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Coronavirus, dopo le tensioni e i primi contagi nelle Rsa passa la linea di Upipa. La Pat: ''Alle case di riposo non entra nessuno''

Ci sono i primi casi alle Rsa, come Canal San Bovo e quello di Pergine, quest'ultimo preoccupa in particolare per le dimensioni della struttura in termini di posti letto. Upipa: "Situazione difficile a Pergine ma ci sono i presupposti per limitare i contagi. Siamo soddisfatti che piazza Dante abbia condiviso la nostra posizione. Noi abbiamo creduto che la nostra strada fosse giusta ma non vogliamo rivendicare nulla perché non è il caso e non è il momento"

Di Luca Andreazza - 11 marzo 2020 - 21:03

TRENTO. Passa la linea di Upipa per quanto riguarda l'ingresso alle case di riposo in emergenza coronavirus (Qui articolo). "In quella fase - dice Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali - avevamo reputato importante il mantenimento di un rapporto affettivo, una richiesta arrivata all'assessora anche da molte famiglie. Oggi la situazione è diversa e ci sono più restrizioni: non entra nessuno dall'esterno".

 

Dopo giorni di tensioni tra l'Unione provinciale istituzioni per l'assistenza e Spes già aveva scelto per uno stop delle visite per evitare rischi agli anziani  (Qui l'articolo), ma la Provincia aveva cercato di introdurre nelle sue linee guida un regolamento più morbido (Qui articolo), ora il diffondersi del coronavirus richiede maggiore attenzione e quindi aumentano le restrizioni.

 

Ci sono, infatti, i primi casi alle Rsa, come Canal San Bovo e quello di Pergine, quest'ultimo preoccupa in particolare per le dimensioni della struttura in termini di posti letto. "Ci sono tre casi positivi - prosegue Ruscitti - nel centro valsuganotto e sono tenuti in isolamento. E' difficile ricostruire il quadro epidemiologico ma tutto viene seguito molto da vicino".

 

Una situazione che viene seguita da vicino da Upipa. "E' un momento difficile - commenta la presidente Francesca Parolari - l'Apsp si è organizzata in modo tale da avere tutti sullo stesso piano e avere un'unità di crisi. Registriamo un forte spirito di collaborazione all'interno della casa di riposo e ringraziamo per la disponibilità a collaborare del personale sanitario per affrontare questo periodo molto grave. Speriamo si riesca a contenere il contagio, ma ci sono i presupposti per limitare i problemi".

 

E continuano a salire i dati relativi ai contagi da coronavirus in Trentino. Oggi, mercoledì 11 marzo, i nuovi pazienti sono 25 in più rispetto a ieri alle 14 per un totale di 77. Sono 3 i guariti da quando anche il nostro territorio si è trovato a fare i conti con la diffusione del virus, mentre 4 sono in terapia intensiva e 43 sono seguiti a domicilio. Questo l'aggiornamento di Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari (Qui articolo). 

 

I numeri in crescita che portano la Provincia a chiedere un grande rispetto delle restrizioni (Qui articolo) e le persone esterne non possono accedere alle Apsp. "Siamo soddisfatti che l'amministrazione provinciale abbia condiviso la nostra posizione. Noi abbiamo creduto che la nostra strada fosse giusta - aggiunge la presidente di Upipa - ma non vogliamo rivendicare nulla perché non è il caso e non è il momento. E'ora importante superare le contrapposizioni per affrontare questa emergenza".

 

Nel frattempo sono state distribuite le dotazioni all'interno delle strutture sparse sul territorio. "Abbiamo effettuato un monitoraggio di tutte le mascherine e dispositivi vari tra quelli già presenti e le 2 mila arrivate dalla Provincia tramite la Protezione civile. Tutto è stato redistribuito in modo equo e proporzionato per affrontare l'emergenza. Questo spirito di collaborazione tra presidi non va sprecato e monitoriamo costantemente la situazione per modulare tutto in base ai continui cambiamenti", conclude Parolari.

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