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Coronavirus in Trentino, Ruscitti: ''C'è stress nelle case di riposo ma situazione tranquilla. Più preoccupati dalle case del clero''

Il dirigente del Dipartimento salute e politiche sociali risponde al presidente dell'Ordine delle professione infermieristiche: "C'è una situazione di conflittualità che cerchiamo di gestire con la parte datoriale". Francesca Parolari (presidente di Upipa): "Ci sono criticità ma confronto costante con le autorità per trovare le migliori soluzioni"

Di Luca Andreazza - 13 dicembre 2020 - 19:54

TRENTO. "C'è una situazione di conflittualità che cerchiamo di gestire con la parte datoriale", queste le parole di Giancarlo Ruscitti, dirigente del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia, che aggiunge: "C'è un continuo stress nelle strutture per la presenza di persone con Covid". 

 

Questa la risposta del dirigente del Dipartimento salute e politiche sociali alla lettera di Daniel Pedrotti, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche, per quanto riguarda la difficile situazione all'interno del sistema sanitario trentino e in particolare nelle case di riposo: mancano infermieri, mancano professionalità fondamentali per riuscire a fare servizi adeguati ma anche per garantire gli standard di sicurezza necessari (Qui articolo). 

 

"Sono arrivate le direttive dell'Istituto superiore di sanità - dice Ruscitti - che sono coerenti con quelle provinciali. I colloqui con le parti sono frequenti. Ci sono stati focolai importanti in questa seconda ondata di coronavirus, ma sono stati gestiti meglio rispetto alla prima fase: i protocolli e le linee guida funzionano. La situazione appare tranquilla".

 

Strutture che però sono sotto pressione. "C'è stress e permane a lungo in caso di positività. L'attenzione degli operatori nei comportamenti è massima. C'è il blocco degli ingressi e gli eventuali incontri all'interno delle case di riposo sono protetti - prosegue Ruscitti - il virus può entrare solo dall'esterno. Le preoccupazioni maggiori riguardano le case del clero che non sono strutture organizzate come le Rsa e quindi si rende necessario un intervento esterno".

 

L'attenzione resta comunque altissima in un comparto delicato. "La serietà dell'approccio intrapreso da questi servizi fin da questa estate pagano nel fronteggiare l'epidemia. Ci sono alcune situazioni complicate - commenta Francesca Parolari, presidente di Upipa - ma il confronto con le istituzioni è costante per trovare le migliori soluzioni. Abbiamo molta più esperienza, competenza e tecnologia rispetto alla prima ondata, cerchiamo di fare squadra per uscire da questo momento difficile. Certo, permangono alcune criticità, i turni sono lunghi, anche per una scelta organizzativa degli operatori che non si risparmiano mai. Non abbassiamo però la guardia perché ci aspetta ancora un periodo complicato".

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