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Senza dimora e senza cure mediche, in Trentino i volontari che aiutano i dimenticati dalla sanità. Rama: ''Tutti hanno diritto alla salute''

“Sono i nostri angeli” dicono gli operatori del Punto d'Incontro di Trento. Parlano dei volontari del  Gr.Is, operatori sanitari, medici, psicologi che mettono la propria professionalità al servizio degli ultimi. “Abbiamo un codice deontologico. Qualsiasi persona ha diritto ad un trattamento sanitario. Non sempre però, purtroppo, tutti ragionano in questo modo. Spesso c'è una miopia e diverse difficoltà si incontrano anche con l'Apss e la Provincia” spiega il dottor Rama

Di Giuseppe Fin - 27 dicembre 2020 - 05:01

TRENTO. Operatori sanitari e sociali, medici, infermieri, assistenti, psicologi. In una sola parola, volontari. Persone che mettono in campo la propria professionalità per dare una mano, aiutare, chi si trova a margine della nostra società. Chi è vittima di questo “tempo feroce”, scrive anche Vincenzo Passerini in uno dei suoi ultimi libri, profughi, migranti, persone che non hanno più nulla, italiani, stranieri, che dormono al freddo e che di giorno vengono umiliati, offesi, lasciati in un angolo.

 

Sono i nostri angeli” ci dicono alcuni operatori del Punto d'Incontro di Trento. Parlano dei medici del Gr.Is che anche in questi mesi di pandemia non hanno fatto mai mancare il loro apporto. Lo hanno fatto stando in ambulatorio ma andando anche per strada assistendo chi sta male e viene tagliato fuori da quel diritto alla salute citato anche nella nostra Costituzione, fin troppo spesso però travolto dalla burocrazia.

 

“Noi come sanitari abbiamo un codice deontologico. Qualsiasi persona ha diritto ad un trattamento sanitario. Non sempre però, purtroppo, tutti ragionano in questo modo. Spesso c'è una miopia e diverse difficoltà si incontrano anche con l'Apss e la Provincia” ci dice il dottor Gianpaolo Rama del Gris trentino.

 

Per gli ultimi, quelli che vivono sulla strada, negli insediamenti precari, rimasti fuori dal sistema sanitario. Sono persone che non hanno un medico di base e nemmeno i soldi per comprarsi una mascherina e tanto meno un tampone in qualche istituto privato. Ma c'è poi un altro genere di disturbi, quelli psichiatrici che nascono dalle difficoltà nel vivere in strada, da viaggi durati chilometri e chilometri, dal dolore nell'aver lasciato la propria famiglia o per aver perso tutto.

 

“Come Gris in Trentino siamo circa una quarantina i sanitari volontari tra medici, infermieri e altre professionalità” ci spiega Gianpaolo Rama. “Lavoriamo in un ambulatorio messo a disposizione dall'Apss ma ci rimbocchiamo anche le maniche per uscire e aiutare le persone in strada o nelle strutture”.

 

I problemi che la parte in difficoltà degli immigrati in Trentino incontra per la difesa della salute e nell’accesso e fruizione delle prestazioni sanitarie sono vari e vanno da un gap culturale a difficoltà di ordine amministrativo (iscrizione al S.S.P. dei minori, auto-dichiarazione di effettiva dimora per l’iscrizione al S.S.P. dei richiedenti protezione internazionale, protocollo per il riconoscimento dell’età dei minori, esenzione dal ticket per i minori non accompagnati ed i richiedenti protezione internazionale inoccupati, ecc.), a problemi di tipo organizzativo (controlli alla frontiera e visita di prima accoglienza ai richiedenti asilo, accesso agli screening oncologici per i non iscritti, continuità delle cure per i possessori di codice Stp, assistenza alle vittime di violenza intenzionale), o, ancora, a necessità di supporto economico qualora vi sia una situazione di indigenza e necessità di sostenere o contribuire a spese dirette alla difesa della salute (farmaci in classe C, cure odontoiatriche, ticket, alimentazione e ambiente di vita sani).

 

“Purtroppo sono moltissime le persone che si trovano ad affrontare la cosiddetta sindrome del disturbo post traumatico da stress – ci spiega Rama – dopo un percorso migratorio e tutto questo aggravato da una mancata integrazione. Ci sono spesso ferite pesanti a monte”. Per chi si trova in strada e non ha nulla, gli effetti del Covid-19 sono stati ancora più devastanti. Nudi difronte al virus.

 

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