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Coronavirus, stop ai visitatori nel reparto di ostetricia dell'Ospedale di Bolzano. Il Primario: "Una protezione per madre e figlio"

Anche se il regolamento non lo prevede, sarà comunque concesso ai futuri padri nonché partner delle pazienti di assistere al parto. Prima e dopo, però, saranno costretti ad usufruire del telefono e delle videochiamate per rimanere in contatto con le loro mogli

Pubblicato il - 23 ottobre 2020 - 15:18

BOLZANO. E' stato momentaneamente sospeso l’accesso dei visitatori all’ostetricia dell'Ospedale di Bolzano, dove vengono trattate anche gravidanze a rischio e si lavora a stretto contatto con il reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale.

 

"Ciò richiede un’attenzione ancora più grande da parte dei visitatori: a causa del crescente numero di infezioni, è stato deciso che fino a nuovo ordine non sarà più consentito ai visitatori di accedere al reparto di ostetricia", è infatti quanto viene riportato in comunicato stampa dall'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige.

 

Una decisione presa alla luce del trend davvero crescente di positivi che in questi ultimi giorni è sotto gli occhi di tutti. Oggi, venerdì 23 ottobre, infatti, si sono registrati 269 positivi in 24 ore (qui articolo), addirittura più che doppio rispetto al picco di marzo quando al massimo si erano contati 123 contagiati il 29 marzo.

 

Per il Primario Martin Steinkasserer è stata una decisione difficile: "Non ci siamo resi la vita facile, perché il regolamento riguarda anche i padri dei neonati. Si tratta di un provvedimento che siamo costretti ad applicare per offrire alle madri ed ai loro figli la massima sicurezza possibile. Abbiamo deciso, in stretto accordo con la Direzione medica, di permettere comunque ai futuri padri nonché partner delle pazienti di assistere al parto, poiché sappiamo quanto nella vita sia importante questa esperienza".

 

L'aumento esponenziale dei numeri dell’infezione registrato in questi ultimi giorni impone il divieto di accesso al reparto per i visitatori esterni (e quindi anche ai padri) così come avviene per tutto l'ospedale ed in generale per quanto riguarda la circolazione all’interno dell’intera struttura.

 

"L'ospedale di Bolzano è un grande palazzo con molte persone che vanno e vengono. Dobbiamo fare in modo che le pazienti e i loro bambini, così vulnerabili, possano sentirsi al sicuro con noi, anche se questo significa che i padri saranno costretti, fino al loro ritorno a casa, ad usare il telefono o le videochiamate durante i pochi giorni di degenza", afferma Steinkassererer.

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