Contenuto sponsorizzato
| 01 apr 2020 | 09:47

Coronavirus, sesto giorno di calo dei contagi in Lombardia. ISS: "In Italia raggiunto il plateau, mantenendo le misure in vigore dovremmo cominciare a scendere"

Nella regione più colpita si è registrato il sesto giorno consecutivo di calo nei contagi. Dati incoraggianti arrivano anche dal resto del Paese, con un incremento dei nuovi positivi minore rispetto a lunedì (+3,9% rispetto a 4,1%). In Trentino il dato più basso dal 13 aprile (45), ma i morti continuano ad essere tanti (17)

Coronavirus, sesto giorno di calo dei contagi in Lombardia
di Davide Leveghi

TRENTO. Mentre la quotidianità si misura a decreti e circolari – da ultima quella del Viminale che consente ai genitori di fare brevi passeggiate attorno alla casa con i figli piccoli, che in Lombardia, la regione più colpita, ha prodotto ben più di qualche borbottio – la situazione Coronavirus nel Paese comincia a dare qualche segno positivo.

 

È proprio dalla zona più colpita, la Lombardia, che giungono i primi segnali incoraggianti. Nella giornata di ieri, martedì 31 marzo 2020, si è registrato infatti il sesto giorno consecutivo di rallentamento, con 1047 nuovi casi positivi rispetto ai 1154 di lunedì e ai 1592 di domenica. Anche il numero di morti ha confermato un trend in calo, con 381 decessi (458 lunedì, 416 domenica), portando il bilancio complessivo nella sola Lombardia a 7199 morti.

 

A evidenziarne la positività – benché ci sia da rimanere cauti – è stato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, che nella quotidiana conferenza stampa sul bollettino ha dichiarato come i dati di martedì siano “la conferma di una speranza”, a cui però si potrà dare una chance solamente continuando a mantenere in vigore le buone abitudini e le misure per il contenimento. Di qui, dunque, il malumore verso la circolare del Viminale.

 

A guidare quello che sembra un primo importante segno di una curva discendente è pertanto la regione più colpita. In tutto il Paese il bilancio registra 105792 casi totali, di cui 77635 casi attualmente positivi, 15729 dimessi/guariti e 12428 decessi. I ricoverati con sintomi sono 28192, 4023 i pazienti in terapia intensiva e 45420 quelli attualmente in isolamento domiciliare.

 

Tale situazione, ribadisce l'Istituto Superiore di Sanità, darebbe conto del raggiungimento del picco, cioè di un periodo in cui i contagi in Italia si trovano su un “pianoro”, il cosiddetto “plateau”, una fase da cui, mantenendo la misure in vigore sul contenimento dell'epidemia, si dovrebbe cominciare a scendere.

 

La curva epidemica a livello nazionale segna per il 31 marzo, infatti, un rallentamento per quanto riguarda il giorno precedente, con percentuali di poco inferiori a lunedì (+3,9% contro il +4,1% nei contagi).

 

Entrando nel dettaglio della nostra provincia, ciò detto finora si riflette nei dati trentini, con il numero più basso del contagio dal 13 marzo (+45 positivi), rispetto ai +102 di lunedì, ai +104 di domenica e così via. Rimane alto, comunque, il numero di vittime (17), con un bilancio (purtroppo temporaneo) davvero alto (164), che fa della provincia di Trento una delle più colpite d'Italia.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 agosto | 22:58
Momenti di tensione e di apprensione per la ricerca di quattro persone in kayak nelle acque del torrente. Sono stati recuperati e salvati dai [...]
Montagna
| 08 agosto | 20:44
Giuseppe Cerza, coordinatore nazionale Opes Cinofilia da valanga: "Prevenzione, preparazione e consapevolezza per evitare rischi in quota insieme [...]
Cronaca
| 08 agosto | 20:08
Grande impegno di numerose squadre di soccorritori, supportati da tre Canadair, per spegnere l'enorme incendio divampato sul Garda. Non mancano in [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato