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Coronavirus, gli esperti: “Situazione in peggioramento”. Gli Rt di Bolzano e Trento si abbassano, 9 Regioni sopra il livello di guardia

Ci sono 9 Regioni con un Rt superiore a 1, rischiano Lazio (0.99) e Bolzano (0.97). Resta alta l’attenzione in Provincia di Trento (0.78). L’Iss: “L’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento”

Di Tiziano Grottolo - 14 agosto 2020 - 10:40

TRENTO. Il quadro che emerge dal report settimanale (con i dati aggiornati all’11 agosto) redatto da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità preoccupa l’Italia. In particolare ci sono 9 Regioni con un Rt superiore a 1, la provincia di Bolzano si avvicina a questa soglia critica con Rt a 0.97 (la scorsa settimana era 1.43). Trento si ferma a 0.78 un dato tutto sommato positivo visto che risulta in calo rispetto alla scorsa settimana (1.28).

 

Nel dettaglio gli indici Rt per incidenza: Sicilia 1.41; Abruzzo 1.33; Toscana 1.28; Veneto 1.20; Puglia 1.14; Lombardia 1.13; Liguria 1.05; Piemonte 1.04; Marche 1.02; Lazio 0.99; Provincia di Bolzano 0.97; Provincia di Trento 0.78; Campania 0.86; Emilia-Romagna 0.77; Umbria 0.76; Val D'Aosta 0.37; Sardegna 0.33; Friuli-Venezia Giulia 0.32; Basilicata 0; Calabria 0; Molise 0.

 

 

“L’Italia – spiegano gli esperti – si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento. Anche in questa settimana si rileva la trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti”. Spesso questi focolai sono associati all’importazione di casi dall’estero, anche per via dei turisti italiani di rientro dalle vacanze in Paesi considerati a rischio. Non a caso in Trentino chi torna da Grecia, Croazia, Malta e Spagna dovrà sottoporsi a tampone e quarantena (QUI articolo).

 

 

Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto anche se in aumento, risultati raggiunti grazie alla ricerca e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l'isolamento immediato dei casi secondari. Resta essenziale identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia.La situazione – concludono gli esperti – mostra importanti segnali di allerta per un possibile aumento della trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate e di mantenere alta l’attenzione alla preparazione di interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”.

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