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Il coronavirus allunga i tempi d'attesa per le visite specialistiche, in Trentino sono 12 mila quelli che attendono e la Pat chiede aiuto alle strutture private

Una delle conseguenze del lockdown è stato l'inevitabile allungamento dei tempi delle liste di attesa, in particolare per quelle prestazioni per le quali non è stato possibile ricorrere alla telemedicina. Oggi la Giunta provinciale ha dato mandato all'Apss di coinvolgere e responsabilizzare le strutture private accreditate e convenzionate con il servizio sanitario provinciale per contenere i tempi massimi di attesa delle visite

Di Giuseppe Fin - 07 agosto 2020 - 16:27

TRENTO. Sono circa 12 mila le visite ambulatoriali che sono attualmente in attesa. Prestazioni specialistiche arretrate che sono aumentate anche a causa dell'emergenza sanitaria causata dal coronavirus e che ora la Provincia ha deciso di affrontare chiedendo l'aiuto delle strutture private.

 

"Una delle conseguenze del lockdown è stato l'inevitabile allungamento dei tempi delle liste di attesa, in particolare per quelle prestazioni per le quali non è stato possibile ricorrere alla telemedicina – ha spiegato l'assessora alla Salute Stefania Segnana -. Per questo, a luglio, avevamo previsto, fra gli obiettivi della direzione generale di Apss, non solo il contenimento dei tempi di attesa, ma anche la necessità di un programma di azioni organizzative e gestionali per lo smaltimento delle prestazioni specialistiche arretrate e per soddisfare la nuova domanda che contemplasse il coinvolgimento delle strutture private”.

 

Il fabbisogno di visite ambulatoriali è stimabile, come già detto, in circa 12.000. Con l'ultima deliberazione la Provincia chiede alle strutture private di contribuire al loro 'smaltimento' nel “più breve tempo possibile". E' stato quindi dato mandato all'Apss di coinvolgere e responsabilizzare le strutture private accreditate e convenzionate con il servizio sanitario provinciale. Le tipologie di visite prese in considerazione sono quelle relative a cardiologia, dermatologia, otorinolaringoiatria, oculistica, pneumologia e neurologia.

 

“Non ci sarà un carico economico superiore per gli utenti” spiega la Provincia confermando che il ticket per i cittadini rimane invariato. 

 

L'esecutivo ha stabilito di aumentare temporaneamente, fino al 31 dicembre 2020, le tariffe previste dal nomenclatore tariffario provinciale delle prestazioni ambulatoriali sia della prima visita che della visita di controllo per le discipline previste. Questo sia in ragione dello sforzo richiesto alle strutture di erogare parte del fabbisogno di visite entro un lasso di tempo breve, sia per la necessità di garantire le necessarie condizioni igienico-organizzative quali la gestione dell'affollamento delle sale di attesa e del paziente in ambulatorio, nonché la sanificazione degli ambienti.

La spesa derivante dal provvedimento è in parte ricompresa nelle assegnazioni già disposte a favore dell'Azienda sanitaria e in parte deriva dalle risorse sulle voci dell'assistenza ospedaliera e specialistica privata non utilizzate per via della sospensione delle attività durante il lockdown. 

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