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Coronavirus, il contagio entra a Casa Santa Maria (indenne nella prima ondata): metà degli ospiti positivi. Cgil: ''Serve intervento immediato''

La denuncia della referente case di riposo, Piersanti: ''La struttura ha solo 10 posti letto accreditati come posti di sollievo a minore intensità assistenziale, gli altri sono sul libero mercato. Quindi solo per i 10 va rispettato il parametro assistenziale con le regole delle Rsa pubbliche''. A Mori si sono negativizzati 6 dei 14 ospiti positivi prima di venerdì

Di Luca Pianesi - 02 dicembre 2020 - 15:17

TRENTO. ''Nella struttura residenziale per anziani di Vigolo Vattaro, 25 ospiti su 49 sono positivi al tampone e molti altri hanno già presentato i sintomi del virus''. L'allarme arriva da Roberta Piersanti, referente delle Case di riposo per la Fp Cgil ed è l'ennesimo appello a migliorare una gestione che, al netto delle parole pronunciate quotidianamente dal presidente Fugatti il quale nelle conferenze stampa pubbliche tra un ''ghe l'avem fata'' e un ''avem tirà una riga'' si è anche complimentato con sé stesso per come stanno andando le cose nelle case di riposo, che si sta rivelando difficilissima. 

 

Sabato scorso era stata colpita la Rsa di Transacqua ma nelle ultime settimane il virus è già entrato in tantissime case di riposo portando morte e dolore. A il Dolomiti la presidente di Upipa spiegava due giorni fa che una parte delle strutture che nella prima ondata erano riuscite a resistere all'infezione, in questa seconda sono cadute e così su circa 45 strutture gestite da Upipa, lunedì, meno di quindici erano quelle che si potevano definire ancora libere dal Covid.    

 

Tra le strutture non colpite nella prima ondata e travolte, invece, in questa seconda c'è proprio quella di Vigolo Vattaro dove ora si è sviluppato un focolaio. ''Da tempo segnaliamo l’inadeguatezza di una struttura che non soggiace alle direttive per le rsa, né per organico, né per le misure di contrasto al Covid - spiega Piersanti -. Casa Santa Maria, infatti, ha solo 10 posti letto accreditati come posti di sollievo a minore intensità assistenziale, gli altri sono sul libero mercato. Quindi solo per i 10 va rispettato il parametro assistenziale. Nelle Rsa l’ospite proveniente dal domicilio deve osservare un periodo di quarantena in strutture dedicate di transito. Nelle Rsa di sollievo (che sono Casa Santa Maria e San Vendemmiano) l’ingresso avviene solo 'previa verifica di assenza di sintomatologia e tampone molecolare negativo non anteriore alle 96 ore'. Inoltre c’è un infermiere solo la mattina e per due ore il pomeriggio: totalmente scoperte le altre ore e tutta la notte''.

 

''La situazione - conclude la referente - già pesante, si è ora aggravata con l'ingresso del virus e al personale di assistenza viene richiesta l’effettuazione di turni di 12 ore continuative e la copertura delle assenze dei colleghi. Riteniamo che questo stato di cose non possa andare avanti, sia per la salute e la sicurezza degli operatori, che degli ospiti. A questo punto serve un intervento dell’Azienda sanitaria e una presa di posizione della Giunta ed è necessario pretendere da tutte le strutture residenziali per anziani il rispetto degli stessi standard imposti alle strutture accreditate''.

 

Intanto dall'Apsp di Mori arrivano altre notizie: venerdì 27 novembre sono stati effettuati i tamponi agli ospiti, compresi quelli che si trovano in area di isolamento e hanno i requisiti clinici per l’effettuazione del tampone di guarigione. Emerge che 6 dei 14 ospiti fortunatamente risultano negativi e, a breve, usciranno dall’area di isolamento per tornare nelle stanze disponibili. A oggi gli ospiti ancora in isolamento sono 8, di cui 1 ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale di Rovereto.

 

In merito ai tamponi del personale, continua lo screening settimanale. I dipendenti riscontrati positivi sono 6: 1 in animazione, 1 nelle pulizie, 1 in cucina e 3 in assistenza.

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