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La deputata leghista solleva il caso sui concorsi pubblici aperti agli stranieri. Ma il problema è opposto: ora si scopre che Provincia e Comune li escludono

La legge prevede che siano ammessi anche rifugiati politici e stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo ma non tutte le amministrazioni applicano correttamente le norme. L'esponente della Lega voleva porre l'attenzione sull'ammissione degli stranieri, ma l'attenzione è sulla loro esclusione

Di Donatello Baldo - 03 agosto 2018 - 06:01

TRENTO. La deputata della Lega Vanessa Cattoi ha alzato un polverone per il bando pubblicato dal Comune di Ala per un posto di agente della polizia locale aperto anche ai rifugiati politici e ai cittadini stranieri con permesso di lungo periodo. Ma il polverone rischia di cambiare direzione e ritorcersi contro il motivo stesso per cui l'ha sollevato.

 

Ha messo in dubbio la legittimità del bando di Ala, ma facendo così ha stuzzicato la curiosità di chi ha voluto vederci chiaro. Qualcuno è andato a spulciare bando per bando, scoprendo che l'illegittimità non riguarda l'inclusioni di rifugiati e stranieri ma la loro esclusione.

 

Se lei contesta una legge dello Stato che adeguandosi a una disposizione europea prevede l'accesso alla Pubblica amministrazione anche di queste persone, rifugiati e stranieri con permesso di lungo periodo, si scopre che questa legge spesso non è per nulla applicata, e questo è il problema principale.

 

Ci sono Comuni del Trentino che bandiscono concorsi 'fuori legge', e questo l'abbiamo scoperto grazie all'esponente del Carroccio. Infatti, come prescrivono le norme vigenti, i bandi per l'assunzione di personale della pubblica amministrazione devono prevedere l'accesso anche dei cittadini comunitari, non solo italiani, e anche delle tipologie indicate sopra. E nemmeno si discute, è la legge.

 

Ci sono delle eccezioni, e su queste la deputata richiama l'attenzione, spiegando che potrebbero esserci di vizi interpretativi, quelli che hanno indotto l'amministrazione alense a pubblicare un bando illegittimo. Il problema nasce dal requisito richiesto della cittadinanza  italiana in base alla disposizione contenuta nel D.P.C.M. 7 febbraio 1994, n. 174.

 

All'articolo 2, comma 1 lettera a) stabilisce questo: "Le tipologie di funzioni delle amministrazioni pubbliche per il cui esercizio si richiede il requisito della cittadinanza italiana sono le seguenti: a) funzioni che comportano l'elaborazione, la decisione, l'esecuzione di provvedimenti autorizzativi e coercitivi".

 

Questa norma non si tiene in considerazione però le modifiche a livello europeo, dove viene previsto che le assunzioni nella Pubblica amministrazione consentono eccezioni al principio solo in presenza di pubblici poteri finalizzati alla tutela di interessi nazionali, e la giurisprudenza comunitaria ha inteso restrittivamente la deroga.

 

Come ha fatto Ala, che ammette non solo i cittadini italiani, ha fatto anche il Comune di Desenzano, quello di Bergamo, quello di Vimercate, e si potrebbe continuare tutto il giorno con l'elenco. Abbiamo riportato i primi usciti su google. Ma fa così anche l'Alto Adige, con il Comune di Castelrotto.

 

Ma possiamo anche lasciare correre sulla questione del vigile urbano, ammettendo che tra ricorsi e contro-ricorsi la questione a livello normativo è ancora ballerina (anche se a livello giurisprudenziale è assai chiara). Ma come mai alcuni Comuni trentini chiedono espressamente la cittadinanza italiana anche per fare l'addetto per i servizi ausiliari?

 

A Cles il segretario generale ha pubblicato un bando per una ausiliaria alla scuola per l'infanzia che esclude rifugiati e stranieri di lungo periodo. Perché? In base a quali norme? Il bando è scaduto oggi, a mezzogiorno. 

 

A Cavedine si cerca un assistente amministrativo-contabile. Anche qui, tra i requisiti richiesti c'è esclusivamente la cittadinanza italiana e, bontà loro, quella europea. Ma stranieri no. Il bando scade il 9 agosto, sempre a mezzogiorno. 

 

Ma anche la Provincia di Trento sembra non ottemperare alle disposizioni di legge. Per la creazione di un elenco di esperti dal quale attingere ai fini dell'affidamento di eventuali incarichi esterni di consulenza, sono ammessi sono cittadini italiani ed europei. Rimangono fuori, anche qui, i rifugiati politici e i gli stranieri in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo. 

 

Spieghiamo bene che l'ammissione di stranieri e rifugiati nei concorsi pubblici della Pubblica amministrazione non significa che tutti gli stranieri e tutti quelli che vengono definiti profughi possono entrare. Ci sono altri criteri, come la conoscenza della lingua italiana, come il titolo di studio specifico per le richieste dei bandi. 

 

Gli stranieri in Europa con il permesso di soggiorno di lungo periodo sono i figli di immigrati nati in Italia che non hanno ancora ottenuto la cittadinanza, ad esempio, quelli che hanno fatto elementari, medie, liceo e università nel Bel Pese, che cantano l'inno nazionale quando c'è la partita della nazionale.

 

I rifugiati non sono i richiedenti asilo, sono quelli che hanno avuto il riconoscimento dello status dalla commissione territoriale, quelli che se tornassero nel loro Paese d'origine verrebbero incarcerati, torturati, uccisi. Persone che spesso hanno in tasca una laurea, come il dottor Albino Mayon Kuel, medico cardiologo che ha esercitato proprio Ala. 

 

E' ricordato come uno tra i migliori medici di base della città, basta nominarlo che tutti, proprio tutti ne lodano l'umanità e la professionalità. E' morto nel gennaio di quest'anno. Era giunto in Italia dopo essere sfuggito dalla guerra in Sudan negli anni Sessanta.

 

Era un rifugiato, come quelli che la deputata leghista vorrebbe escludere dai concorsi pubblici, come quelli che di fatto sono esclusi dalle amministrazioni trentine che pubblicano bandi che richiedono il possesso della sola  cittadinanza italiana, andando contro la legge

 

 

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