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Sgarbi a Bolzano attacca il governo (IL VIDEO): ''Criptochecche'', dà del ''chiavatore'' all'assessore e propone invece delle mascherine ''preservativi per tutti''

Il critico d'arte e presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, si è recato in Alto Adige e ha attaccato il governo nazionale per la gestione della fase 2

Di Luca Andreazza - 20 maggio 2020 - 13:44

BOLZANO. "Vetri a buco del culo", "Preservativi per tutti e non mascherine", un "Criptochecche" al governo e "chiavatore" all'assessore provinciale Massimo Bessone. E' Sgarbi show nel suo tour altoatesino per "verificare" la situazione fase 2 in Alto Adige. 

 

"Non vorrei fare polemiche. Sappiamo che l'Italia è una - dice in un video Facebook - ma ci sono alcune Italie più Italie di altre. Ha tentato di essere più Italia la Calabria, ma è stata bloccata dal governo. Invece l'Alto Adige, così come il Trentino, ha uno statuto di autonomia, per cui con grande forza Arno Kompatscher ha dichiarato che indipendentemente da quello che dichiarava il governo, l'Alto Adige riapriva e allora sono venuto in Alto Adige".

 

 

Il critico d'arte racconta il suo viaggio in Alto Adige. "Ho visto cose singolari. Per esempio ho visto a Novacella, una serie di persone nella bellissima abbazia che mangiavano in cinque o sei, forse di più, una attaccata all'altro e ho visto che questa libertà era vera". Tappa a Vipiteno. "Ho girato bar e ristoranti e anche lì ho visto più o meno la stessa condizione".  

 

Si passa a Bolzano e nel capoluogo altoatesino il presidente del Mart rimarrebbe interdetto. "Ho capito invece che ci sono delle misure. La mascherina all'aperto, che è un delitto e pericoloso, perché si respira la propria anidride carbonica. E' il capo della protezione civile Borrelli a dire in modo preciso e chiaro che non la userà, la misura fondamentale resta la distanza. E' importante indossarla se non si rispettano le distanze".

 

E quindi prende a esempio due ristoranti bolzanini. "Quello che mi colpisce sono le diverse postazioni in Italia. Ma nel luogo dell'autonomia ho visto due ristoranti: Italia&Amore con persone a tavoli e distanze di un metro che consentono la convivialità e poi la Forst con un vetro del cazzo, che faceva sì che una coppia dovesse parlare dietro un vetro a buco di culo con tutta l'aria intorno, come in carcere".

Così il critico d'arte disquisisce su queste differenze. "Mi dovete spiegare se ci sono due Bolzano e due autonomie - dice Sgarbi - Italia&Amore è libera e Forst si sente di rispettare le leggi del mio amico assessore alle fondamenta e al patrimonio, che è un grande chiavatore, il quale ha stabilito che qui ci sono delle regole. Non voglio fare polemiche perché è lontano dal mio temperamento. Ma cazzo che Italia è e quali logiche? Mettete degli scafandri, anzi mettiamo un preservativo per le teste di cazzo che è una garanzia migliore per non avere problemi, preservativi per tutti e non mascherine".

 

Il presidente del Mart prende in esame anche il Tulps. "L'articolo 85 - conclude Sgarbi - spiega, e cito, che è vietato comparire mascherato in un luogo pubblico. Legge di sicurezza evidentemente contro il terrorismo. Qualcuno potrebbe dire che non solo quelli che portano le maschere possono essere multati, ma anche quelli che multano con le maschere possono essere multati. Occorre capire se prevale la legge della sicurezza o della eventuale sanità. C'è una mancanza di unità e indicazioni precisa che porta a una grande confusione. Pensavo di essere libero in Alto Adige e anche qui sono nella confusione di questi mesi. Confusione causata dal governo ovviamente, che è composto da criptochecche, che essendo checche  vorrebbero inculare tutti noi, cosa che spero non avvenga".

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