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Coronavirus, il Presidente della Provincia di Belluno: ''Siamo nel pieno della seconda ondata. Impariamo dai nostri figli per sperare di salvare il Natale''

Roberto Padrin invita i suoi concittadini a prendere esempio dai bambini e dai ragazzi che da ormai molto tempo sono costretti a una didattica emergenziale e annuncia una stretta sui controlli per il rispetto delle regole

Di L.P. - 13 novembre 2020 - 16:34

BELLUNO. ''I bellunesi sappiano imparare dal comportamento dei bambini e dei nostri ragazzi costretti a una didattica emergenziale che poggia sulla buona volontà degli insegnanti e delle scuole e che spesso costringe le famiglie a salti mortali e organizzazioni quotidiane complicate''. Il presidente della provincia di Belluno Padrin si appella ai suoi concittadini invitandoli ancora di più alla ''responsabilità'' e al ''rispetto delle regole'' e a seguire l'esempio dei loro figli. E così mentre in Trentino alcuni genitori scendono in piazza perché i loro figli vanno a scuola con la mascherina (''non togliete loro anche l'aria'', è l'assurdo appello di questi padri e di queste madri che certamente non aiutano i loro bambini e le loro bambine ad affrontare questo difficilissimo momento storico mondiale, in questo modo) oltre confine sono proprio i figli ad essere presi a modello dai genitori

 

''Servono sacrifici oggi - spiega Padrin - per sperare di vivere il Natale in famiglia, senza ulteriori restrizioni. Ci troviamo nel pieno della seconda ondata Covid. Un momento particolarmente difficile in cui tutti abbiamo il dovere di collaborare per uscire il prima possibile dalla fase acuta della pandemia. Le misure anti-contagio richiedono un impegno collettivo che ci offre però anche l’occasione di essere una comunità unita. Se sapremo esserlo veramente, potremo imparare una lezione utile per portare avanti strategie territoriali nel futuro. Perché un futuro ci sarà. E sarà senza questo maledetto Covid che da quasi un anno caratterizza le nostre vite''.

Questa mattina in Prefettura a Belluno si è radunato il Comitato ordine e sicurezza pubblica con i rappresentanti delle categorie e lì è stato deciso di intensificare i controlli per il prossimo fine settimana, anche alla luce dei dati aggiornati del contagio in provincia che continua a crescere con morti e ricoveri. ''Ma oltre ai controlli - prosegue il presidente della Provincia di Belluno - chiedo con forza che i bellunesi sappiano dimostrare il senso di responsabilità e di rispetto delle regole che sempre hanno potuto rivelare nei momenti del bisogno. In questo momento abbiamo la necessità di abbassare la pressione che grava sul sistema ospedaliero e sui professionisti sanitari. Il grande sforzo operato da queste persone, a cui va il nostro grazie, non può essere vanificato dal comportamento irresponsabile di pochi. I principi sono sempre gli stessi: uso corretto della mascherina, sanificazione frequente delle mani e distanziamento fisico. Un impegno semplice, un sacrificio da poco, rispetto al lavoro di chi opera all’interno degli ospedali per la salute di tutti''.

''Se tutti faremo la nostra parte - prosegue Padrin - potremo superare questa nuova fase difficile in tempi rapidi e magari anche salvare il Natale, preservando non solo la tradizione, ma anche le attività economiche, commerciali e turistiche oggi in enorme difficoltà. Oggi le attività economiche e il commercio pagano un prezzo carissimo, ma confidiamo in un ristoro doveroso da parte dello Stato e in una rapida ripartenza non appena avremo archiviato l’emergenza sanitaria. Ristoro che ci auguriamo arrivi anche alle stazioni sciistiche e agli impianti di risalita, che hanno davanti una stagione invernale senza precedenti, bloccata dalle restrizioni oggi doverose. Mi appello quindi al senso civico dei bellunesi: sappiano imparare dal comportamento dei bambini e dei nostri ragazzi, costretti a una didattica emergenziale che poggia sulla buona volontà degli insegnanti e delle scuole e che spesso costringe le famiglie a salti mortali e organizzazioni quotidiane complicate. Rivolgo un ultimo appello: sono molte le persone ammalate e molti i positivi. A loro va il nostro pensiero, perché si trovano in una fase difficile. Non hanno bisogno di dita puntate contro, di stingmatizzazione, ma solo di solidarietà e vicinanza''.

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