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A San Giovanni si continua a consumare troppa acqua e il sindaco decide di chiudere l’acquedotto per la notte

Dopo gli innumerevoli interventi dei vigili del fuoco attivatisi per riempire le cisterne delle frazioni montane e dopo l’ordinanza che vietava l’utilizzo di acqua per scopi diversi da quelli igienico-sanitari, ora si arriva all’extrema ratio: dalle 22 alle 6 l’acquedotto resterà chiuso

Di Tiziano Grottolo - 30 agosto 2019 - 15:53

ARCO. Stop all’erogazione di acqua dall’acquedotto che serve le frazioni montane del comune arcense. È questa l’ultima carta messa in gioco dall’amministrazione per tentare di venire a capo dell’emergenza idrica che interessa i piccoli centri abitati.

 

Con un'ordinanza contingibile e urgente che porta la firma del primo cittadino Alessandro Betta, a partire da oggi, con effetto immediato e fino alla cessazione dell'emergenza idrica, si dispone la chiusura dell'acquedotto in località San Giovanni al Monte, dalle ore 22 alle 6 del giorno successivo.

 

Perfino i tentativi dei vigili del fuoco arcensi, che con grande dispendio di tempo ed energie, hanno continuato a rifornire le cisterne di acqua potabile si sono dimostrati vani.

 

A quanto pare nemmeno la precedente ordinanza, emanata lo scorso 25 luglio, è servita a risolvere o quantomeno attenuare l’emergenza idrica.

 

Con questo provvedimento si faceva espresso divieto di utilizzare l'acqua dell'acquedotto pubblico nelle abitazioni sottostanti le sorgenti di: Panigal, Brols Alto, Brols Bassa, Caproni, Monte Velo, Alla Tor, Gorghi e Mandrea (corrispondenti alle località Carobbi, Troiana, Braila, Monte Velo, Mandrea e San Giovanni al Monte, comprese le aree montane sparse) per scopi diversi da quelli potabili, alimentari e igienico-sanitari.

 

Nell’ordinanza, che comunque resta in vigore, si specifica che l'acqua non può essere utilizzata per irrigare orti, giardini, piazzali, strade pubbliche e private, per lavare veicoli e attrezzature in genere, nonché per riempire piscine private e altre strutture, anche precarie, a uso balneazione.

 

È dallo scorso 19 agosto che l’emergenza per carenza idrica perdura, a fasi alterne, in queste località costringendo l’amministrazione a intervenire prevedendo addirittura la chiusura notturna dell’acquedotto, così da permettere il parziale riempimento del serbatoio nelle ore notturne e garantire in questo modo una minima disponibilità di acqua durante il giorno.

 

“L’iniziativa – fa sapere il comune – si rende necessaria per garantire l’essenziale servizio di fornitura di acqua potabile e per scongiurare eventuali pericoli di natura igienico sanitaria”.

 

Non sono ancora del tutto chiare le cause che stanno alla base del problema tra le ipotesi più accreditate ci potrebbe essere una perdita nell’acquedotto, oppure l’eccessivo consumo dovuto alle numerose presenze, ma anche le piogge scarse che potrebbero aver intaccato le riserve della sorgente.

 

Dopo l’acqua che arriva a intermittenza (Articoli QUI e QUI) e dopo i rave party continua il calvario per i cittadini che abitano le frazioni montane. Nel frattempo continuano le indagini per comprenderne quali fattori siano all’origine dell’emergenza.

 

 

 

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