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''Dieci anni fa ha ucciso di botte nostro fratello e ora vuol chiederci scusa. I soldi non li vogliamo. Meglio darli a chi aiuta persone come Miguel''

Nel 2009 un senzatetto venne massacrato in Piazza Dante da un omone per aver difeso una ragazza minorenne che stava importunando. L'assassino è stato condannato a 16 anni ma ora vuole chiedere scusa al fratello e alla sorella della vittima che con ilDolomiti rilanciano per ricordare quanto accadde quella notte 

Di Luca Pianesi - 10 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. ''Dieci anni fa ha massacrato di botte nostro fratello fino ad ucciderlo. Oggi vuole scriverci una lettera di scuse e per dimostrarci che è pentito. Ci ha fatto sapere che sarebbe pronto a versare una piccola somma mensile sul nostro conto a titolo di risarcimento. Ma come si può risarcire qualcuno per un dolore tanto grande? Se proprio non se ne potrà fare a meno vorremmo che quei soldi andassero ad aiutare altri Miguel, altre persone come lui che ne hanno bisogno, che non hanno un tetto o un piatto caldo su cui contare''. Per Guadalupe e Jesus Cayo Ramirez si è concluso da poco un gennaio che ha visto riaffiorare ricordi e dolori legati alla notte tra il 28 e il 29 aprile del 2009.

 

Una notte di smodata violenza durante la quale il loro fratello maggiore Miguel Angel Cayo è stato barbaramente ucciso, in Piazza Dante a Trento, a colpi di bastone per aver aiutato una ragazza, all'epoca minorenne, che un omone grande e grosso stava importunando. Questo omone si chiama Hamid El Hasnaoui marocchino condannato a 16 anni di carcere per quei secondi di irrefrenabile violenza che lo stesso giudice che aveva disposto la carcerazione aveva definito ''una vera e propria mattanza''. Lo aveva lasciato lì, nello stagnetto della parco di Piazza Dante senza vita con il cranio fracassato e il suo corpo fu rinvenuto, poi, dalla polizia.

 

Di Miguel e del suo gesto di altruismo e generosità ne avevamo scritto qualche tempo fa facendoci promotori, grazie all'iniziativa di un ragazzo trentino che lo aveva conosciuto in quegli anni, Roberto, di una targa che lo ricordasse e ricordasse il suo gesto. L'atto di coraggio di un cittadino del mondo, originario del Perù, che viveva da clochard e proprio in Piazza Dante (la piazza oggi simbolo dei problemi legati all'immigrazione in Trentino) spesso si trovava a passare delle serate e che quella notte del 28 aprile di 10 anni fa non c'ha pensato due volte a sacrificarsi per una persona in difficoltà nonostante lui fosse un uomo minuto e l'aggressore un energumeno.

 

Il Comune, dopo aver apprezzato l'iniziativa promossa anche da ilDolomiti, si è limitato a ricordare questo piccolo, grande, uomo poco prima della partenza della WiRun, la corsa per dire "no" alla violenza sulle donne, del 26 novembre 2017. Poca cosa ''ma per noi è stato già un atto molto importante'', spiegano oggi il fratello e la sorella di Miguel, Jesus e Guadalupe.

 

''Viviamo ad Arco e Miguel oggi è seppellito lì, vicino a noi - raccontano -. A gennaio, poi, abbiamo ricevuto la richiesta dell'assassino di nostro fratello di porgerci le sue scuse. Sono passati 10 anni e mai aveva dimostrato un minimo di pentimento, anzi. Questo ha fatto riaffiorare ricordi e pensieri e cercando su internet abbiamo scoperto quel che avevate fatto voi e questo ragazzo, Roberto. Qualcosa di straordinario che ci ha riempiti di orgoglio e di speranza. In pochi giorni siamo passati dallo sconforto di ricevere notizie dall'assassino di nostro fratello che chiedeva i nostri indirizzi per inviarci questa lettera di perdono alla voglia di reagire dopo aver letto i vostri articoli''.

 

''Noi soldi da quell'uomo non ne vogliamo - aggiungono - e se proprio dovessero arrivarci vorremmo che non toccassero nemmeno il nostro conto e andassero direttamente a qualche associazione che si occupa di aiutare i senzatetto e le persone in difficoltà, come era Miguel. E poi vorremmo tornare alla carica per ricordare in qualche modo nostro fratello e quel gesto di umanità che ha compiuto in quella terribile notte. Tra poco saranno 10 anni e ci piacerebbe che non venisse tutto dimenticato''. Un piccolo grande uomo per un gesto di assoluta generosità. Non avere il coraggio di ricordarlo sarebbe davvero un'occasione sprecata per tutta la comunità.

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