Coronavirus, sesto giorno di calo dei contagi in Lombardia. ISS: "In Italia raggiunto il plateau, mantenendo le misure in vigore dovremmo cominciare a scendere"
Nella regione più colpita si è registrato il sesto giorno consecutivo di calo nei contagi. Dati incoraggianti arrivano anche dal resto del Paese, con un incremento dei nuovi positivi minore rispetto a lunedì (+3,9% rispetto a 4,1%). In Trentino il dato più basso dal 13 aprile (45), ma i morti continuano ad essere tanti (17)

TRENTO. Mentre la quotidianità si misura a decreti e circolari – da ultima quella del Viminale che consente ai genitori di fare brevi passeggiate attorno alla casa con i figli piccoli, che in Lombardia, la regione più colpita, ha prodotto ben più di qualche borbottio – la situazione Coronavirus nel Paese comincia a dare qualche segno positivo.
È proprio dalla zona più colpita, la Lombardia, che giungono i primi segnali incoraggianti. Nella giornata di ieri, martedì 31 marzo 2020, si è registrato infatti il sesto giorno consecutivo di rallentamento, con 1047 nuovi casi positivi rispetto ai 1154 di lunedì e ai 1592 di domenica. Anche il numero di morti ha confermato un trend in calo, con 381 decessi (458 lunedì, 416 domenica), portando il bilancio complessivo nella sola Lombardia a 7199 morti.
A evidenziarne la positività – benché ci sia da rimanere cauti – è stato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, che nella quotidiana conferenza stampa sul bollettino ha dichiarato come i dati di martedì siano “la conferma di una speranza”, a cui però si potrà dare una chance solamente continuando a mantenere in vigore le buone abitudini e le misure per il contenimento. Di qui, dunque, il malumore verso la circolare del Viminale.
A guidare quello che sembra un primo importante segno di una curva discendente è pertanto la regione più colpita. In tutto il Paese il bilancio registra 105792 casi totali, di cui 77635 casi attualmente positivi, 15729 dimessi/guariti e 12428 decessi. I ricoverati con sintomi sono 28192, 4023 i pazienti in terapia intensiva e 45420 quelli attualmente in isolamento domiciliare.
Tale situazione, ribadisce l'Istituto Superiore di Sanità, darebbe conto del raggiungimento del picco, cioè di un periodo in cui i contagi in Italia si trovano su un “pianoro”, il cosiddetto “plateau”, una fase da cui, mantenendo la misure in vigore sul contenimento dell'epidemia, si dovrebbe cominciare a scendere.
La curva epidemica a livello nazionale segna per il 31 marzo, infatti, un rallentamento per quanto riguarda il giorno precedente, con percentuali di poco inferiori a lunedì (+3,9% contro il +4,1% nei contagi).
Entrando nel dettaglio della nostra provincia, ciò detto finora si riflette nei dati trentini, con il numero più basso del contagio dal 13 marzo (+45 positivi), rispetto ai +102 di lunedì, ai +104 di domenica e così via. Rimane alto, comunque, il numero di vittime (17), con un bilancio (purtroppo temporaneo) davvero alto (164), che fa della provincia di Trento una delle più colpite d'Italia.













