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Ristoratore si incatena per la strada chiusa: ''A Natale 300 prenotazioni, ma dovrò licenziare i dipendenti''

Chiusa la strada che collega Tuenno e il lago di Tovel. Il titolare del ristorante: ''Non posso aprire il locale e cibo da buttare, danno enorme. Ho investito oltre un milione di euro per il ristorante''

Pubblicato il - 23 dicembre 2018 - 20:33

TRENTO. "Avevamo 300 prenotazioni per i giorni di Natale, adesso invece ho chiuso il ristorante e domani dovrò licenziare i dipendenti". Il ristorante in questione è il Capriolo di Tuenno, sulla strada per Tovel. Le parole disperate, invece, sono quelle di Lorenzo Valentini che lo scorso 13 settembre ha inaugurato il locale che gestisce con tutta la famiglia. Il problema, dice, è la chiusura della strada, contro la quale ieri ha messo in atto una protesta.

 

Ad essere interdetta al traffico è la strada tra Tuenno e il lago di Tovel, spiega Valentini: "Il nostro ristorante è proprio a metà strada. Dicono che è pericoloso, che magari cadono i sassi, hanno chiuso la strada senza dirci nulla. Ma il problema c'è sempre stato: siamo in montagna, il 50% delle strade ha il problema dei sassi. Tutto è iniziato con il maltempo del 28 ottobre scorso, da allora il traffico è stato consentito a singhiozzo, in una fascia oraria. Ma i sassi non cadono solo quando le strade sono chiuse. Poi da venerdì scorso, il 21 dicembre, la strada è stata chiusa fino al 30 aprile prossimo".

 

Un vero disagio, lamenta il gestore del Capriolo: "Ho aperto il ristorante a settembre, spendendo 1,3 milioni di euro, ci lavoriamo in quattro della famiglia con altri quattro dipendenti, un pizzaiolo, un cuoco, un sottocuoco e una cameriera. Sono due mesi che, per la chiusura della strada, lavoriamo poco, oggi ho chiuso il ristorante e domani dovrò licenziare i miei dipendenti. Non ce la faccio a pagarli ancora per niente".

 

La clientela, ci tiene a precisare Valentini, non sarebbe mancata: "Io lavoravo benissimo, a novembre ho avuto mille prenotazioni. Ne avrei avute 300 per questi giorni di festa, ma ora non si arriva più al ristorante. Forse lo si può fare a piedi, ma la gente non lo fa. Avevo fatto la spesa: ho comperato un sacco di cose per far da mangiare per 300 clienti per Natale, ora andrà a male. Parliamo di migliaia di euro".

 

Il Capriolo non fa solo servizio di ristorazione, ma anche di bar. "Anche oggi avrei fatto un centinaio di pasti - dice il titolare - ora il lago di Tovel è bellissimo, è tutto ghiacciato e ci si pattina. Ci sono anche diverse iniziative che attirano persone. Tutti clienti che sarebbero passati dopo aver tolto i pattini per bere una cioccolata calda o un brulé".

 

Il ristoratore dice di aver cercato di contattare tecnici e autorità, poi, esasperato, con la famiglia ha messo in atto una protesta. "Ho provato a parlare con tutti i politici, nessuno escluso - ricorda - mi avevano anche garantito che si sarebbero mossi, ma il divieto c'è ancora. E non ci sono lavori in corso perché è freddo. Hanno chiuso per non aver problemi, ma ora ne ho io. Devo lasciare a casa i miei dipendenti sotto Natale". "Ho aperto il locale non per me, ma per la mia famiglia, per mia moglie e i miei figli. Con loro e mio fratello abbiamo protestato, ci siamo incatenati nel punto della chiusura della strada. Speriamo davvero che qualcuno ci ascolti".

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