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| 20 giu 2020 | 13:37

Coronavirus, si abbassa l'indice di trasmissione in Trentino ma resta più alto di Bolzano. Veneto a 0,69, i report del Ministero

L'analisi del monitoraggio per il periodo 8-14 giugno dell'Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute. In alcune realtà regionali continua a essere segnalato un numero di nuovi casi elevato

Coronavirus, si abbassa l'indice di trasmissione in Trentino ma resta più alto di Bolzano

TRENTO. Il quadro generale della trasmissione del coronavirus in Italia è complessivamente positivo, ma con alcuni segnali di allerta, che richiedono il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico. Questa l'analisi del monitoraggio per il periodo 8-14 giugno dell'Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute.

 

"L’analisi dei dati è relativa al periodo 8-14 giugno - si legge nel report - successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione 2-3 settimane prima, nell’ambito della seconda fase di riapertura (18 maggio-giugno). Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero riferirsi a periodi precedenti".

 

L'indice di contagio in Trentino si abbassa 0,32. La settimana scorsa era a 0,65 dopo essere rimasto stabile per alcune settimane a 0,86. In provincia di Bolzano il dato si attesta a 0,21. Sul territorio provinciale la curva epidemiologia sembra rassicurante, così come da molte settimane anche in Alto Adige. 

 

La Lombardia si ferma a un Rt di 0,82, il Veneto segna 0,69, mentre più alte sono Lazio (1,12), Sicilia (0,72) e Toscana (0,74). Il Piemonte a 0,56, Abruzzo a 0,57 e Marche a 0,59. Sale da 0 a 0,1 la Basilicata, mentre tocca lo zero l'Umbria. Molto basse Sardegna (0,03) e Calabria (0,04).

 

 

Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da Covid-19 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni. "Tuttavia, a livello nazionale, si osserva un lieve aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, riscontrato sia nel flusso di sorveglianza coordinato dal Ministero della salute e pubblicato sul sito della Protezione civile, sia nel flusso di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali".

 

In alcune realtà regionali continua a essere segnalato un numero di nuovi casi elevato. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di coronavirus è ancora rilevante. "In tutta la Penisola - aggiunge il report - sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in diverse Regioni/PPAA. Si conferma un Rt<1 a livello nazionale e quasi nella totalità delle Regioni/PpaaSebbene tale riscontro possa essere in parte da attribuire alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, questi segnali non devono essere sottovalutati in quanto evidenziano come l’epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa e come la situazione epidemiologica sia estremamente fluida".

 

 

E' essenziale, spiega il report - mantenere elevata l'attenzione e continuare a rafforzare le attività di "testing-tracing-tracking" in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. E' anche fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico".

 

Le misure di lockdown "hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da Sars-Cov-2 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni/PPAALa situazionerelativa prevalentemente alla seconda fase di transizione, è complessivamente positiva ma con alcuni segnali di allerta relativi alla trasmissione".

 

Il quadro in generale è rassicurante, ma permangono segnali di trasmissione con focolai nuovi. "Una situazione epidemiologicamente fluida in molte Regioni italianeQuesto richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisicoE' necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali per continuare a favorire la consapevolezza e la compliance della popolazionerealizzare la ricerca attiva e accertamento diagnostico di potenziali casil’isolamento dei casi confermatila quarantena dei loro contatti strettiQueste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche".

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