e le due ragazze hanno perso contatto con Antonio. Un colpo alla testa e le prime notizie che non lo davano in pericolo di vita. Poche ore fa, purtroppo la conferma, arrivata per vie informali direttamente dai familiari, dell'aggravarsi delle condizioni del reporter che ora si trova nel reparto di rianimazione. Un angosciante aggiornamento è stato anche postato su Facebook da Europhonica in due lingue, italiano e inglese: "Riguardo allo staff italiano di Europhonica a Strasburgo: dobbiamo confermare che la situazione è grave. Il collega italiano è in ospedale in grande difficoltà. Vi chiediamo di nuovo di rispettare la famiglia e di attendere i futuri sviluppi della vicenda".

 

 La scelta del "silenzio stampa", visto il momento critico, è quella fatta poi dalla Radio 80 Forever young di Maurizio de Jorio. E intanto è emerso che il proiettile si sarebbe conficcato tra la nuca e la spina dorsale in una posizione molto difficile da operare.

 

Intanto questo pomeriggio alle 17, su iniziativa del parroco Mauro Leonardelli, nella chiesa di Cristo Re a Trento i conoscenti di Antonio e le persone della parrocchia di appartenenza di Megalizzi si sono raccolte in preghiera. In un'ottantina hanno preso parte al rosario nella chiesa che vede la mamma di Antonio, Annamaria, impegnata come catechista. E si sono date appuntamento per pregare per i prossimi giorni.

 

 

 

 

Durante il momento di raccoglimento don Mauro ha più volte affidato il giovane reporter alla Madonna e a Dio, chiedendo vicinanza alla famiglia e affidando loro "il nostro fratello Antonio, tutta la sua famiglia e i feriti tutti". "Ci troveremo tutti i giorni alle 17 a pregare perché questo odio finisca" ha ricordato, finita la preghiera. "Ho sentito la mamma Annamaria al telefono via messaggio - ha poi raccontato - le ho espresso la nostra vicinanza. Lei sa che siamo tutti lì a Strasburgo con lei e la sua famiglia".

 

Tra i banchi si respirava tanta angoscia, ma anche una forte speranza. Sul selciato della chiesa lacrime e ricordi si mescolavano: c'era chi parlava di quel "povero, bravo ragazzo", chi esprimeva incredulità di fronte a "una così grande sfortuna". Tra i parrocchiani Walter Kaswalder (Autonomisti popolari): "Non conosco Antonio, ma ero qui nei paraggi e, da cristiano, mi sono sentito di venire in chiesa a dire un'orazione".

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