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Coronavirus, ''Un milione di mascherine per il Trentino bloccate in Turchia. Vestiti, camici e tute fermi in India. Organizzazione fallimentare''

Il segretario della Cisl medici racconta quanto è emerso ieri dall'incontro in videoconferenza con l'Apss: ''Dovendo attendere almeno altri dieci giorni prima di vedere un fazzoletto all’orizzonte la Apss ha deciso da oggi di contingentare le forniture adoperate da tutti gli operatori dell’azienda all’interno degli ospedali''

Pubblicato il - 19 marzo 2020 - 11:35

TRENTO. ''La situazione prospettata è gravissima perché 1 milione di mascherine chirurgiche e FFP2 sarebbero bloccate in Turchia alla frontiera aerea e non si riuscirebbe a farle partire; nei magazzini della Protezione civile provinciale c’è solo un pieno di maschere inservibili, non a norma CE,senza standard; i DPI (vestiti,camici,tute) sarebbero ancora in India e sono anch'esse evaporate alle 16.30 di ieri dopo che i due corrieri (HDL e Bertolini), come ci esplicita il dott.Benetollo, contattati da Apss non le avrebbero più recapitate, comunicando che l’aereo non arriva venerdì ma (speriamo) alla fine della prossima settimana; le donazioni sono al momento inservibili perché non possono pagare i DPI''. E' davvero un quadro allarmante quello dipinto dal segretario della Cisl medici Nicola Paoli dopo che ieri sera, ''per la prima volta - spiega - finalmente Apss ha collegato in videoconferenza tutti i sindacati della sanità trentina per dare gli ultimi aggiornamenti sulla situazione DPI (vestiario e mascherine chirurgiche e FFP2 e FFP3)''.

 

Una situazione difficilissima con mascherine ferme in Turchia, vestiti, camici e tute bloccati in India e material e non sufficiente a fronteggiare l'emergenza a lungo termine. ''Per tutto ciò, dovendo attendere almeno altri dieci giorni prima di vedere un fazzoletto all’orizzonte - spiega ancora il segretario del sindacato di maggioranza tra i medici trentini - la Apss ha deciso da oggi di contingentare le forniture adoperate da tutti gli operatori dell’azienda all’interno degli ospedali.Si calcolerà il numero addetti in servizio dando un camice ed una mascherina a ciascuno. Benetollo ha tenuto a sottolineare che si tratta di una misura straordinaria concordata, con la Procura Generale della Repubblica, a cui è stata inviata comunicazione formale, con il Commissario del Governo, con il Presidente Fugatti e con il Capo della Protezione civile del Trentino''.

 

Cisl medici ha confermato che in questo momento di emergenza e difficoltà immane per la nostra Provincia autonoma, in difficoltà con il Governo nazionale (non verremmo riforniti come le altre Regioni) e con i fornitori aziendali (non recapitano le merci nei tempi stabiliti), ''il nostro ruolo è tranquillizzare le centinaia dei nostri medici arrabbiati, esasperati da questo stillicidio di notizie in peggioramento, spaventati dall'escalation di disorganizzazione aziendale in ambito di approvvigionamento delle risorse, che si sarebbero potuto prevenire ed evitare se solo Azienda e Provincia ci avessero ascoltati fino dal 30 gennaio 2020, mentre si comprende sempre più come Bordon non abbia più in mano la situazione organizzativa sul territorio''.

 

Un attacco molto duro nei confronti del direttore generale dell'Apss che solo pochi giorni fa faceva questo quadro della situazione generale (QUI ARTICOLO). Paoli riporta anche che ''un centinaio dei nostri iscritti ha mandato singolarmente una pec, come dichiarato dallo stesso Benetollo ieri sera. E i sindaci si sostituiscono all’autorità preposta per ordinare ai nostri medici di famiglia di certificare la quarantena in spregio agli ordini ricevuto dal ministero e dall’Apss stessa. Cisl medici ha concluso che se le FFP2 devono essere contingentate negli ospedali, le diano ai medici dei Settori del Pronto soccorso, delle Infettivologie, delle Pneumologie,delle Orl, delle Rianimazioni, dell’Emergenza territoriale, delle Unità Speciali delle guardie mediche per ogni loro intero turno lavorativo. Alla stessa stregua le mascherine chirurgiche RR vanno date alle Chirurgie, per gli interventi “A” e per i parti,nel numero necessario alle esigenze di turnistica protratta nel tempo''.

 

''Per tutti gli altri - conclude Paoli - che non hanno attinenza con le urgenze, abbiamo chiesto che siano posti in attesa a domicilio, per le reperibilità urgenti, con eventuale smart working, retribuiti con stipendio pieno. Cisl medici del Trentino si è riservata  tutte le azioni conseguenti di natura civilistica, lavoratoristica e penalistica si verificheranno da qui alla fine della emergenzialità e della straordinarietà di questa fallimentare riorganizzazione aziendale che ogni giorno di più vede aumentare la disfatta negli approvigionamenti necessari ai medici per lavorare e salvare vite umane''.

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