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Coronavirus e restrizioni, le regioni procedono in ordine sparso: l'Alto Adige il più permissivo, in Lombardia restano molti vincoli

Se Fugatti ha optato per un mix di concessioni e tutela della salute pubblica, Zaia ha scelto di dare fiducia ai veneti allentando le restrizioni. Ancora più permissivo Kompatscher che apre alle visite ai parenti. Emilia-Romagna e Lombardia restano prudenti

Di Tiziano Grottolo - 14 aprile 2020 - 11:47

TRENTO. Pasqua e Pasquetta hanno portato in dono a moltissimi italiani nuove ordinanze dove, seppur in misura differente, vengono allentate le maglie delle restrizioni, ovvero cosa si può e cosa non si può fare in questa emergenza da coronavirus. Se ovunque restano in vigore le precauzioni su Dpi e distanziamento sociale, regioni e province autonome si stanno muovendo in ordine sparso e, nonostante l’evoluzione dell’epidemia sia simile, le misure adottate possono essere molto diverse fra loro.

 

Alto Adige

Il presidente che ha fatto le concessioni più ampie probabilmente è l’altoatesino Arno Kompatscher che con la nuova ordinanza ha sancito che d’ora in avanti gli spostamenti “a piedi” dalla propria abitazione saranno sempre consentiti, la svolta maggiore arriva per le visite ai famigliari, nel territorio provinciale sarà possibile far visita al proprio compagno e/o ai propri figli. Via libera anche a cartoleria, librerie e negozi di abbigliamento per bambini, cade la limitazione dei 5 dipendenti per quelle imprese che avevano potuto portare avanti la propria attività nonostante le restrizioni.

 

Veneto

Il secondo allentamento, per importanza, delle restrizioni arriva dal Veneto dove Luca Zaia ha tolto il limite di 200 metri da casa per l'attività motoria. Il “lockdown soft” conferma le chiusure domenicali (e festivi) dei supermercati. L'apertura delle attività di libreria, cartoleria e vendita di abbigliamento per bambini è ammessa solo per i negozi specifici che hanno esclusivamente questi prodotti e solo due giorni alla settimana.

 

Lombardia

Più cauto Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia: per quanto riguarda l’attività motoria sarà consentita solo nelle immediate vicinanze dell’abitazione senza poter superare i 200 metri e rispettando il distanziamento sociale. Stesso discorso per portare l’animale da compagnia all’esterno per espletare le sue necessità fisiologiche. In tutti i luoghi pubblici sono vietati gli assembramenti con più di 2 persone. Mentre i negozi per bambini potranno aprire senza particolari restrizioni, librerie e cartolibreria rimarranno chiuse, benché gli stessi prodotti potranno essere acquistati all’interno dei supermercati. Restano inaccessibili anche gli orti.

 

 

Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna il presidente Stefano Bonaccini ha optato per restrizioni mirate e differenziate da provincia a provincia: nelle province di Piacenza e Rimini, comune Medicina e frazione di Ganzanigo, restano sospese le attività di commercio al dettaglio di carta, cartone e articoli di cartoleria, ma anche librerie e negozi di abbigliamento per bambini e neonati (aperte nel resto della Regione). Consentite invece silvicoltura e utilizzo aree forestali e cura e manutenzione del paesaggio. A differenza di molte altre regioni l’Emilia-Romagna ha scelto di riaprire i supermercati la domenica. Per il resto, l’ordinanza regionale conferma le misure già in vigore, a partire dal divieto di jogging o passeggiate, visto che per lo spostamento a piedi, se dovuto a ragioni di salute o per esigenze fisiologiche dell’animale di compagnia, è obbligatorio restare in prossimità della propria abitazione.

 

Trentino

Infine, Maurizio Fugatti, presidente della Pat, ha scelto un mix fra concessioni e tutela della salute pubblica. In Trentino resteranno chiusi negozi per bambini e librerie che però potranno fare servizio a domicilio, niente di nuovo nemmeno sul fronte delle passeggiate o le uscite con l’animale domestico: restano consentite solo se effettuate nelle vicinanze della propria abitazione (anche se non è specificato un dato metrico). Via libera alle attività produttive all'aperto (sarà comunque necessaria l’autorizzazione del prefetto e il rispetto delle norme di sicurezza), consentite anche le attività al chiuso ma solo se si svolgono con la presenza di non più di una persona. La decisione sull’apertura dei mercati è demandata ai sindaci, mentre i supermercati restano chiusi la domenica. Una delle maggiori aperture arriva dagli orti: anche per gli hobbisti sarà possibili coltivare il proprio terreno purché rientri nello stesso comune di residenza.

 

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