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Cgil e Cisl: ''Misura forte ma bene l'azione intrapresa dalle Case di riposo per salvaguardare anziani e personale''

Davanti a un rischio di diffusione del contagio da coronavirus, la scelta di Upipa e Spes è quella di tenere le strutture chiuse da visite esterne. Diaspro e Pallanch: "Osserviamo su questa vicenda uno scontro tra la Provincia e il settore. Questa tensione non va bene. Auspichiamo una convergenza per non ingenerare ulteriori preoccupazioni nei cittadini"

Pubblicato il - 07 March 2020 - 15:48

TRENTO. "La chiusura delle case di riposo e delle Apsp è una misura necessaria applicata nell'urgenza di questo momento delicato", queste le parole di Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) sulla decisione di Upipa-Unione provinciale istituzione per l'assistenza e Spes di aderire al protocollo nazionale e non seguire le linee guida della Provincia.

 

"Comprendiamo che la misura sia forte - aggiungono Fp Cgil e Cisl Fp - ma è necessaria per difendere e tutelare gli ospiti, così come gli operatori delle strutture. Bene la chiusura ai familiari degli ospiti della case di riposo ma è d'obbligo un’informazione trasparente ai rappresentanti dei lavoratori".

 

Davanti a un rischio di diffusione del contagio da coronavirus, la scelta è quella di tenere le strutture chiuse da visite esterne. "Osserviamo su questa vicenda uno scontro tra la Provincia e il settore. Questa tensione non va bene. Auspichiamo una convergenza per non ingenerare ulteriori preoccupazioni nei cittadini".

 

I sindacati Fp Cgil e Cisl Fp chiedono dunque a Upipa e Spes un incontro urgente per chiedere piani specifici, una pianificazione anticipata legata a turnazioni e gestione del lavoro straordinario per evitare turni stremanti di lavoro. "In ogni caso - dicono Diaspro e Pallanch - pur condividendo la scelta dettata da un principio di precauzione che – dopo le scuole - deve valere a maggior ragione in ambienti ad alto rischio come le residenze per anziani, chiediamo una corretta e preventiva informazione ai lavoratori e ai loro rappresentanti. E' necessario ad esempio avere il quadro dei fabbisogni del personale e valutare se gli attuali organici sono adeguati per fronteggiare questa emergenza straordinaria, cosa improbabile viste le condizioni di difficoltà degli operatori più volte sottolineate in passato". 

 

Provvedimenti che devono vedere la Provincia parte attiva. "Sul piano politico - concludono Diaspro e Pallanch - continuiamo a chiedere alla Giunta informazioni sui piani di intervento e investimento sulla sanità pubblica, privata e sulle Apsp per fronteggiare l’emergenza, così come sulla preannunciata possibilità di assunzioni straordinarie e le misure organizzative e sanitarie adottate per i servizi di prima linea. Pur nella responsabilità doverosa in un momento così delicato per tutto il Paese, rivendichiamo un ruolo fondamentale per informazioni chiare che riguardano servizi e lavoratori in prima linea, legittimamente preoccupati della loro condizione e degli utenti che devono assistere".

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