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Scuola, la consulta dei genitori: ''Imbarazzante navigazione a vista. I problemi aumentano''

Il presidente della Consulta Provinciale Genitori del Trentino: "Si sollevano ulteriori quesiti dovuti al mancato accoglimento di richieste di trasferimento di alunni/studenti o di educazione parentale, che permetterebbero una migliore gestione familiare in caso di nuove criticità”

Pubblicato il - 01 August 2020 - 20:07

TRENTO. “I problemi non solo non vengono risolti ma aumentano” a dirlo è il presidente della Consulta Provinciale Genitori del Trentino, Maurizio Freschi, in merito alla mancanza di informazioni per quanto riguarda l'inizio del prossimo anno scolastico.

“Siamo ad agosto – ha affermato in una nota - e le famiglie attendono chiarimenti per poter organizzare la propria vita e il proprio lavoro alla ripresa dell’attività scolastica”.

 

Dura da parte sua la critica verso chi dovrebbe gestire, programmare questo mondo. “Purtroppo si prosegue con l’imbarazzante 'navigazione a vista' messa in atto da marzo ad oggi che ha evidenziato tutti i limiti dell’attuale gestione dell’istruzione trentina”.

 

Maurizio Freschi fa poi un elenco di mancanze di risposte alle richieste arrivate in questi mesi. A partire dalle indicazioni sanitarie per il passaggio tra i vari scenari, l'organico, i gruppi classe, gli spazi per eventuali frazionamenti (scenario 3), le indicazioni per Bes/Dsa, le ripercussioni della Dad sulla salute psicofisica di alunni e studenti, su trasporti, mense e dati.

 

“Ad oggi – continua il presidente della Consulta Provinciale Genitori del Trentino - si sollevano ulteriori quesiti dovuti al mancato accoglimento di richieste di trasferimento di alunni/studenti o di educazione parentale, che permetterebbero una migliore gestione familiare in caso di nuove criticità”.

 

Inoltre la consulta riscontra l’assoluta assenza di considerazione per gli alunni in fase di certificazione (molte sospese per il lockdown), in questi casi la costituzione di gruppi classe a capienza piena (25 studenti) appare incompatibile con l’eventuale presenza e le relative esigenze di alunni Bes e Dsa.  “L’attenzione nei confronti dei soggetti più fragili – ha concluso Freschi - non si misura con i milioni di euro stanziati a bilancio ma con la sensibilità e l’attenzione con cui verranno impiegati ad oggi sconosciute”.

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