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Coronavirus, in Alto Adige il contagio cresce ma funivie e impianti all'80% e ammesse le visite nelle Rsa

Le nuove disposizioni consentono le visite alle persone ospiti che risiedono in stanza singola. Possono essere presenti un massimo di 2 persone per volta. Inoltre, durante le visite, dotati di mascherina chirurgica e con mani disinfettate, è possibile un contatto corporeo con l’ospite. Ecco cosa cambia tra trasporti e case di riposo

Di L.P. - 27 ottobre 2020 - 17:56

BOLZANO. Funivie e impianti di risalita ''chiusi'', funzionanti con un riempimento dell'80% dei posti consentiti, obbligo di mascherina su tutti i mezzi pubblici e poi visite nelle Rsa consentite a un massimo di 2 persone per volta in stenze singole con anche la possibilità di contatto corporeo. La situazione in Alto Adige si sta facendo giorno dopo giorno più difficile dal punto di vista della diffusione del virus. I contagi si contano quotidianamente a colpi di 200-250 nuovi positivi salgono i decessi e l'apparato sanitario è talmente in difficoltà da dover ridurre gli interventi chirurgici (QUI ARTICOLO).

 

Eppure gli interventi che si stanno prevedendo a livello normativo dalla Provincia di Bolzano paiono piuttosto permissivi soprattutto a fronte di una prospettiva di crescita del contagio che pare scontata nei prossimi mesi che si annunciano difficilissimi almeno fino all'arrivo della primavera. Ma tant'è. La Giunta Kompatscher ha adeguato le direttive delle residenze per anziani altoatesine in relazione alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 su proposta dell’assessora al sociale Waltraud Deeg. Le modifiche sono state predisposte dalla task force anziani interdisciplinare dopo vari incontri. "Le direttive e le misure consigliate puntano a mantenere il più possibile, nonostante i numeri in aumento riferiti all’infezione, la possibilità di fare visita agli ospiti e di effettuare nuove ammissioni nelle 76 strutture residenziali per anziani dell’Alto Adige, nel rispetto di tutte le necessarie misure di sicurezza", ha detto l’assessora Deeg.

 

La volontà è quella di ''garantire la vicinanza''. Le nuove disposizioni consentono, infatti, le visite alle persone ospiti che risiedono in stanza singola. ''Possono essere presenti un massimo di 2 persone per volta - comunica la Provincia -. Inoltre, durante le visite, dotati di mascherina chirurgica e con mani disinfettate, è possibile un contatto corporeo con l’ospite. Un importante alleggerimento delle disposizioni consiste nel fatto che non sia mai vietato l’accompagnamento di ospiti in fase terminale da parte dei parenti o di altre persone, anche se nella struttura sia in generale interdetto l’accesso. Nel rispetto delle misure generali di sicurezza valide a livello provinciale, gli ospiti possono anche allontanarsi dalla struttura ad esempio per una gita giornaliera, o per una visita medica o dentistica. Continuano ad essere garantiti servizi come il bar interno, l'assistenza diurna, il servizio pasti a domicilio senza consegna''.

 

In base alle direttive, ogni residenza per anziani ha l’obbligo di elaborare un piano interno che descriva tutte le procedure da attuare nel caso in cui si verifichino casi Covid nella struttura. In particolare, sono indicate nel dettaglio le modalità da seguire nell’eventualità che un anziano ospite risulti positivo al test, o se vi sono ospiti con sintomi simil-influenzali o che hanno avuto contatto con persone risultate positive al test, oppure in presenza di ospiti asintomatici o con sintomi lievi. Ogni residenza per anziani con più di 80 posti letto, in caso di emergenza, dovrà provvedere all’attivazione di un’apposita area-Covid. Altre disposizioni riguardano misure di sicurezza più puntuali per i collaboratori delle residenze per anziani. Tra il resto è previsto che i piani dei turni di lavoro siano organizzati in modo da impiegare, per ogni reparto/area, sempre lo stesso personale.

 

Alla luce dell’andamento dei dati epidemiologici del coronavirus cambiano anche le disposizioni del cosiddetto Allegato A della legge provinciale n.4 dell’8 maggio 2020 sulla Fase 2 relativamente al trasporto pubblico. Nella delibera approvata oggi (27 ottobre) la Giunta ribadisce l’obbligo di indossare una mascherina su tutti i mezzi pubblici, ad eccezione dei bambini che non hanno ancora raggiunto l'età scolare e delle persone che per la loro particolare condizione psicofisica non possono tollerare l'uso di maschere protettive e possono presentare un certificato medico al riguardo.

 

Per le funivie e gli impianti di risalita "chiusi", ora viene previsto un livello di riempimento dell'80% dei posti consentiti. L'assessore alla mobilità Daniel Alfreider ha sottolineato che "si sta lavorando per garantire che le funivie e gli impianti di risalita chiusi abbiano regole precise e possano essere messi in funzione nel rispetto di queste misure. Il funzionamento degli impianti è il motore del turismo invernale". È stato inoltre stabilito che per tutti i veicoli utilizzati per i servizi di trasporto pubblico è consentito un livello di riempimento massimo dell'80% in base ai posti a sedere e allo spazio in piedi consentiti. I posti a sedere possono essere completamente occupati. Un riempimento al 100% è possibile se l'utente non rimane per più di 15 minuti nel mezzo di trasporto, se è disponibile un sistema di ventilazione con ricambio d'aria e filtro dell'aria e in situazioni di emergenza.

 

Per il servizio di linea aggiuntivo Nightliner l'ultima partenza deve avvenire prima dell’orario di coprifuoco. Questa disposizione si applica indipendentemente dall'ente che organizza e amministra il servizio. In ogni caso la Ripartizione mobilità ricorda che "vanno evitati i raduni di persone - sia nei mezzi di trasporto che nelle aree di attesa". In questo contesto, l’assessore fa appello al senso di responsabilità di tutti coloro che viaggiano sui mezzi: "L'infezione può essere fermata solo se le norme di sicurezza vengono osservate da tutti", conclude Alfreider.

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