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Sit-in davanti alla Provincia (VIDEO): “No ai lager per animali, liberate gli orsi del Casteller”

Due attivisti travestiti da orsi hanno manifestato il loro dissenso davanti a Piazza Dante: “Non sono gli orsi il problema siamo noi che non li rispettiamo”. Nel frattempo si aggravano le condizioni di salute di Stefania Sbarra e Barbara Nosari le due attiviste in sciopero della fame che chiedono la liberazione dei plantigradi rinchiusi al Casteller

Di Tiziano Grottolo - 20 novembre 2020 - 12:22

TRENTO. Dopo che il Tar ha respinto il ricorso presentato dalle associazioni animaliste che chiedono la liberazione degli orsi reclusi al Casteller, questa mattina, è andata in scena una protesta di fronte al palazzo della Provincia: “Sono un orso e ho la libertà di andare dove voglio – ha dichiarato uno degli attivisti travestiti da plantigrado – e se non fossi un orso sono un cittadino italiano trentino e ho la libertà di muovermi e andare dove voglio”.

 

Una protesta pacifica per manifestare il proprio dissenso per la gestione dei grandi carnivori portata avanti dalla Giunta Fugatti: “No ai lager per animali – ha aggiunto l’uomo – gli orsi al Casteller stanno morendo, dovrebbero essere lasciati liberi di andare in letargo”. E ancora: Non sono gli orsi il problema siamo noi che non li rispettiamo”. Fra le proposte dei due attivisti anche quella che la Provincia si attivi per mettere a disposizione di residenti e turisti campanelli per cani, in questo modo la fauna selvatica (orsi compresi) potrebbe avvertire la presenza dell’uomo in anticipo e allontanarsi per tempo, evitando in questo modo incontri ravvicinati.

 

 

Alla manifestazione erano presenti anche l’ex consigliere comunale Marco Ianes Ornella Dorigatti che ha chiesto “come regalo di Natale per i trentini, di liberare gli orsi del Casteller”, inoltre la delegata dell’Oipa ha fatto sapere che nelle prossime settimane, sempre davanti al palazzo della Provincia, si terranno nuovi sit-in.

 

Nel frattempo, le associazioni sostengono che le condizioni di salute di Stefania Sbarra e Barbara Nosari, dopo 60 giorni di sciopero della fame, si stanno aggravando. Le attiviste valtellinesi chiedono la liberazione di M49-Papillon, M57 e Dj3, rinchiusi al Casteller, e una “grazia” per Jj4. Nei giorni scorsi, a sostegno della lotta delle due attiviste, è stata lanciata anche una petizione al Parlamento europeo. Infine, anche Leal e di Salviamo gli Orsi della Luna contestano la sentenza del Tar: “In nome della giustizia e dei diritti degli orsi porteremo avanti la battaglia legale e ricorreremo al Consiglio di Stato e in tutte le sedi e gradi di giudizio”.

 

 

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