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Coronavirus, solo valle d'Aosta e Liguria con dati peggiori dell'Alto Adige. L'Iss: ''Accelerazione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta''

Dopo aver fatto registrare la peggior performance a livello nazionale nel periodo 14-20 settembre, il terzo posto in quello 21-27 settembre e il secondo posto in quello 28 settembre-4 ottobre, ci sono regioni che mostrano un andamento peggiore, ma la situazione epidemiologica si dimostra comunque particolarmente fluida in provincia

Di Luca Andreazza - 17 ottobre 2020 - 21:04

TRENTO. Quella tra lunedì 5 e domenica 11 ottobre il Trentino è riuscito a registrare dopo alcune settimane un'incidenza del contagio inferiore alla media nazionale, mentre in Alto Adige ha fatto segnare dati peggiori solo di Liguria e valle d'Aosta

 

Questo quanto emerge nel report dell'Istituto superiore di sanità e del ministero per la settimana dal 5 all'11 ottobre. Dopo aver fatto registrare la peggior performance a livello nazionale nel periodo 14-20 settembre (Qui articolo), il terzo posto in quello 21-27 settembre (Qui articolo) e il secondo posto in quello 28 settembre-4 ottobre (Qui articolo), ci sono regioni che mostrano un andamento peggiore, ma la situazione epidemiologica si dimostra comunque particolarmente fluida in provincia.

 

 

Un periodo, quello 5-11 (compresi), nel quale sono stati identificati in provincia di Trento 308 contagi e, purtroppo, ci sono stati 2 decessi alla Rsa di Montagnaga, struttura attenzionata per la presenza di un focolaio. A settembre sono stati trovati 896 casi e in questo inizio di ottobre (fino a sabato 17) ci si attesta a 771 positivi. C'è un complessivo peggioramento dei dati e qualche paziente in più negli ospedali. A fronte delle terapie intensive ancora vuote, c'è però il tragico bilancio di 11 vittime in 7 giorni, 12 i morti 20 giorni e 482 decessi da inizio epidemia. 

 

 

L'incidenza sul territorio provinciale è in linea con le precedenti rilevazioni e si attesta a 43,30 (oltre 43 cittadini contagiati ogni 100 mila abitanti), mentre Bolzano sale a 80,63 e la media italiana 46,80. L'Alto Adige si posiziona alle spalle di valle d'Aosta (110,76) e Liguria (87,42). Sopra la media nazionale anche Campania (66,06), Lombardia (58,49), Piemonte (58,23), Umbria (75,43) e Veneto (60,66). Sintomo di un'accelerazione della curva epidemica a livello italiano, così come europeo.

 

 

Un'incidenza per il Trentino superiore alla media nazionale per quanto riguarda l'analisi degli ultimi 14 giorni: 91,20 rispetto a 75. L'Alto Adige va a 108,82, mentre il Veneto a 97,50. Settimane particolarmente fluide a causa della recrudescenze dell'epidemia. Negli ultimi giorni il territorio altoatesino ha superato diverse volte il picco registrato a marzo: oggi sono stati comunicati 155 nuovi casi (Qui articolo). In provincia di Trento invece il Comune di Cembra Lisignago è stato sottoposto a un "regime speciale" tra divieti, obblighi e raccomandazioni (Qui articolo).

 

Non c'è solo la Rsa di Montagnaga a preoccupare, ma anche quella di Malè: sono stati trovati due ospiti positivi che sono stati subito trasferiti alla struttura appositamente attrezzata a Volano e due operatori mentre le autorità sanitarie hanno subito avviato le procedure di controllo e monitoraggio (Qui articolo). Una situazione complicata a livello nazionale per un continuo aumento dei contagi, tanto che dopo l'ultimo Dpcm le Regioni e il governo si confrontano per valutare un ulteriore stretta. Intanto in Lombardia sono arrivate regole più stringenti (Qui articolo), così come in Alto Adige, qui il presidente Arno Kompatscher ha scritto a tutta la cittadinanza per chiedere il massimo rispetto delle regole (Qui articolo). 

 

 

Il report dell'Iss:

Si assiste a una accelerazione nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni/PA, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese.

 

E' quindi necessaria una rapida analisi del rischio sub-regionale per il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

 

Si fa appello alla popolazione di rispettare con coscienza e precisione tutte le norme di precauzione previste (in particolare il distanziamento fisico e l’uso corretto e appropriato delle mascherine) e di evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione quali aggregazioni spontanee e programmate per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse.

 

Punti chiave:

Si riporta un’analisi dei dati relativi al periodo 5-11 ottobre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione alla fine di settembre. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.

 

Il virus oggi circola in tutto il paese. Questa settimana è stato osservato un forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg a 75 per 100 000 abitanti (periodo 28/9 - 11/10) (vs di 44,37 per 100 000 abitanti nel periodo 21/9 - 4/10). Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è quasi raddoppiato (15.189 casi sintomatici nel periodo 28/9 - 11/10 vs 8.198 casi sintomatici nel periodo 21/9 - 4/10).

 

Tutte le Regioni/PPAA, tranne una, hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS). Continua a scendere la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,8% dei nuovi casi vs 31,8% la settimana precedente). Diminuisce anche la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (31,1% vs 33,2%) Aumenta, invece, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,6% vs 29,1% la scorsa settimana). Nel 8,5% dei casi non è stato riportato l’accertamento diagnostico.

 

Nel periodo 24 settembre - 07 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,17 (95%CI: 1,03 - 1,50). Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sono stati riportati complessivamente 4.913 focolai attivi, di cui 1.749 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la undicesima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.805 focolai attivi di cui 1.181 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (102/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (80,3%). Si mantiene stabile la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,2% vs 4,1% la settimana precedente).

 

Questa settimana sono in aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, ma la trasmissione intra - scolastica rimane complessivamente una dinamica di trasmissione limitata: 3,8% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione. Tuttavia, le attività extra - scolastiche possono costituire un innesco di catene di trasmissione laddove non vengano rispettate le misure di prevenzione previste.

Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione note. Questa settimana le Regioni/PPAA hanno riportato 9.291 casi dove non si è trovato un link epidemiologico (vs 4.041 la settimana precedente), che comprende il 33% di tutti i casi segnalati nella settimana.

 

Questa settimana, a livello nazionale, si è osservato un importante aumento nel numero di persone ricoverate (4.519 vs 3.287 in area medica, 420 vs 303 in terapia intensiva nei giorni 11/10 e 4/10, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni/PPAA sopra 10%in entrambe aree.

 

Conclusioni:

In Italia si osserva un’accelerazione del progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-CoV-2 segnalato da undici settimane che si riflette in un aggravio di lavoro sui servizi sanitari territoriali. Per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese.

 

Si fa appello alla popolazione di evitare quanto più possibile eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia.

 

La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto segnalati in ambito domiciliare/familiare. Rimane fondamentale mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico.

Sono in lieve aumento focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra scolastico. Rimane quindi essenziale mantenere l’attenzione sulle misure già introdotte per prevenire trasmissione intra scolastica come la rilevazione della temperatura giornaliera e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico.

 

Il tracciamento dei casi e dei loro contatti e la conseguente riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento restano elementi fondamentali per il controllo della diffusione dell’infezione che devono essere assolutamente perseguiti. L’aumento di focolai e di casi non associati a catene di trasmissione evidenzia la criticità nell’impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati. È importante il rafforzamento dei servizi territoriali, attraverso un coinvolgimento straordinario di risorse professionali di supporto e anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la “app” Immuni, nelle attività didiagnosi e ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l'isolamento immediato dei casi secondari.

 

Si richiama l’importanza dell’uso appropriato degli strumenti diagnostici e di screening, nel contesto di una valutazione del rischio epidemiologico, e della corretta esecuzione delle procedure di isolamento e quarantena quando indicate.

 

Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalle autorità sanitarie sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. Sebbene i servizi territoriali siano riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus, viene ripetutamente segnalato un carico di lavoro eccezionale che in molti casi compromette la tempestiva gestione dei contatti oltre che non assicurare le attività non collegate a questa emergenza.

 

La situazione descritta in questo report evidenzia importanti segnali di allerta legati a un aumento della trasmissione.

 

Si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali.

 

Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in tutti i casi di mancato rispetto delle misure raccomandate. Si invita a rispettare tutte le norme comportamentali previste di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili.

 

Si invitano le Regioni/PA, in raccordo con il Ministero della Salute, a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di valutare il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale trasmessa con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

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