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Moena, chiesto lo stato di calamità: ''Straordinaria reazione. Provvedimento per dare continuità d'intervento''

La Fata delle Dolomiti si è rialzata a tempo di record per l'enorme impegno di professionisti e volontari dopo il nubifragio di martedì. Ugo Rossi: "La Provincia è vicina alle popolazioni colpite e intende fare la sua parte perché si torni alla normalità e si cancellino le tracce che acqua e fango hanno lasciato”

Pubblicato il - 06 luglio 2018 - 15:48

MOENA. E' stato dichiarato lo stato di calamità per Moena. La Fata delle Dolomiti si è rialzata a tempi record, si è lavorato duramente e in piena cooperazione per rimediare ai disastri del nubifragio di martedì scorso e questo provvedimento serve per dare continuità agli interventi necessari per la ripresa delle normali condizioni di vita e per autorizzare la concessione di contributi e indennizzi ai danneggiati.

 

"La comunità – commenta il presidente Ugo Rossi – ha dato prova, nell’immediatezza dei fatti, di una straordinaria capacità di reazione rispetto a un evento impattante come quello che si è realizzato".

 

L'impegno dei cittadini, compreso bambini e ragazzi che si sono rimboccati le maniche, dei vigili del fuoco volontari e permanenti, tutte le forze dell'ordine, il soccorso alpino e la protezione civile, ha permesso a Moena di riprendere la maggior parte delle attività in quarantotto ore, dopo che un fiume di fango e detriti ha inondato strade e piazze, abbattuto pali e travolto automobili.

 

E' successo tutto in quattro ore, i 130 millimetri di pioggia e grandine hanno portato all'esondazione del rio Costalunga, diversi smottamenti, allagamenti di scantinati, abitazioni, hotel e esercizi commerciali, oltre a tantissimi altri disagi.

 

"Il lavoro di molti, professionisti e volontari - dice Rossi - ha permesso ai paesi investiti dal nubifragio di rialzarsi. A loro va il ringraziamento. La Provincia è vicina alle popolazioni colpite e intende fare la sua parte perché, nel più breve tempo possibile, si torni alla normalità e si cancellino le tracce che acqua e fango hanno lasciato”.

 

Mentre si fa la conta dei danni, stimata in circa 10 milioni di euro, la decisione della Giunta si basa sulla relazione tecnica redatta dal Dirigente generale del Dipartimento protezione civile valutate la situazione e le informazioni disponibili.

Moena dal dramma alla rinascita: una notte di lavoro e la ''Fata delle Dolomiti'' si sta già rialzando

 

Il provvedimento adottato oggi ripercorre la cronologia dell’evento che si è verificato.

Nel pomeriggio di martedì 3 luglio la val di Fassa è stata interessata da un fenomeno meteorologico di particolare intensità, e considerato raro tenuto conto della serie storica dei dati a disposizione.

 

Grandine e pioggia hanno determinato in particolare un’alluvione lampo in una parte dell’abitato di Moena, lungo il torrente Costalunga, e altri danni nel comune di Soraga. La stazione meteorologica di Pezzè di Moena nell’arco di tre ore, dalle 14 alle 17, è stata rilevata una quantità di pioggia pari a 114 millimetri e nell’arco di quattro ore, dalle 14 alle 18, pari a 134,6 millimetri.

La zona più colpita è stata l’abitato di Moena, in prossimità delle rive del rio Costalunga, che è esondato provocando il conseguente allagamento dei piani terra e degli interrati di circa cento edifici pubblici e privati.

Si sono verificati, inoltre, circa venticinque smottamenti sul territorio comunale, alcuni dei quali con un forte impatto sulle principali arterie stradali della valle, le statali 48 e 236.

 

Nelle notti del 3 e 4 luglio sono state sfollate in via precauzionale circa ottanta persone che hanno trovato ricovero da parenti e conoscenti, e in parte anche alle scuole di Moena e successivamente alla Scuola Alpina della polizia di Stato.

Il Dipartimento protezione civile della Provincia di Trento ha coordinato gli interventi di soccorso che hanno coinvolto circa duecento persone appartenenti ai vigili del fuoco volontari, a diversi servizi provinciali, alle strutture di protezione civile e alle forze dell’ordine. Nei prossimi giorni Provincia e comuni faranno una valutazione più approfondita dei danni riscontrati e del territorio interessato.

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