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Coronavirus, è allarme contagi in Veneto. Zaia pronto a nuove restizioni: '' Ci vorrebbero Tso e ricoveri coatti per chi si rifiuta di andare in ospedale''

La settimana scorsa la regione era a 0,43 ora invece l'R0 è risalito a 1,63. Zaia: "Continuando di questo passo non dobbiamo porci la domanda se il virus tornerà in ottobre, perché l’abbiamo già qui''

Pubblicato il - 03 luglio 2020 - 16:54

VENEZIA. “Così non si può andare avanti. Sta accadendo quello che vi avevo preannunciato. Siamo passati da rischio basso a rischio elevato, l'R0 è risalito a 1,63. Eravamo a 0,43”, è un governatore veneto molto arrabbiato quello che si è presentato quest'oggi ai microfoni durante la quotidiana conferenza stampa sulla situazione del coronavirus in Veneto. L'aumento dei contagi ha visto 5 positivi (2 a Vicenza, 1 a Padova e 1 Verona) accanto a 52 persone in isolamento a Vicenza e 37 a Verona.

 

Una situazione allarmante che ha portato Zaia ad annunciare per lunedì una nuova ordinanza restrittiva "per inasprire le regole" sulla prevenzione del contagio del Covid.

 

“Io non so a chi fare i complimenti per quello che sta accadendo – ha affermato il governatore – e anzi io avrei scritto che siamo a rischio elevatissimo. Ci sono persone che continuano ad andare in giro senza mascherina, o che magari continuano a pensare che i complottisti abbiano ragione. E' inevitabile che poi succeda quello a cui stiamo assistendo”.

 

Zaia parla di comportamentivigliacchi” tenuti da chi pensa che questo virus sia solo per alcune categorie sociali. “Ci sono degli irresponsabili – ha spiegato - che stanno infarcendo i social di informazioni che faranno morire le persone”.

 

"Continuando di questo passo non dobbiamo porci la domanda se il virus tornerà in ottobre, perché l'abbiamo già qui" ha detto il governatore.

 

Tra i casi citati dal governatore del Veneto, Luca Zaia, c'è un cittadino che è tornato il 25 di giugno da una trasferta di lavoro in Serbia insieme ad altre persone. Poco dopo si sente male, risulta positivo al tampone e continua ad incontrare persone. Rifiuta tra l'altro anche il ricovero.

 

Su questi casi il commento duro di Zaia. “Io per questi casi prevederei la carcerazione perché – spiega – non è possibile che un positivo vada in giro a prescindere. Ma è fondamentale che ci sia il ricovero coatto, deve essere un trattamento sanitario obbligatorio, perché non possiamo metterci a discutere con persone che magari si rifiutano di essere ricoverate in questa situazione”.

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