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''Di solidarietà ne abbiamo ricevuta tanta da voi, ora vorremmo ricambiare'', da Amatrice pronti a cucinare per i trentini colpiti dal maltempo

Enrico Neroni ha visto il suo ristorante crollare nel terremoto costato la vita a 299 persone ''ma un ristoratore piemontese mi ha dato gratuitamente un locale per ricominciare''. Ora è lui che vuole aiutare chi era andato a soccorrere il Centro Italia due anni fa. ''Guanciale e pecorino lo portiamo noi. Basta un luogo e una fisarmonica''

Di Luca Pianesi - 11 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. ''Noi di solidarietà ne abbiamo ricevuta tanta e ora, vedendo in difficoltà chi ci era venuto ad aiutare quando eravamo a terra, abbiamo deciso di fare qualcosa per voi''. Enrico Neroni oggi vive in Piemonte, a Limone vicino a Cuneo, ma viene da Amatrice dove due anni fa, per colpa del terremoto ha perso tutto.

 

In quell'agosto del 2016 il suo ristorante, il Barcollo che si trovava in una di quelle frazioni divenute tristemente famose proprio per il cataclisma che il 26 agosto di due anni fa ha causato la morte di 299 persone e raso al suolo paesi e sobborghi: Torrita. Ma dopo il dramma è arrivata la solidarietà: un ristoratore piemontese, di Limone, ha fatto un appello su Facebook, spiegando che per problemi di salute non avrebbe più potuto gestire il suo agriturismo, il Girasole e si offriva di darlo in gestione con comodato d'uso gratuito a un ristoratore di Amatrice. 

 

Hanno risposto Enrico e sua moglie Veronica e assieme alle figlie hanno preso armi e bagagli, coraggio e ricordi, e si sono trasferiti nel nord aprendo la nuova attività il 31 marzo 2017. Da allora le loro vite hanno ricominciato a correre finendo per impiattare in un solo anno oltre 10.000 amatriciane, piatto forte, ovviamente, del ristoratore. 

 

''Abbiamo assistito in questi giorni al disastro che è accaduto nei vostri territori per colpa del tempo - spiega a ilDolomiti Enrico - e ci siamo detti: noi abbiamo ricevuto tanto dalla solidarietà degli altri e queste persone sono quelle che sono venute ad aiutarci mentre noi eravamo in difficoltà. Sono quei vigili del fuoco, quei tecnici della protezione civile, quei volontari che ad Amatrice e nei territori colpiti dal terremoto c'erano e ci sono stati vicini. Cosa possiamo fare noi per loro, oltre ovviamente a usare i numeri di raccolta fondi e le donazioni?''.

 

La risposta è stata immediata: amatriciana, ovviamente. ''Ho sentito amici di Amatrice - continua Neroni - e sono pronti. Noi porteremmo guanciale e pecorino, a voi chiediamo un luogo, qualche pentola e qualche fornello e magari una fisarmonica e del vino e ci siamo. Abbiamo provato a scriverlo su alcuni gruppi Facebook per vedere chi può accoglierci e ora vedremo dove andare, quando e come''.

 

Nella bella iniziativa sono stati coinvolti la Pro loco di Collegentilesco, una zona del centro Italia rasa al suolo dal terremoto e l'Ekoclub di Accumoli che ha deciso anche di contribuire con l'iniziativa "Adotta un albero".

 

E come ilDolomiti ci mettiamo a disposizione per realizzare questo semplice ma bellissimo progetto raccogliendo idee e inviti (potete scriverci in mail o in posta su Facebook e, in caso, noi potremo fare da intermediari).

 

Uno scambio di solidarietà a tutti gli effetti, perché i bei gesti sono così: contagiosi e a chi fa del bene, prima o poi, il bene torna fosse anche sotto forma di spaghetti, guanciale e pecorino.

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