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Cadaveri e bare nel capannone a Scurelle, l'inchiesta si allarga anche al Trentino. Mattarei: ''La cooperativa non aderisce alla Federazione''

La società coinvolta nelle indagini ha sottoscritto diversi accordi con amministrazioni comunali del Veneto e del Trentino Alto Adige. Il titolare respinge le accuse di vilipendio di cadavere e gestione illecita dei rifiuti. Mattarei: "Cooperativa a noi sconosciuta. La magistratura saprà fare luce su quanto accaduto, tutelando la vera cooperazione che quotidianamente opera in ogni angolo del Trentino"

Di L.A. - 20 aprile 2019 - 12:23

SCURELLE. Nel capannone degli orrori di Scurelle sarebbero passate anche salme del Trentino Alto Adige e non solo del Veneto. Si allarga l'inchiesta scattata dopo un controllo della polizia locale della Bassa Valsugana e la scoperta, mercoledì scorso, delle 27 bare contenenti resti estumulati ed esumulati da diversi cimiteri veneti (Qui e Qui articoli). Il tutto tra bidoni di vernice e vecchi macchinari.

 

La società cooperativa coinvolta nelle indagini, Linea Momenti di Pergine, ha sottoscritto diversi accordi con amministrazioni comunali del Veneto e del Trentino Alto Adige che esternalizzano il servizio, come Lastebasse, Chiuppano, Valdastico e Pedemonte, ma anche Albiano, Besenello, Bieno, BorgoCastelnuovoCastel Tesino, Cinte Tesino, Egna, Folgaria, Isera, Laives, Luserna, Ora, Ospedaletto, Pieve Tesino, Scurelle, San Pancrazio, Torcegno e Telve di Sopra.

 

Dopo la presa di posizione di Franco Ianeselli, segretario della Cgil (Qui articolo), anche la Federazione trentina della cooperazione prende posizione: "Si tratta di una cooperativa che non aderisce alla Federazione e per questo a noi sconosciuta – dice la presidente Marina Mattarei - che peraltro ha recentemente deliberato la trasformazione in srl. Siamo certi che la magistratura saprà fare luce su quanto accaduto, tutelando la vera cooperazione che quotidianamente opera in ogni angolo del Trentino con senso di responsabilità e profondo rispetto delle regole".

 

Sono ventisette le bare trovate in una struttura tra edifici in disuso, nella zona industriale di Scurelle. Vestiti stracciati, materiali accatastati. Gli investigatori del Noe di Trento calcolano che nel capannone scoperto in quella che un tempo fu la sede della ex Samatec.

 

Secondo le accuse le salme sarebbero state portate dalla cooperativa, in possesso di regolari autorizzazioni per il trasporto di defuntinel capannone, dove sarebbe avvenuta la separazione dei resti dei defunti (che sarebbero poi stati messi in sacchi e in scatole di cartone sigillate pronte per la cremazionedalle casse. Un'attività che potrebbe aver comportato un vantaggio per minori costi di cremazione stimato in 400 euro circa a salma.

Bare e ossa ritrovate in un capannone industriale in Valsugana

 

Il legname delle casse sarebbe stato poi separato dallo zinco (che sarebbe stato smaltito per un totale, sempre presunto, di circa 6.000 chili, un peso di circa 300 bare) e dalle componenti metalliche per essere inviate a ditte specializzate per il recupero dei materiali. 

 

La procura, come noto, ha disposto il sequestro del capannone, mentre le spoglie sono state traslate nel cimitero di Scurelle. Le ipotesi di reato sono quelle di vilipendio di cadavere e gestione illecita dei rifiuti

 

Ipotesi di reato che l'avvocato della difesa del titolare della cooperativa rigetta in quanto le salme erano accompagnate dalle relative autorizzazionilo smaltimento di rifiuti sarebbe avvenuto sempre in maniera regolare. I comuni dopo 20 anni chiedono ai famigliari l'estumulazione del defunto per fare spazio. A quel punto i feretri venivano prelevati, sempre su indicazione dell'amministrazione, e trasportati con regolare permesso a Scurelle. 

 

Poi i resti dei rifiuti speciali sarebbero stati sanificati e quindi inviati alle aziende, mentre i resti mortali sarebbero stati inseriti in contenitori di cellulosa, accompagnati da etichetta e inviati al centro di cremazione. Rifiutano anche l'accusa di vilipendio di cadavere: sarebbero state le famiglie alle pompe funebri a scegliere tra la cremazione dei resti dei loro cari con la bara o la "traslazione" che prevederebbe appunto la separazione delle spoglie da legno e zinco.

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