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Tra tagli (imposti dalla Pat) e rinvii, il progetto Spazio Argento dovrebbe partire in autunno: 4 i Comuni interessati. I sindacati: "Più risorse e coinvolgere l'Apss"

Dopo gli annunci di tagli da parte dell'assessora Stefania Segnana e lo slittamento delle tempistiche, il progetto di Welfare per gli anziani Spazio Argento, dovrebbe partire in autunno in via sperimentale a Trento, Aldeno, Garniga e Cimone. Positivo l'incontro fra il Comune di Trento e i sindacati, che attaccano la Pat: "Servono più risorse e l'immediato coinvolgimento dell'Azienda sanitaria"

Pubblicato il - 09 luglio 2020 - 18:43

TRENTO. Proseguono gli incontri fra sindacati e istituzioni sul tema dello Spazio Argento, il progetto legato al nuovo modello di welfare anziani proposto nel 2017 e bloccato a causa dell'emergenza Coronavirus, con annessi tagli imposti dall'assessora alla Salute Stefania Segnana per 1,5 milioni (su 2 milioni di euro totali), con cui si dovrebbe creare una rete assistenziale che prevede più servizi a domicilio.

 

La sperimentazione pare stia per essere avviata nel territorio della valle dell'Adige in autunno e per questo Comune di Trento e parti sociali si sono confrontate, con le riserve avanzate dai sindacati nei confronti dell'atteggiamento della Provincia. “Servono più risorse – hanno ribadito i segretari di Cgil, Cisl e Uil Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, dopo che già nelle settimane scorse era stato richiesto maggiore coinvolgimento degli interessati, tra cui le sigle dei pensionati – per dare gambe al nuovo welfare è indispensabile coinvolgere il sistema sanitario”.

 

Trento, Aldeno, Garniga e Cimone saranno i luoghi in cui avverrà la sperimentazione, come annunciato ai margini dell'incontro dall'assessora comunale alle politiche sociali del capoluogo Mariachiara Franzoia. “Apprezziamo sia il metodo sia il merito di questo progetto, frutto del lavoro di un tavolo tecnico che ha visto anche la partecipazione dei sindacati dei pensionati. Sul merito quando definito dal Comune capoluogo dà risposta a tre ambiti di azione fondamentali, la prevenzione con un ruolo centrale all'invecchiamento attivo, la gestione dei bisogni di assistenza con la presa in carico dei soggetti nello Spazio Argento e la gestione organica dei servizi”.

 

Diversi punti, tuttavia, rimangono aperti, visto il rallentamento imposto alla riforma dalla Giunta con lo slittamento a gennaio 2020 dell'attuazione del progetto (cosa che aveva fatto infuriare l'allora promotore Luca Zeni, ora consigliere provinciale dell'opposizione per il Partito democratico). “L'esecutivo Fugatti, dopo aver votato a favore della riforma nel 2017, ha compiuto un'assurda marcia indietro, prima rallentando all'inverosimile la sua attuazione e adesso depotenziando la governance dello Spazio Argento, escludendo la componente sanitaria”.

 

“In questo modo – continuano i sindacati – non ci potrà essere quell'integrazione socio-sanitaria indispensabile a far funzionare un welfare moderno e innovativo per la terza età. È indispensabile recuperare subito l'Azienda sanitaria in questo progetto”.

 

Altro nodo critico sarebbero le scarse risorse, diminuite nettamente a fronte del taglio imposto dalla Giunta a trazione leghista. “La giunta non ha stanziato un euro su questo tema. Il Comune di Trento potrà contare su una tantum di circa 300mila euro, solo per la durata della sperimentazione, cioè un anno. In questo modo non si possono fare scelte strutturali né in termini di investimenti organizzativi né sulle risorse umane”.

 

Riguardo al tema dell'invecchiamento della popolazione e dei rapporti tra amministrazioni e terzo settore, tanto importanti per l'erogazione dei servizi agli anziani, i sindacati hanno poi aggiunto: “Su alcune aree specifiche si dovrebbe avere il coraggio di rivalutare la reinternalizzazione dei servizi. In ogni caso, anche in vista dei nuovi affidamenti, la strada dovrà essere quella della coprogettazione tra ente e soggetti del terzo settore, in particolare in ambiti come l'assistenza domiciliare. È questa l'unica strada per garantire adeguati livelli di innovazione organizzativa e tecnologica”.

 

Tema abitativo e investimenti su figure professionali in grado di assicurare continuità e qualità dei servizi hanno poi riguardato l'ultimo intervento dei tre segretari confederali trentini. “I Comuni devono cominciare a progettare le città e i quartieri anche a misura di anziani, con scelta urbanistiche che ne facilitino l'autonomia e la permanenza nelle loro abitazioni o comunque in case adatte – hanno concluso – l'associazionismo, infine, è il tassello fondamentale di questo settore, ma non ci si può basare solo su questo. I bisogni crescono e diventano più specifici, servono dunque figure professionali formate per progettare iniziative e modalità di intervento strutturate a favore dell'invecchiamento attivo. Su questo fronte servono investimenti reali e di lungo periodo”.

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