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Coronavirus, ''Serve un piano Marshall per l'agricoltura. Già elaborato un progetto, inviato al governo'', la Coldiretti rilancia l'allarme dell'associazione nazionale

La richiesta è quella di investire nel comparto e attuare il Fondo straordinario Covid-19 per l'agricoltura. "L'Europa è chiamata a fare la sua parte, ma anche a livello nazionale si deve e si può fare di più"

Pubblicato il - 06 aprile 2020 - 00:40

TRENTO. "L'agricoltura necessita di una robusta iniezione di liquidità". Così Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, che riprende quanto affermato da Ettore Prandini, numero uno degli agricoltori a livello nazionale. "L'emergenza Covid-19 conferma il valore strategico del settore agroalimentare, ma mette a nudo tutto le fragilità del comparto. Un evento di queste dimensioni nel mondo intero non può essere affrontato con interventi normali".

 

Sono diversi i provvedimenti presi negli Stati Uniti per un pacchetto di misure da 2 mila miliardi di dollari per dare ossigeno all'economia e all'agricoltura. "Sono stati destinati sostegni - aggiunge Barbacovi - per 48 miliardi di dollari tra aiuti diretti (24 miliardi), programmi alimentari (15,5 miliardi) e per la nutrizione (8,8 miliardi). L'Unione europea non può restare indietro. E per questo riteniamo indispensabile attivare un fondo crisi extra bilancio agricolo. Se è vero che agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione tengono duro, non si può negare che molte filiere siano in profonda crisi. E' alto l'allarme sui rischi che si corrono dal settore vitivinicolo al florovivaismo, dall’olivicola fino alla pesca. Penso a tutte quelle attività e quei servizi forniti al settore dell'Horeca che oggi con la chiusura in tutto il mondo di bar e ristoranti rischiano la debacle. Ma è Sos anche per molte attività che rientrano tra quelle che integrano la produzione, meglio note come attività connesse".

 

I fari si accendono sull'agriturismo ma non solo. "Le nostre imprese - dice il presidente di Coldiretti - non possono essere lasciate sole, devono essere sostenute. Sono fondamentali sul piano economico e sociale. Si tratta di una filiera allargata vale oltre 538 miliardi. D'altra parte proprio l'allarme globale provocato dal coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Le nostre filiere si dimostrano all'altezza quale conferma della caratteristica dell'agroalimentare Made in Italy tra qualità, distintività, sicurezza e sostenibilità".

 

La richiesta è quella di investire nel comparto. "Non si deve sottovalutare - prosegue Barbacovi - il potenziale agricolo e si deve, soprattutto, invertire la tendenza. Ci sono le condizioni per rispondere alle domanda dei consumatori e investire sull’agricoltura che è in grado di offrire produzione di qualità e realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi in grado di valorizzare i primati del Made in Italy e garantire la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto equo, basato sugli effettivi costi sostenuti. Investire è dunque un imperativo categorico in un’ottica di sviluppo sostenibile che spinga l’innovazione e valorizzi le potenzialità del settore anche nella promozione di energie rinnovabili".

 

Anche l'Europa è chiamata a fare la propria parte. "Siamo in attesa che anche Bruxelles - continua Coldiretti - apra il cantiere per definire misure forti, ma occorre agire e con tempestività a livello nazionale. Rastrellare risorse è possibile. Ci sono circa 12 miliardi di risorse dello Sviluppo rurale, il secondo pilastro della Politica agricola comune che si affianca agli aiuti diretti. Si tratta di fondi non spesi per una quota dei quali si rischia addirittura il disimpegno. Nei mesi scorsi come Coldiretti abbiamo denunciato i ritardi di molte regioni che rischiavano di rispedire all'Unione europea fondi preziosi per sostenere gli investimenti e il ricambio generazionale".

 

Ora quelle risorse potrebbero essere impegnate nell'annualità 2020. "Chiediamo un atto di coraggio. L'eccesso di burocrazia è tra le cause della difficoltà di utilizzare i contributi europei. Se veramente vogliamo cambiare registro questa è l'occasione giusta per sostenere l'agricoltura, ma anche tutti i cittadini e il sistema Paese nel suo complesso che mai come in questo momento dimostra di aver bisogno di un'agricoltura efficiente e in salute".

 

C'è già sul tavolo un progetto elaborato da Coldiretti e che parte dalla costituzione di un Fondo straordinario Covid-19 per l'agricoltura. "Quello che chiediamo - spiega Coldiretti - è di andare oltre le regole e superare i mille vincoli burocratici e spendere subito. Abbiamo individuato una gamma di misure dove è possibile reperire risorse residuali per alcuni interventi prioritari. Si parte da un pagamento diretto eccezionale e aggiuntivo fino a 1000 euro a ettaro per le imprese con un tetto di 50.000 euro detratto il costo del lavoro e che comporterebbe un costo di 5,5 miliardi".

 

Un'altra misura di carattere assicurativo per il ristori dei danni causati dagli eventi climatici avversi che hanno penalizzato le aziende nelle annate 2019/2020. Il costo stimato dell'operazione è di circa un miliardo. "Priorità ai giovani già insediati negli ultimi tre anni che rischiano di perdere gli aiuti. Per gli under 41 - conclude Barbacovi - si propone l'abbassamento della quota di cofinanziamento sugli investimenti del 20/30%. E poi, ancora interventi supplementari per il benessere animale per promuovere le migliori condizioni con un impegno finanziario indicativo di 500 milioni e voucher per gli agriturismi rimasti vuoti". 

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