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Neve nel bellunese, raggiunte le persone isolate e soccorsi malati e anziani. Ancora black-out sul Nevegal

Il sindaco di Belluno: ''Non ci sono feriti o situazioni di emergenza; abbiamo raggiunto (e monitoriamo) alcuni anziani, una persona con necessità di farmaci salvavita e una donna in stato interessante''

Pubblicato il - 29 aprile 2019 - 19:32

BELLUNO. E' migliorata notevolmente la situazione nel bellunese dopo la fitta nevicata di ieri. Il Nevegal era diventato praticamente inaccessibile con strade bloccate per la caduta di piante schiantate sotto il peso della neve e per la neve stessa accumulatasi in grande quantità. Per questa ragione erano rimaste isolate delle persone ed anche l'elettricità era saltata praticamente in tutta l'area.

 

Gli alberi, crollando, infatti, hanno tranciato in più zone i cavi dando luogo a lampi e boati ben visibili nella notte. I soccorritori, però, sono riusciti a raggiungere tutte le persone che erano rimaste bloccate. In particolare il sindaco di Belluno Jacopo Massaro spiega che ''non ci sono feriti o situazioni di emergenza; abbiamo raggiunto (e monitoriamo) alcuni anziani, una persona con necessità di farmaci salvavita e una donna in stato interessante''.

 

''Enel ha portato un grosso generatore al villaggio Le Stue e c'è rischio che venga meno l'acqua nelle zone Prabello e via Faverghera. A causa di problemi di alimentazione alle pompe''. La viabilità principale è stata comunque ripristinata (grazie a Veneto Strade, operai comunali, ditte del comune, volontari della Protezione Civile, Vigili del Fuoco) e anche quella secondaria migliora, pur non essendo ancora completamente sistemata. Restano i black-out in varie aree del Nevegal. ''Abbiamo altri 10 generatori pronti - conclude - grazie a Enel e stiamo capendo le priorità d'intervento''.

 

Sempre nel bellunese, questa mattina, gli uomini del Soccorso alpino di San Vito di Cadore (Belluno) sono intervenuti con una squadra di sciatori, per portare alcuni medicinali ad una coppia rimasta isolata nella propria ‘casera’ a seguito della forte nevicata di ieri.

 

Una squadra è partita dall’abitato di Vodo di Cadore con sci e pelli di foca, poiché le piante abbattute e il consistente strato di neve non consentivano di proseguire con altri mezzi sulla strada, e ha raggiunto la casa sul Col Botei, poco sotto il Rifugio Talamini, dove ha consegnato a marito e moglie i farmaci.

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